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MERCATI

Debiti PA, 10 miliardi in arrivo da Cassa Depositi e Prestiti

di Paola Mammarella

Le risorse serviranno ad acquisire i crediti che le banche hanno acquistato dai creditori della PA

Vedi Aggiornamento del 03/03/2015
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01/08/2014 – La Cassa Depositi e Prestiti mette a disposizione 10 miliardi di euro per accelerare il pagamento dei debiti che la Pubblica Amministrazione ha contratto con professionisti e imprese.
 
In base alla Legge Irpef-Spending Review (Legge 89/2014), i creditori delle Amministrazioni possono cedere i propri crediti alle banche. Dopo la sottoscrizione di una convenzione con l’Associazione bancaria italiana (ABI), la Cassa Depositi e Prestiti potrà acquisire i crediti dalle banche, o dagli intermediari finanziari, ridefinendo i termini e le condizioni di pagamento dei debiti in favore della PA. 
 
Ciò significa che le banche potranno a loro volta vendere i crediti acquisiti dalle imprese alla Cassa Depositi e Prestiti fino a che quest’ultima non esaurirà il plafond da 10 miliardi di euro.                                                                     
 
Ricordiamo che con il DM 27 giugno 2014 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha dettato le regole per la cessione dei crediti alle banche e ad altri operatori finanziari. In sostanza, i professionisti e le imprese che vantano crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione possono cederli alle banche e vedersi pagare subito le somme dovute, decurtate di una percentuale che può arrivare al massimo all’1,90% o all’1,60% per gli importi eccedenti i 50 mila euro.
 
Prima della cessione, però, il credito deve essere certificato tramite la Piattaforma messa a disposizione dal MEF. Il creditore deve accedere alla piattaforma e presentare alla PA un’istanza di certificazione. Il rilascio della certificazione deve avvenire entro 30 giorni, in caso contrario viene nominato un commissario ad acta.
 
Una volta ottenuta la certificazione, il creditore può attendere il pagamento, cedere il suo credito ad una banca o utilizzarlo per compensare un debito verso l’Agenzia delle entrate.


 

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