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Bank or Store? Nuovi spazi per nuove esperienze (in banca)
CASE & INTERNI

Bank or Store? Nuovi spazi per nuove esperienze (in banca)

I format e i codici espressivi del retail contagiano anche il mondo del banking

11/08/2014 - I format e i codici espressivi del retail contagiano anche il mondo del banking. Spazi e arredi concepiti per generare customer experience coinvolgenti e diverse da quelle tradizionali. Una nuova attenzione ai clienti, che prima di essere tali sono persone con bisogni e aspettative estetico-funzionali nuovi, sta guidano la progettazione di sedi e filiali delle principali banche internazionali. 

Spazi bicromatici e sinuosi, che rimandano a paesaggi museali o a concept store, connotano la sede di Zurigo di un istituto di credito cooperativo svizzero. Un ambiente sorprendentemente fluido che anche percettivamente rivoluziona le convenzioni estetiche associate all’esperienza in banca e smaterializza le barriere fisiche che solitamente separano impiegati e clienti. 

Un progetto minimale e avanguardistico, degli studi Nau e Drexler Guinand Jauslin, contraddistinto da una scelta estrema e radicale: il bianco che permea tutte le superfici e gli arredi, sinonimo di pulito e semplice, e un’unica concessione a un altro colore, l’ocra per pavimenti, inserti di tavoli e postazioni di lavoro. 

La liquidità estetica è affidata a un materiale di ultima generazione - una miscela di pietra naturale e resina acrilica - altamente plasmabile e caratterizzato dalla quasi totale assenza di giunture.
Tutte le infrastrutture tipiche di una banca sono sottratte alla vista e inglobate negli arredi. Le pareti che separano gli ambienti comuni da quelli privati sono trattate alla stregua di membrane e opportunamente traforate per creare una sorta di effetto “vedo non vedo” che regola i differenti gradi di privacy e illuminazione. 

Trafori con motivi non casuali perché, traguardati da diversi punti di osservazione, fori compongono i volti di insigni cittadini locali di ogni epoca, artisti e intellettuali che hanno vissuto a Zurigo, dall’architetto Gottfried Semper a Albert Einstein. 
"Ci fa piacere servire clienti felici" è il claim di un gruppo creditizio giapponese, con sede nel distretto di Shimura a Tokyo. L’architettura e l’interior design sono al servizio di questa mission.

Tra le cose che rendono le persone felici, secondo l’architetto e designer francese expat in Giappone Emmanuelle Moureaux, c’è la vista del cielo. Ed è proprio il cielo, la sua luce e i suoi colori che ha voluto e saputo portare dentro gli spazi di una sede bancaria. 

Al primo piano bancomat, sportelli per operazioni e per consultazione sono tutti organizzati in un open space arredato con sedie di 14 colori differenti. L’atmosfera è allegramente leggera. Il secondo piano ospita uffici, meeting room e una caffetteria, mentre al terzo piano si trovano le stanze per gli impiegati riservate al riposo e al cambio della divisa da lavoro. 

Il colore, sapientemente utilizzato per fini decorativi sulle pareti interne e per il rivestimento delle sedie nella sala d’attesa, ma soprattutto per creare e definire gli spazi, contribuisce a creare una tonalità esperienziale rilassata, attenuando così le tensioni che in genere si sprigionano e si respirano in questi luoghi. 

Tre lucernari ellittici di più di un metro di diametro collegano i tre piani della costruzione e regalano un pezzo di cielo ai clienti della banca. Con la doppia funzione di collettori di luce e condotti per la circolazione naturale dell'aria. La ricerca della leggerezza attraverso la luce caratterizza tutto il progetto. 

La Moreaux ha aggiunto alle pareti e al soffitto un'ulteriore significazione cromatica sia decorativa che simbolica: degli stencil multicolore che sembrano fluttuare che ricordano il tarassaco e la tradizionale abitudine di soffiare su questi fiori spargendone i piccoli petali al vento mentre si esprime ingenui desideri. Un richiamo conciliante in un luogo dove la dimensione desiderante trova ancora poca cittadinanza.  

by MEMEThIC LAB
è una società di consulenza, ricerca e formazione sulla nuova antropologia dei consumi, specializzata nell’osservazione internazionale dei cambiamenti socio-culturali, dei trend di consumo e del lifestyle.

Fonte: Blink – blinkproject.it

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