Add Impression
Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
CAM edilizia, in vigore i nuovi obblighi per progettazione e lavori
PROGETTAZIONE CAM edilizia, in vigore i nuovi obblighi per progettazione e lavori

Impianti fotovoltaici sugli edifici, la Camera chiede tasse più leggere

La proposta della Commissione Finanze: modificare le norme fiscali e catastali per rendere più convenienti gli investimenti

Vedi Aggiornamento del 22/08/2014
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 22/08/2014
23/07/2014 - Modificare le norme catastali e fiscali sugli impianti fotovoltaici contenute nella Circolare 36/E/2013 dell’Agenzia delle Entrate. È la richiesta fatta al Governo dalla Commissione Finanze della Camera.
 
Le richieste della Camera
Al momento, chi installa su un edificio o su un’area pertinenziale un impianto fotovoltaico di potenza superiore a 3 kW, che incrementa il valore capitale o la redditività ordinaria dell’immobile di una percentuale pari al 15% o superiore, deve fare domanda per la rideterminazione della rendita dell’unità immobiliare a cui l’impianto è collegato. Al di sotto della potenza di 3 kW non c’è invece nessun obbligo di accatastamento.
 
Ciò significa che chi realizza un investimento a sostegno dell’efficienza energetica va incontro ad un aumento delle tasse. Un elemento che rende meno conveniente l’intervento.
 
Per bypassare questa difficoltà, la Commissione ha quindi chiesto di far aumentare dal 15% al 30% la soglia che fa scattare l’obbligo di aggiornamento catastale.
 
In base alla normativa vigente, il costo per la realizzazione di un impianto fotovoltaico classificabile come bene mobile è deducibile quando è utilizzato da persone fisiche e giuridiche titolari di reddito d’impresa, che impiegano tale bene nell’ambito dell’attività d’impresa e quando l’impianto è realizzato da lavoratori autonomi e associazioni professionali che lo utilizzano nella propria attività. In questo caso la quota di ammortamento è pari al 9%.
 
Se ad essere realizzato è un impianto fotovoltaico che si configura come bene immobile, il costo dell’investimento è deducibile per le persone fisiche e per le persone giuridiche titolari di reddito d’impresa e per le associazioni professionali che abbiano acquistato l’impianto nel periodo 1° gennaio 2007 - 31 dicembre 2009 e lo impieghino nell’ambito della loro attività. In questa situazione, l’aliquota di ammortamento è pari al 4%.
 
La Commissione ha chiesto di cancellare questa differenziazione, portando l’aliquota di ammortamento al 9%, a prescindere dalla natura mobiliare o immobiliare dell’impianto fotovoltaico.
 
La Commissione ha infine chiesto di incrementare da 3 kW a 7 kW il limite di potenza nominale degli impianti fotovoltaici destinati ai consumi domestici che non devono essere accatastati. In questo modo verrebbe incentivata maggiormente la realizzazione di punti di produzione di energia pulita esenti dall’obbligo di accatastamento perché assimilabili a pertinenze degli immobili.
 
Ricordiamo inoltre che la Circolare 36/E evidenzia come, ai fini del censimento in catasto, non conta soltanto la facile amovibilità delle componenti degli impianti fotovoltaici, né la possibilità di posizionarle in altro luogo mantenendo inalterata la loro originale funzionalità e senza antieconomici interventi di adattamento. Il requisito dell’amovibilità ai fini della qualificazione degli impianti fotovoltaici come beni mobili è invece essenziale dal punto di vista fiscale. 
 
La risposta del Governo
Il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Enrico Zanetti, intervenuto in Commissione, ha fatto presente che  il mancato incremento del valore catastale connesso all’installazione degli impianti fotovoltaici potrebbe provocare una perdita di gettito ai fini IMU e TASI.
 
Ipotizzando di accettare la richiesta solo per gli immobili a uso abitativo, si stima una perdita di gettito annua potenziale di circa 15 milioni di euro su base nazionale. Inoltre, trattandosi di tributi locali, andrebbe previsto anche un ristoro aggiuntivo agli enti locali interessati.
 
Secondo Zanetti, poi, portare al 9% la quota di ammortamento per tutti gli impianti significherebbe perdere un gettito annuo di 25 milioni di euro.

La risoluzione dovrà quindi molto probabilmente essere riformulata in modo che il Governo possa fare delle stime di copertura più precise.
 


 

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui
Altri commenti
thumb profile
alfredo

Parole sante quelle del Sig. Marghelli, a cui vorrei aggiungere l'esempio del mio caso; in quanto ho fatto collocare un impianto fotovoltaico sopra il mio tetto, allettato da tutte quelle promozioni che prevedevano la vendita dell'energia superflua, per motivi lunghi a spiegare sono passato dal 4° al 5° conto che mi ha proprio penalizzato al massimo in quanto ho chiesto un prestito per il pagamento dell'impianto per anni 10 e pago oltre 420 euro al mese incassando dalla vendita meno di 100 euro ogni due mesi, pertanto avendo un impianto superiore a 3 KW dovrei pagare una redditività che io non ho, secondo lei sottosegretario al Ministero dellìEconomia come mi devo comportare?

thumb profile
Marghelli Giancarlo

Caro sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze Enrico Zanetti, chi mette il fotovoltaico lo fa per risparmiare nell'acquisto dell'energia elettrica e per inquinare meno, lo fa investendo e anticipando il proprio denaro. La sua preoccupazione del mancato incremento del valore catastale connesso all’installazione degli impianti fotovoltaici che potrebbe provocare una perdita di gettito ai fini IMU e TASI, denota una idiosincrasia verso le energie rinnovabili ed il loro sviluppo. Ad oggi nulla di significativo è stato fatto per ridurre gli sprechi della vostra attività di governo se non a parole, al contrario l'aumento costante delle imposte ed accise e la riduzione dei trasferimenti ai comuni che costringe gli stessi ad aumentare l'imposizione locale, sta stritolando le famiglie e le aziende. Una riduzione di imposizione fiscale su una casa con fotovoltaico, solare termico e con gli accorgimenti di riqualificazione energetica contribuisce a diminuire una cosa ben più importante delle vostre entrate, che costantemente sperperate per i vostri privilegi, queste abitazioni contribuiscono alla riduzione dell'inquinamento dovuto all'utilizzo di fonti fossili per la produzione energia. Per concludere dovete tenere presente che il settore dell'edilizia è al collasso, e solo la riqualificazione energetica energetica degli edifici potrebbe far risollevare gli edili e gli impiantisti dal pesante crisi....... purtroppo la vostra "sete" di quattrini puntualmente sperperati, oscura una visione aperta sullo sviluppo e la direzione "verde" dell'economia Ambientale !

Sondaggi Edilportale
Energia, edilizia, impianti, progetto: la Renovation Wave è il futuro?
Partecipa
Imposta la nazione di spedizione

La scelta della nazione consente la corretta visualizzazione dei prezzi e dei costi di spedizione