Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Sismabonus 110%, come funziona la detrazione 90% dell’assicurazione
RISTRUTTURAZIONE Sismabonus 110%, come funziona la detrazione 90% dell’assicurazione
NORMATIVA

Dotarsi del POS costerà da 25 a 180 euro all’anno

di Paola Mammarella

Le conclusioni del Ministero dello Sviluppo Economico dopo i primi due incontri con il settore bancario

Vedi Aggiornamento del 10/03/2015
Commenti 8855
30/07/2014 – Un professionista o un’impresa che si dota del POS può spendere da un minimo di 25-60 euro ad un massimo di 120-180 euro annui a seconda delle apparecchiature scelte.
 
È questa la sintesi delle prime due giornate di lavoro del tavolo tecnico avviato dal Ministero dello Sviluppo Economico dopo il 30 giugno 2014, data di entrata in vigore dell’obbligo di accettare pagamenti elettronici per gli importi superiori a 30 euro, introdotto dal decreto Sviluppo Bis (DL 179/2012), convertito nella Legge 221/2012, e disciplinato dal DM 24 gennaio 2014
 
Durante i due incontri sono intervenuti rappresentanti dell’ABI, dell’AIIP (Associazione Italiana Istituti di Pagamento e di Moneta Elettronica), del Consorzio Pagobancomat, dei gestori dei circuiti internazionali Visa e Mastercard e di alcuni operatori di mercato attivi nel settore dell’acquiring.
 
Dalle riunioni è emerso che i costi per chi si dota del POS presentano una componente fissa e una variabile.

I costi fissi dipendono dalle diverse funzionalità che il terminale può offrire e dal tipo di tecnologia utilizzata per il collegamento. Ciò vuol dire che i sistemi più innovativi, il cui funzionamento è basato su un collegamento via internet o attraverso una rete mobile sono meno costosi rispetto a quelli tradizionali, collegati alle reti interbancarie dedicate.

Dato che il costo fisso per i terminali più innovativi si aggira tra i 2 e i 5 euro mensili e quello per le apparecchiature più tradizionali oscilla tra i 10 e i 15 euro al mese, il costo fisso da sostenere va dai 25-60 euro ai 120-180 euro all’anno.
 
I costi variabili sono legati al numero e all’ammontare delle transazioni e dipendono dal tipo di circuito utilizzato.
 
Spesso le due componenti di costo sono collegate e può succedere che a costi fissi più alti corrispondano costi variabili più bassi. A pesare sui costi sono anche il DM 14 febbraio 2014 (merchant fee), adottato per ridurre le commissioni sulle transazioni e migliorare la trasparenza delle informazioni, le norme attualmente in discussione a Bruxelles e la proposta di Regolamento comunitario sulle interchange fee.
 
Secondo quanto emerso durante il confronto, esistono sul mercato soluzioni che offrono diverse combinazioni di servizi e condizioni in base alle previsioni di utilizzo e ai collegamenti disponibili. Gli interlocutori si sono inoltre mostrati disponibili a rendere l’offerta il più possibile flessibile e conveniente, in linea con le esigenze delle singole categorie interessate.


 

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui
Altri commenti
thumb profile
pippis

Non c'è da "ridurre i costi", c'è da eliminare quest'obbligo ridicolo per i professionisti. Non mi stancherò di ripetere che il POS va bene per l'acquisto di beni o prestazioni ed esigibilità immediata, non certo per i lavori di lungo corso come quelli dei professionisti. Mi spiego: un paio di scarpe, ovvio che le pago subito, non posso dire al negoziante "aspetta vado a casa e ti faccio un bonifico". Una visita specialistica la fai e poi la paghi subito, magari da quel medico non ci torni mai più. Vado al ristorante o in hotel ed è ovvio che quando vado via pago subito Ma un progetto architettonico o strutturale, una SCIA o una variazione catastale sono lavori che durano giorni o settimane ... non ha senso il pagamento immediato, tant'è vero che noi professionisti abbiamo l'indispensabile strumento dell'"avviso di notula" o fattura proforma, che non ha valore né fiscale né legale ma è il modo per dire al cliente "adesso pagami, prenditi il tuo tempo ma pagami"; ed un bonifico è il modo migliore, e tracciabile, e non ha extra-costi per nessuno. Questa è una verità semplice semplice, ma nessun ministro e nessun parlamentare ci arriverà mai, per tacere di Zambrano e dello CNI, perché sono troppo schiavi delle logiche di potere, delle lobby, degli interessi di grossi gruppi e mai sensibili alle esigenze dei "piccoli". VERGOOOOOGNA!!!!

thumb profile
pippis

Inutile insistere a prenderci per il c...o: il POS nello studio non lo metterei neanche a ZERO euro di affitto + ZERO euro di canone + ZERO euro di commissioni, per la buona e semplice ragine che io mi faccio pagare con BONIFICI, che sono sicuri, veloci, tracciabili e comodi, perché il cliente li fa anche da casa. I miei clineti non vivono nella mia città, quindi che c..zo me ne faccio del POS? Pago ai clienti biglietto aereo o ferroviario per venire a fare il pos nelò mio ufficio (che poi è il solaotto di casa mia...)? All'inferno banche, ministero e soprattutto lo CNI che non fa NULLA per difendere noi ingegneri da questi soprusi.

thumb profile
Ing. Luigi P.

L'ho detto e ripetuto 1000 volte. Io piuttosto che dare i soldi a voi tra assicurazione professionale, pos e quant'altro ... preferisco dare da mangiare alla mia famiglia. Quindi se vi sta bene cosi OK, altrimenti portatemi al gabbio (sempre dopo che hanno portato voi, luridi ladri di galline !!!