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La ‘bellezza’ potrebbe entrare nella Carta Costituzionale

di Rossella Calabrese

Disegno di legge per riconoscere la bellezza quale elemento costitutivo dell’identità nazionale

Vedi Aggiornamento del 17/11/2014
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14/07/2014 - Una Repubblica che riconosce la bellezza quale elemento costitutivo dell’identità nazionale, la conserva, la tutela e la promuove in tutte le sue forme materiali e immateriali: storiche, artistiche, culturali, paesaggistiche e naturali.
 
È questa l’Italia immaginata dalla deputata, nonché architetto, Serena Pellegrino, promotrice del disegno di legge Costituzionale in materia di riconoscimento della bellezza quale elemento costitutivo dell’identità nazionale.
 
Alla proposta, presentata qualche giorno fa alla Camera dei Deputati, è dedicato il sito http://www.bellezzaincostituzione.it/ che ne illustra le motivazioni e consente di aderire alla campagna “Bellezza in Costituzione”.  
 
“La caratteristica distintiva del nostro Paese, la reputazione universalmente riconosciuta all’Italia è la bellezza” - spiega Pellegrino. Nel processo di globalizzazione, il valore aggiunto dell’Italia non risiede nella produzione di beni di consumo omologati e livellati verso il basso, bensì nella valorizzazione dei processi creativi in tutte le loro forme: artistiche, materiali e immateriali, culturali, architettoniche, paesaggistiche e naturali.
 
Secondo la deputata, per superare la crisi e il declino e vincere la sfida della globalizzazione, l’Italia può contare sull’unicità del suo territorio, sullo spessore della sua storia, sulla qualità della sua cultura, sulla grandezza delle sue produzioni artistiche. Un patrimonio fatto di essenze e realtà materiali e immateriali, esclusive e originali, che rende grande ed incomparabile il nostro Paese, ne costituisce la sua reputazione ed è la sostanza del suo futuro.
 
“I Padri costituenti - prosegue Serena Pellegrino -, nello stilare la Costituzione, non avevano coscienza di quanto sarebbe accaduto nei decenni seguenti, degli scempi che si sarebbero perpetrati su tutto il territorio e sul suo inestimabile patrimonio artistico e architettonico”. “La conservazione, la tutela e la promozione di tutto il patrimonio della nazione è quindi un atto di principio e di dovere nei confronti delle generazioni future. Dal suo riconoscimento e dalla sua valorizzazione dobbiamo ripartire per dare un futuro sostenibile e certo al nostro Paese”.
 
È giusto e necessario - afferma la deputata - aggiungere il riconoscimento della bellezza alla Carta Costituzionale, come valore fondamentale costituzionalmente protetto. “Riconoscerne il suo valore intrinseco ed estrinseco porterebbe ad un riconoscimento di consapevolezza e maturazione di un popolo che finora ha vissuto la bellezza senza coscienza”.
 
Plaude alla proposta di legge il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Per Matteo Capuani, membro del Cnappc, il ddl è necessario perché “gli estensori della Costituzione  non avevano idea dell’aggressione dei territori che sarebbe avvenuta anni dopo, della realizzazione di brutte periferie e di ecomostri. Ma anche perché  il Paese non può fondare i propri progetti per il futuro solo sul PIL e gli equilibri di bilancio”.
 
“La mancanza di bellezza - continua - apre la strada alla speculazione ed al malaffare permettendo di dare valore a cose pessime e di cattiva qualità. Ed infatti se etica ed estetica rapportate alla bellezza, attraverso i concorsi, avessero affiancato i parametri di controllo delle grandi opere forse ci sarebbe stata più trasparenza, più legalità e maggiore qualità negli interventi”.
 
“Nella bellezza del nostro Paese - conclude Capuani - c’è la storia e la memoria passata del nostro popolo, la coscienza di tutti noi, e la visione di un futuro possibile per il nostro Paese. Ecco perché le tutele previste dalla Costituzione dovrebbero avere come fine proprio la bellezza: se così non sarà, finiremo solo per adempiere a percorsi tecnico amministrativi del tutto privi da qualità”.



 

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