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MERCATI

Edilizia, il 2% del PIL deriva dalle riqualificazioni

di Paola Mammarella

Dossier Camera e Cresme: spinta agli investimenti grazie agli incentivi su riqualificazione edilizia e energetica

Vedi Aggiornamento del 14/09/2016
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31/07/2014 – L’edilizia può uscire dalla crisi grazie alle ristrutturazioni e alle riqualificazioni energetiche, che rappresentano il 2% del Pil. È quanto emerge da un dossier del Servizio Studi della Camera, elaborato in collaborazione con il Cresme.
 
Nel 2013 sono stati spesi 116,8 miliardi di euro in manutenzione ordinaria e straordinaria. Ciò significa che il 66,9% dell’intero fatturato dell’edilizia è derivato dalla riqualificazione del patrimonio esistente. A pesare su questa situazione sono stati diversi fattori, come la vetustà degli edifici, la personalizzazione delle abitazioni acquistate, l’adeguamento degli impianti alle norme europee e la presenza degli incentivi fiscali.
 
In particolare, gli investimenti effettuati grazie agli incentivi fiscali hanno raggiunto i 27,5 miliardi di euro. Rispetto al totale, 23,5 miliardi sono stati assorbiti dalle ristrutturazioni e 4 miliardi dagli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.
 
Si tratta, spiega il dossier, di un incremento del 40% rispetto all’anno precedente, su cui ha pesato l’aumento delle percentuali incentivanti e dei tetti di spesa.
 
Il Decreto Ecobonus (DL 63/2013) ha infatti elevato dal 55% al 65% la detrazione fiscale riconosciuta agli interventi di riqualificazione energetica, estendendola anche ai lavori preventivi per l’adeguamento antisismico degli immobili destinati a prima casa e alle attività produttive.
 
Con lo stesso decreto è stato prorogato per il 2013 il bonus sulle ristrutturazioni edilizie, che il DL 83/2012 aveva elevato dal 36% al 50%, raddoppiando da 48 mila euro a 96 mila euro il tetto di spesa ammissibile per ogni intervento.
 
Il decreto ha infine esteso la detrazione del 50% anche all’acquisto dei mobili e degli elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni) finalizzati all’arredo dell’immobile ristrutturato, fino ad un massimo di spesa di 10.000 euro.
 
Nel 2014 è continuato il trend positivo, che ha visto un ulteriore aumento delle domande di intervento del 20%. Merito, sostiene il dossier, della Legge di Stabilità per il 2014, che ha prorogato le detrazioni del 50% e 65% per tutto l’anno in corso.
 
Ricordiamo inoltre che a maggio 2014 il DL Casa ha svincolato il bonus mobili dal costo della ristrutturazione, riconoscendo il bonus su tutto l’importo speso per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici efficienti, anche nel caso in cui gli arredi costino più dell’intervento di ristrutturazione. Un passaggio che ha dato un ulteriore impulso agli investimenti.
 
Il documento redatto dalla Camera e dal Cresme ipotizza che dopo il 2014 le domande si ridurranno dal momento che le detrazioni torneranno gradualmente alle loro percentuali originarie. In base alla Legge di Stabilità per il 2014, infatti, la detrazione per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici decrescerà al 50% nel 2015 e tornerà al 36% nel 2016. Nei condomini le spese sostenute fino al 30 giugno 2015 saranno detraibili al 65%, mentre quelle effettuate fino al 30 giugno 2016 usufruiranno del bonus al 50%.
 
Per quanto riguarda le ristrutturazioni, invece, nel 2015 la detrazione fiscale calerà al 40%, ma il tetto di spesa continuerà ad essere 96 mila euro. A partire dal 2016, il bonus tornerà all’aliquota ordinaria del 36% e il tetto di spesa scenderà a 48 mila euro.


 

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