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Ministero Sviluppo economico: ‘il POS non è una tassa occulta’

di Paola Mammarella

‘La scelta di promuovere la moneta elettronica non può essere messa in discussione’

Vedi Aggiornamento del 18/12/2015
Commenti 7893
29/07/2014 - Il POS non è una tassa occulta per gli esercenti che lo utilizzano. Lo ha spiegato il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) in una interrogazione in Commissione Attività Produttive della Camera.
 
Come già illustrato dal MISE, la scelta di promuovere l'uso dei pagamenti con carte di debito e credito su vasta scala non può essere posta in discussione, vista la scarsa incidenza dei pagamenti elettronici in Italia rispetto alla media degli altri Paesi europei e l'elevato costo dell'uso del contante per il sistema economico e per i singoli imprenditori.
 
Per evitare di creare costi eccessivi per i professionisti e le imprese, è stato inoltre avviato un tavolo tecnico con la Banca d'Italia e il Ministero dell'Economia e delle Finanze, che si è riunito il 16 e il 22 luglio con l’obiettivo di individuare le migliori strategie per una più ampia diffusione dei pagamenti elettronici, bilanciandone costi e benefici per tutte le categorie coinvolte.
 
Nel corso delle consultazioni, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha reso noto che in Italia la carta di debito viene utilizzata prevalentemente per l'approvvigionamento di contante, anziché per le operazioni via POS.
 
Al contrario, sottolinea il MEF, la carta di debito assicura il buon fine dell'operazione di pagamento e richiede minori attività procedurali e di riconciliazione contabile rispetto agli altri strumenti elettronici, come ad esempio il bonifico. Allo stesso tempo, all'uso del contante, degli assegni e degli altri strumenti cartacei sono associati dei costi variabili, connessi con le esigenze di movimentazione e di sicurezza, mentre per le carte di debito è prevalente la quota dei costi fissi di emissione degli strumenti e di gestione delle infrastrutture. Ciò significa che si producono delle economie di scala, cioè al crescere delle operazioni si riducono più che proporzionalmente i costi unitari.
 
Concludendo, il MEF ha affermato il costo che gli esercenti devono sostenere per le installazioni dei POS non può essere considerato una tassa occulta in quanto, in un mercato competitivo, le commissioni applicate dagli intermediari devono garantire almeno la copertura dei costi di offerta.
 
Nei giorni scorsi, uno studio della Cgia Mestre ha stimato che tra canone mensile, canone annuale e percentuale di commissione sull’incasso, un professionista o un’impresa con un ricavo annuo pari a 100mila euro dovrebbe sostenere una spesa di circa 1200 euro all’anno.
 
Ricordiamo che l’obbligo del POS è stato introdotto dal decreto Sviluppo Bis (DL 179/2012), convertito nella Legge 221/2012, ed è stato in seguito disciplinato dal DM 24 gennaio 2014. Tuttavia, chi non vi ottempera non è soggetto ad alcuna sanzione, perché la legge non lo prevede.

 

 

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Altri commenti
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pippis

CERTO CHE e' UNA TASSA, o GABELLA, O TARIFFA, o IMPOSTA o qualunque altro delicato nome gli si voglia dare. Il POS per i professionisti dell'edilizia e del progetto è e rimane un SOPRUSO. Non c'è da "ridurre i costi", c'è da eliminare quest'obbligo ridicolo per i professionisti. Non mi stancherò di ripetere che il POS va bene per l'acquisto di beni o prestazioni ed esigibilità immediata, non certo per i lavori di lungo corso come quelli dei professionisti. Mi spiego: un paio di scarpe, ovvio che le pago subito, non posso dire al negoziante "aspetta vado a casa e ti faccio un bonifico". Una visita specialistica la fai e poi la paghi subito, magari da quel medico non ci torni mai più. Vado al ristorante o in hotel ed è ovvio che quando vado via pago subito Ma un progetto architettonico o strutturale, una SCIA o una variazione catastale sono lavori che durano giorni o settimane ... non ha senso il pagamento immediato, tant'è vero che noi professionisti abbiamo l'indispensabile strumento dell'"avviso di notula" o fattura proforma, che non ha valore né fiscale né legale ma è il modo per dire al cliente "adesso pagami, prenditi il tuo tempo ma pagami"; ed un bonifico è il modo migliore, e tracciabile, e non ha extra-costi per nessuno. Questa è una verità semplice semplice, ma nessun ministro e nessun parlamentare ci arriverà mai, per tacere di Zambrano e dello CNI, perché sono troppo schiavi delle logiche di potere, delle lobby, degli interessi di grossi gruppi e mai sensibili alle esigenze dei "piccoli".

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pippis

nutile insistere a prenderci per il c...o: il POS nello studio non lo metterei neanche a ZERO euro di affitto + ZERO euro di canone + ZERO euro di commissioni, per la buona e semplice ragine che io mi faccio pagare con BONIFICI, che sono sicuri, veloci, tracciabili e comodi, perché il cliente li fa anche da casa. I miei clineti non vivono nella mia città, quindi che c..zo me ne faccio del POS? Pago ai clienti biglietto aereo o ferroviario per venire a fare il pos nelò mio ufficio (che poi è il solaotto di casa mia...)? All'inferno banche, ministero e soprattutto lo CNI che non fa NULLA per difendere noi ingegneri da questi soprusi.

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Danilo

Siamo alla follia schizzofrenica pura! Il Mise che afferma che il pagamento con bonifico bancario, foss'anche online, è meno attendibile rispetto al pagamento con carta di debito per quanto riguarda la rintracciabilità. Per non parlare delle varie frodi informatiche che ormai non si contano più! Ragazzi ma in che mani siamo ?


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