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AMBIENTE

Inquinamento acustico, a norma solo il 51% dei Comuni italiani

di Paola Mammarella
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Presentato l’annuario Ispra, punto della situazione anche su consumo di suolo, eventi franosi, siti contaminati e industrie a rischio di incidenti

Vedi Aggiornamento del 28/11/2016
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19/08/2014 – L’Italia è un Paese rumoroso. Lo denuncia l’annuario Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che ha fatto il punto della situazione anche su consumo di suolo e siti contaminati.
 
Inquinamento acustico
In base ai controlli effettuati nel 2012 su attività commerciali e produttive, il 42,6% delle sorgenti di rumore ha presentato almeno un superamento dei limiti normativi.
 
Il problema, risolvibile con la classificazione acustica, è stato affrontato solo nel 51% dei Comuni italiani.
 
In particolare, le Regioni con la percentuale di comuni zonizzati più elevata sono Marche e Toscana, col 97% di Comuni che hanno affrontato il tema della classificazione acustica.
 
La percentuale di Comuni che hanno avviato iniziative in tal senso è pari al 96% in Valle d’Aosta, all’84% in Liguria, all’83% in Lombardia, al 76% in Provincia di Trento, al 73% in Piemonte e al 64% in Emilia Romagna e Veneto.
 
Consumo di suolo
In base all’annuario Ispra, in Italia sono stati consumati, in media, più di 7 metri quadri al secondo per oltre 50 anni., facendo perdere irreversibilmente 22 mila chilometri quadrati di territorio.
 
Le percentuali più elevate di consumo sono state toccate in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia.
 
Il consumo di suolo si collega alle conseguenze delle calamità naturali, come i fenomeni franosi, che nel 2013 sono stati 112, distribuiti su gran parte del territorio italiano.
 
Siti contaminati
I siti contaminati comprendono le aree in cui, in seguito ad attività umane svolte o in corso, è stata accertata un’alterazione della qualità del suolo da parte di un agente inquinante. Il numero complessivo dei Siti di Interesse Nazionale (SIN) a oggi è pari a 39, mentre gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante sono 1.135. Circa un quarto è concentrato in Lombardia, ma ci sono molti casi anche in Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna.


 
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