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RISPARMIO ENERGETICO

Efficienza energetica, il Consiglio dei Ministri recepisce la Direttiva

di Rossella Calabrese
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Respinta dal Governo la stabilizzazione dell’ecobonus 65%; ok alla riqualificazione energetica degli immobili della P.A.

Vedi Aggiornamento del 13/05/2015
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01/07/2014 - Via libera definitivo del Consiglio dei Ministri di ieri al decreto legislativo di recepimento della Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica.
 
La Direttiva - ricordiamo - prevede:
- l’elaborazione di un documento strategico per la riqualificazione energetica degli edifici residenziali e commerciali pubblici e privati;
- la riqualificazione energetica annua del 3% della superficie degli immobili della P.A. centrale dello Stato;
- la riduzione dell’1,5% annuo del volume delle vendite di energia (leggi tutto).
 
Il provvedimento, approvato in via preliminare dal Governo nell’aprile scorso, è stato sottoposto all’esame della Conferenza Unificata e delle commissioni parlamentari, che hanno proposto diverse modifiche al testo, alcune delle quali sono state accolte, altre no.
 
Partendo da quelle respinte, non è passata la messa a regime delle detrazioni fiscali per l’efficienza energetica (ecobonus 65%), richiesta dalle Commissioni parlamentari: ‘sebbene siano auspicabili - si legge nella relazione -, necessitano di una più adeguata valutazione delle coperture e una più ampia ridefinizione del perimetro degli interventi al fine di razionalizzare la spesa pubblica”.
 
Si tratta di una richiesta ribadita in ogni occasione utile dal Parlamento e da tutti gli operatori della filiera delle costruzioni, che renderebbe finalmente stabile il quadro normativo facilitando gli investimenti nel settore delle ristrutturazioni, l’unico che negli ultimi anni è cresciuto, consentendo all’edilizia di reggere alla crisi.
 
Tornando ai contenuti del decreto, si prevede che l’ENEA predisponga ogni 3 anni una proposta per la riqualificazione energetica degli edifici residenziali e commerciali, sia pubblici che privati, anche per aumentare il numero di Edifici a Energia Quasi Zero di cui al Dlgs 192/2005.
 
A partire dal quest’anno, e fino al 2020, si dovrà procedere alla riqualificazione energetica di almeno il 3% della superficie coperta utile climatizzata degli edifici di proprietà della pubblica amministrazione centrale.
 
A questo proposito, le Commissioni di Camera e Senato chiedevano di estendere quest’obbligo al patrimonio edilizio di Regioni ed enti locali, proposta non accolta perché le Regioni hanno preferito conservare la propria autonomia nella scelta degli obiettivi di efficienza energetica e perché l’estensione dell’obbligo non è richiesto dalla Direttiva.
 
Gli interventi devono basarsi su una diagnosi energetica o seguire quanto indicato nell’Attestato di Prestazione Energetica (APE) e, tra i criteri per l’individuazione delle priorità, invece del contratto di rendimento energetico, si deve utilizzare il finanziamento tramite terzi. Al raggiungimento dell’obiettivo annuo di riqualificazione energetica devono collaborare gli occupanti degli edifici, con misure organizzative e comportamentali di consumo energetico.
 
Alla riqualificazione energetica degli edifici pubblici sono destinati 30 milioni di euro per il 2014 e 2015, a cui possono aggiungersi altri 25 milioni fino al 2020, altri 50 milioni provenienti dalle aste delle quote di emissione di CO2 e altri fondi ministeriali, per un totale di 355 milioni di euro nel periodo 2014-2020. A queste risorse si aggiungeranno i finanziamenti privati che potranno essere attivati attraverso contratti di prestazione energetica che ripaghino gli investimenti con i risparmi sulla bolletta. 

Le pubbliche amministrazioni centrali, in fase di acquisto o di nuova locazione di immobili, negli appalti per l’acquisto di prodotti e servizi e nei contratti di leasing, devono rispettare i requisiti minimi di efficienza energetica di cui all’Allegato 1 al decreto.
 
Le grandi aziende e le imprese 'energivore', dal 5 dicembre 2015, saranno tenute a eseguire diagnosi energetiche periodiche, per individuare gli interventi più efficaci per ridurre i consumi di energia. Per le piccole e medie imprese sono stati stanziati 105 milioni di euro.

Il decreto prevede che siano messi a punto, a livello nazionale, regimi di qualificazione, accreditamento e certificazione dei soggetti operanti nel settore dei servizi energetici. A tal fine Accredia, entro il 31 dicembre 2014, dovrà definire e sottoporre ai Ministeri dello sviluppo economico e dell’ambiente,  schemi di certificazione e/o di accreditamento per la conformità alle norme tecniche in materia di ESCO, esperti in gestione dell’energia, sistemi di gestione dell’energia e diagnosi energetiche.
 
Su richiesta della Conferenza Unificata, è stata cancellata la norma che equiparava l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) redatto secondo il DM 26 giugno 2009, allegato A,  par 4, comma 2, lettera i), ad una diagnosi energetica nel settore civile conforme all’allegato 2.
 
Infine, è istituito il Fondo nazionale per l’efficienza energetica, diviso in due sezioni: uno per la concessione di garanzie, l’altro per l’erogazione di finanziamenti per interventi di efficienza energetica realizzati anche attraverso le ESCO e attraverso forme di partenariato pubblico-privato, società di progetto e/o di scopo appositamente costituite. Il Fondo sarà alimentato con circa 70 milioni di euro l’anno, nel periodo 2014-2020.
 
Il Fondo finanzierà: la riqualificazione energetica degli edifici di proprietà della pubblica amministrazione; la realizzazione di reti per il teleriscaldamento e/o per il telereffrescamento; l'efficientamento di servizi ed infrastrutture pubbliche, inclusa l'illuminazione pubblica;
la riqualificazione energetica di interi edifici, compresi gli edifici di edilizia popolare; la riduzione dei consumi di energia nei processi industriali.
 
“Si tratta di un pacchetto, che insieme alle altre misure approvate finora, consente di affrontare le importanti sfide dirette a migliorare la sicurezza di approvvigionamento e alla riduzione dei costi energetici”, ha detto il Ministro dello  Sviluppo economico, Federica Guidi, auspicando che “possano presto diventare tangibili i benefici a favore dei consumatori, delle imprese e dell’ambiente”.

 

 
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