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Superbonus 110%, ecco il Decreto Requisiti Tecnici
NORMATIVA Superbonus 110%, ecco il Decreto Requisiti Tecnici
PROFESSIONE

Gare di progettazione, confronto aperto sui requisiti di fatturato

di Paola Mammarella

In consultazione il documento Anac che rivede le linee guida per l’affidamento dei servizi di ingegneria

Vedi Aggiornamento del 12/01/2016
Commenti 13747
22/07/2014 - Nelle gare per l’affidamento dei servizi di ingegneria ed architettura, le Stazioni Appaltanti devono avere margini di discrezione nella determinazione dei requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi da richiedere ai concorrenti, ma devono sempre rispettare i principi di proporzionalità e ragionevolezza rispetto all’oggetto e all’importo della gara d’appalto.
 
Sono queste le conclusioni cui l’Autorità nazionale Anticorruzione (ANAC) è giunta al termine dell’attività di revisione delle linee guida per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura.
 
Le considerazioni dell’ANAC, contenute in un documento posto in consultazione fino al 15 settembre 2014, intervengono sul problema, molto dibattuto, dell’articolo 263 del Regolamento Attuativo del Codice degli Appalti, che fissa requisiti di fatturato per la partecipazione alle gare per l’affidamento dei servizi di progettazione.

Si tratta di requisiti considerati troppo stringenti dagli operatori del settore, che ne hanno più volte chiesto la cancellazione o quanto meno l'alleggerimento. Secondo i professionisti, infatti, la norma limita la concorrenza e non tiene conto nè della crisi economica, che rende difficile raggiungere determinati requisiti di fatturato, nè delle difficoltà incontrate dai giovani progettisti e dai piccoli studi, che risulterebbero quindi esclusi dalla maggior parte delle gare.

Sulla base di queste considerazioni, il tavolo di consultazione che ha portato alla redazione del documento, ha chiesto che le Stazioni Appaltanti disapplichino le norme sui requisiti di capacità economico finanziaria e tecnica che, contrastando con la nuova Direttiva europea sugli appalti pubblici (2014/24/UE), possono limitare la concorrenza e l’accesso dei progettisti agli incarichi di ingegneria ed architettura.  
 
Come sottolineato dagli addetti ai lavori, in base alla direttiva, il fatturato minimo che le Stazioni Appaltanti possono chiedere ai concorrenti non può superare il doppio del valore stimato dell’appalto. Al contrario, l’articolo 263 del Regolamento Attuativo prevede che il fatturato debba essere compreso tra le due e le quattro volte l’importo posto a base di gara. Per questo motivo, le Amministrazioni aggiudicatrici dovrebbero applicare la normativa comunitaria, facendola prevalere sulle disposizioni interne contrastanti con essa.
 
Se le osservazioni del tavolo tecnico chiedono la disapplicazione delle norme interne in contrasto con quelle comunitarie, il documento di consultazione lascia ulteriore margine di confronto. Le osservazioni degli operatori potranno essere inviate fino alle ore 18 del 15 settembre 2014.
 
Il perché della consultazione
La consultazione, già avviata dall’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici (AVCP) e ripresa dall’ANAC per adeguare le linee guida per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura ai cambiamenti normativi avvenuti negli ultimi anni, mira a modificare la Determinazione 5/2010, adottata per omogeneizzare le procedure di affidamento utilizzate dalle Stazioni Appaltanti, e la Delibera 49/2012 che, dopo l’abolizione delle tariffe professionali, ha individuato criteri transitori con cui determinare gli importi da porre a base di gara.
 
Si tratta di disposizioni superate dall’entrata in vigore del decreto Parametri bis (DM 143/2013) per la determinazione dei corrispettivi a base di gara. Per questo motivo e per la segnalazione di difficoltà da parte degli operatori, si è reso necessario un nuovo aggiornamento delle linee guida, che ha portato alla convocazione di un tavolo tecnico.



 

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Altri commenti
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pippis

Eccerto, mettiamo il requisito che per progettare una scuiletta da 200'000 euro bisogna avere già progettato dieci scuoile da 500'000 e avere un fatturato annuo di 1'000'000 euro, così i piccoli ed i giovini, bravi per carità, ma poverissimi, saranno esclusi a vita, ed i soliti vecchi papponi, massoni, collusi, intrallazzati potranno continuare a far man bassa di appalti....

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addetto

ecco come l'italia va avanti........siamo sull'orlo del baratro........, quindi per partecipare alle gare di progettazione bisogna dimostrare un fatturato precedente, che rispetti certe proporzioni Pertanto tutti i giovani professionisti e/o non c....si non potranno mai lavorare con il pubblico. così si fà cambiamo il nome alle regole non le regole. Tutto questo è vergognoso si dovrebbe puntare tutto sulla professionalità non sul fatturato che il più delle volte nasconde tutto quello che la cronaca ci racconta, infondo sappiamo tutti come funziona ............magari non tutti trovano la strada giusta