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NORMATIVA

Crediti con la Pubblica amministrazione, via alla cessione alle banche

di Paola Mammarella

Mef: Professionisti e imprese saranno pagati subito, con decurtazioni delle somme dall’1,60% all’1,90%

Vedi Aggiornamento del 03/03/2015
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10/07/2014 – I professionisti e le imprese che vantano crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione potranno cederli alle banche e vedersi pagare subito le somme dovute, decurtate di una percentuale che può arrivare al massimo all’ 1,90% o all’1,60% per gli importi eccedenti i 50 mila euro.
 
La novità è arrivata nei giorni scorsi con la bozza di decreto messa a punto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per attuare quanto previsto dalla Legge Irpef - Spending Review (Legge 89/2014).
 
Ricordiamo che l’articolo 37 della norma introduce nuovi strumenti per favorire la cessione “pro soluto” alle banche dei crediti certi, liquidi ed esigibili, di parte corrente, maturati al 31 dicembre 2013. Ciò significa che il professionista o l’impresa che cede il credito esce dal rapporto con la Pubblica Amministrazione. In altre parole, il cedente vende i suoi crediti garantendo la sola sussistenza e validità, senza assicurare la loro recuperabilità.
 
Le cessioni sono garantite dallo Stato e rendono quindi possibili i pagamenti dei debiti per forniture, appalti e prestazioni professionali anche in caso di temporanea mancanza di liquidità da parte della Pubblica Amministrazione.
 
Come spiegato nella nota diramata dal Ministero e nella relazione illustrativa allegata al decreto, il Fondo di garanzia istituito presso il Mef e gestito da Consap SpA, che ha una dotazione iniziale di 150 milioni di euro, può garantire cessioni di crediti per 1,9 miliardi. La dotazione può essere integrata attingendo ai 900 milioni del Fondo del Mef previsto dalla Legge Spending Review. In questo modo diventerebbero possibili operazioni per 13 miliardi di euro.
 
Il Ministero ha inoltre ricordato che lo strumento della cessione dei crediti alle banche e agli intermediari finanziari si inserisce in un contesto più ampio, già avviato col DL 35/2013, che prevede l’allentamento del patto di stabilità e la compensazione dei crediti con i debiti tributari.
 


 

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