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Edilizia, firmato il nuovo contratto nazionale

di Rossella Calabrese

Soddisfatte Ance e Associazioni cooperative. Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil: ‘ok la riforma degli enti bilaterali’

Vedi Aggiornamento del 19/07/2018
03/07/2014 - È stato firmato il 1° luglio scorso, dopo 18 mesi di intenso confronto, da Ance, Associazioni cooperative e Sindacati nazionali edili il rinnovo del contratto nazionale dell’edilizia.
 
Il nuovo accordo prevede, in particolare:
-una razionalizzazione e quindi una maggiore efficienza del vasto sistema degli enti bilaterali, puntando su una decisa riduzione dei costi;
 - una ristrutturazione dell’istituto dell’anzianità della professionalità edile, che assumerà carattere nazionale;
-una decisa calmierazione dei costi contrattuali, considerato il difficilissimo contesto economico, che si declina in un complessivo aumento di 40 euro più 8 euro in previdenza complementare;
-un incremento della flessibilità dell’utilizzo dei rapporti di lavoro, portando al 40% i contratti a tempo determinato.
 
“Dopo una lunghissima e difficile trattativa che ci ha impegnato per molti mesi abbiamo raggiunto un importante accordo che è frutto dello sforzo comune di garantire un futuro migliore al settore dell’edilizia”, commentano il Presidente Ance, Paolo Buzzetti e dell’Aci Produzione e Lavoro, Carlo Zini. “In un momento di grave e perdurante crisi per il settore l’intesa è certamente la prova del grande senso di responsabilità delle imprese e della volontà di tutto il sistema di puntare alla crescita. Principi importanti che da tempo condividiamo con tutte le sigle datoriali e sindacali aderenti agli Stati Generali delle costruzioni”.
 
Grande soddisfazione è stata espressa, inoltre, dal Vice Presidente Ance, Gabriele Buia, e dal Delegato alle Relazioni industriali cooperative, Renato Verri, anche in considerazione degli importanti passi in avanti fatti in tema di trasferta, prepensionamenti, contrattazione di secondo livello e codice etico per gli organismi paritetici: “Si tratta di temi che caratterizzano un contratto di responsabilità che mette al centro del mercato del lavoro la qualità e la trasparenza”.
 
“Una trattativa lunga e difficile, dove l’unità dei sindacati è stata più forte della crisi e del tentativo delle imprese di usarla per abbassare l’asta delle regole” è il commento a caldo di Walter Schiavella, segretario generale della Fillea Cgil. E se dal versante salariale  “gli aumenti risentono fortemente  della situazione drammatica di crisi in cui versa il settore” dal versante dei diritti “abbiamo smontato un pesante tentativo di intervenire sull’impianto delle regole” per questo “l’ipotesi di accordo va valutata anche e soprattutto per quello che non c’è. E in questo accordo non c’è più la proposta delle imprese di eliminare il principio della responsabilità solidale negli appalti, che è e resta un presidio di regolarità e di diritti per i lavoratori”.
 
L’altro valore aggiunto di questo contratto, secondo Schiavella, è che “fornisce strumenti fondamentale per la gestione della crisi del settore attraverso la riorganizzazione e messa in sicurezza del sistema degli enti bilaterali e dei diritti contrattuali che attraverso di loro vengono garantiti ai lavoratori, a partire dall’Ape, l’anzianità professionale. Anche per questa ragione - prosegue Schiavella - questo  è un contratto che apre una fase di gestione altrettanto importante di quella si è chiusa oggi, che chiamerà in causa il lavoro delle strutture, nazionali e  territoriali.  Altro elemento importante infatti è la riconferma e la piena esigibilità della contrattazione di secondo livello, strumento fondamentale per gestire dai territori il processo di riorganizzazione del settore”.
 
“Nonostante la gravissima crisi del settore - ha dichiarato il segretario generale della Filca Cisl, Domenico Pesenti - che dal 2008 ad oggi ha determinato la perdita del 50% degli addetti, circa 750mila lavoratori, le parti hanno responsabilmente raggiunto un accordo, che ha il merito di garantire le tutele e i diritti dei lavoratori. Inoltre l’aver anticipato la scadenza del contratto a giugno del 2016 darà la possibilità di esercitare in pieno la contrattazione di II livello. Si è trattata di una trattativa lunga e complessa, contraddistinta anche da discussioni tra i sindacati, con il rischio di non arrivare uniti alla firma. Ma alla fine il testo si caratterizza per il senso di responsabilità dimostrato dalle parti e per le novità importanti per i lavoratori. Inoltre è positivo l’avvio di un percorso di cambiamento radicale nel comparto. Vorrei solo ricordare che in un altro periodo di crisi, quello del 1994 provocato da Tangentopoli, pur se meno grave di quella attuale, nel rinnovare il contratto dell’edilizia si rinunciò ad una tornata di integrativi e all’Ape straordinaria, e quindi si chiesero grossi sacrifici ai lavoratori”.
 
“Questa trattativa è risultata molto difficile e complicata ma dopo oltre 18 mesi dalla scadenza del contratto e 26 incontri siamo riusciti a rinnovare il contratto”. Queste le parole del Segretario Generale Feneal Uil, Vito Panzarella. “Un punto fondamentale è sicuramente la riforma degli enti bilaterali volta alla semplificazione del sistema e ad una maggiore efficienza al fine di continuare a garantire servizi e tutele ai lavoratori edili fortemente colpiti da 6 anni di crisi e penalizzati dalla precarietà e frammentarietà del lavoro edile. Nonostante il drastico calo dell’occupazione e la sempre maggiore destrutturazione del settore che ha comportato un aumento di lavoro irregolare e insicuro - continua Panzarella - siamo riusciti a portare a casa un buon risultato che dovrà servire da punto di partenza per la ripresa del lavoro edile. Restiamo convinti, infatti, che investire nel settore e ridargli centralità è il modo giusto  per superare la crisi e rilanciare la crescita del Paese”.
 
Fonte: Ance, Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil
 

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