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NORMATIVA

Prestito ipotecario vitalizio, la casa si trasforma in contanti

di Paola Mammarella

Il proprietario over 65 accede a un prestito senza perdere l’immobile e gli eredi decidono se riscattarlo

Vedi Aggiornamento del 19/07/2018
11/07/2014 – La casa può trasformarsi in un vitalizio. Accendendo un’ipoteca e mantenendo la proprietà della propria abitazione, la banca riconosce una somma pari ad una percentuale del valore di mercato dell’immobile, mentre gli eredi possono scegliere in seguito se venderlo o riscattarlo.
 
È questa, in sintesi, la soluzione contro la crisi di liquidità delle famiglie proposta dal disegno di legge allo studio del Parlamento.
 
Il ddl tenta di risolvere le difficoltà nell’accesso a mutui e prestiti introducendo il prestito ipotecario vitalizio, cioè un finanziamento garantito dalla proprietà residenziale con cui il proprietario over 65 può convertire parte del valore immobiliare in contanti.
 
Allo stesso tempo, il proprietario non ha l’obbligo di lasciare l’abitazione né di ripagare il capitale e gli interessi sul prestito.
 
Il capitale e gli interessi possono infatti essere rimborsati anticipatamente su scelta del proprietario. In alternativa, dopo la sua morte gli eredi scelgono se estinguere il debito con la banca e riscattare l’immobile, venderlo o lasciare che sia la banca a farlo. In quest’ultimo caso i proventi della vendita spettano alla banca per la parte che copre il capitale, gli interessi e gli eventuali costi connessi al finanziamento, mentre la parte eccedente va agli eredi.
 
Il vantaggio del prestito ipotecario vitalizio sta nel fatto che non si perde l’immobile. Cosa che non accade vendendo la nuda proprietà e mantenendo l’usufrutto dell’abitazione, che dopo la morte degli occupanti diventa di proprietà degli acquirenti.
 
Il prestito ipotecario vitalizio non è una novità per l’ordinamento italiano. Si tratta infatti di un istituto introdotto con il Decreto legge 203/2005, ma mai decollato per una serie di lacune legislative che il ddl presentato cerca di colmare.
 
Il ddl specifica infatti che, oltre alla morte del proprietario, gli eventi che comportano il rimborso integrale del debito sono il trasferimento totale o parziale di un diritto reale a favore di terzi, la costituzione di un diritto reale di garanzia a favore di terzi o azioni che riducono il valore dell’immobile.
 
Secondo la formulazione della nuova norma, inoltre, le parti possono concordare un rimborso graduale e sono previste agevolazioni fiscali per le operazioni di credito a medio e lungo termine. Allo stesso tempo, in caso di vendita, l’acquirente è tutelato da eventuali azioni legali degli eredi.
 
I contenuti della norma, esaminati dalla Camera, dovranno ora essere convalidati dal Senato.


 
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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Superbly ilinliuatmn

Superbly ilinliuatmng data here, thanks!

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Ing. Luigi P.

Come hanno detto gli altri ... un altro modo per indebitarsi ora e non poter pagare poi, cosi le banche venderanno le case ai loro amici e compari (come se fosse la prima volta che accade) a prezzi di realizzo di capitale + interessi, e chi continua a smenarci è la povera gente che per sopravvivere si preclude la possibilità di lasciare un tetto ai propri figli. Pensate a dare lavoro, a far rubare meno i finanziamenti europei che passano per stato e regione, ad obbligare le banche a dare i mutui per l'acquisto della prima casa a tassi non usurai e con garanzie che non siano 10.000 euro al mese di busta paga. Pensate a togliere basilea 1 2 e 3 che hanno portato la povera gente che potrebbe accedere ancora a piccole linee di credito a non poterlo fare per colpa di una rata da 50 euro pagata con 5 giorni di ritardo. Pensate a dare i soldi e non a far sognare la gente con 4 spiccioli oggi e grossi debiti domani ... Ladri, siete dei ladri autorizzati ...


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