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Sblocca-Italia venerdì a Palazzo Chigi, ma le risorse non bastano

di Rossella Calabrese

Lo scenario più probabile: approvazione delle sole linee guida del provvedimento e rinvio alla legge di Stabilità per le opere da finanziare

Vedi Aggiornamento del 22/04/2015
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27/08/2014 - Sarà sul tavolo del Consiglio dei Ministri di venerdì 29 agosto il pacchetto Sblocca-Italia, l’atteso provvedimento del Governo per far ripartire l’edilizia, le infrastrutture, i porti e gli interventi contro il dissesto idrogeologico e per stabilizzare l’ecobonus del 65%.
 
La ripresa delle attività dell’Esecutivo dopo la pausa estiva è stata dedicata alla ricerca delle coperture finanziarie necessarie per rifinanziare la detrazione per la riqualificazione energetica degli edifici e realizzare infrastrutture strategiche.
 
Stando a quanto annunciato nel Consiglio dei Ministri del 1° agosto scorso, il Governo punta ad avviare i cantieri delle grandi opere già finanziate, tra cui la ferrovia ad alta velocità Napoli-Bari, la ferrovia Catania-Messina-Palermo e l’autostrada Valdastico. Queste infrastrutture saranno in grado di attivare risorse per circa 30 miliardi di euro, il 57% dei quali provenienti da privati.
 
Il secondo obiettivo è quello di accelerare la realizzazione di opere già in corso per 13 miliardi di euro, che hanno bisogno di risorse aggiuntive, come il Tunnel del Brennero e il Quadrilatero autostradale Umbria-Marche. Inoltre, è necessario 1 miliardo di euro per realizzare un nuovo programma di manutenzione e messa in sicurezza di strade e ferrovie.
 
Senza dimenticare le circa 2000 opere bloccate segnalate dai Comuni che hanno risposto all’invito del Presidente del Consiglio; in un terzo dei casi i cantieri si sono fermati a causa di problemi procedurali, per il resto occorrono circa 1.300 milioni di euro.
 
L’Esecutivo ha promesso di stabilizzare l’ecobonus per la riqualificazione energetica e l’adeguamento antisismico degli edifici (ora al 65% e valido fino a fine 2014), o almeno di rinnovarlo per un altro anno.
 
Ma il reperimento delle risorse è ancora un’incognita: nella riunione di lunedì scorso, il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha spento gli entusiasmi dei colleghi Maurizio Lupi e Federica Guidi (Infrastrutture e Sviluppo economico). Non è quindi escluso che venerdì vengano approvate soltanto le linee guida e le opere già finanziate, e tutto il resto sia rinviato alla legge di Stabilità.
 
Più chance di successo hanno invece le misure a costo zero: il Regolamento Edilizio Unico, uguale per tutti i Comuni italiani, le norme per accelerare il rilascio del permesso di costruire, per semplificare la realizzazione di varianti non essenziali al permesso di costruire e per liberalizzare le opere interne nelle abitazioni, il meccanismo di rispetto dei termini perentori per il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche da parte delle Sovrintendenze, le norme per il superamento del dissenso espresso in Conferenza dei Servizi e i nuovi limiti al potere di autotutela delle Amministrazioni sulle SCIA.
 
Ancora in bilico, invece, gli sgravi fiscali per gli investimenti in abitazioni da concedere in locazione per almeno 7 o 8 anni e le agevolazioni per le permute immobiliari che prevedono l’acquisto di immobili ad alto rendimento energetico

In tema di rigenerazione delle aree urbane, sarà proposto un modello sperimentale di gestione delle aree di crisi industriale di Bagnoli e Taranto volto ad attrarre investimenti, con il contestuale avvio degli interventi di bonifica e valorizzazione ambientale.
 
Sul fronte della lotta al dissesto idrogeologico, verranno avviati i 570 cantieri già pronti, per un totale di 650 milioni di euro. Entro il 2014 saranno aperti 104 cantieri per la realizzazione di depuratori, collettori e reti fognarie in Campania e Sicilia, per 480 milioni di euro. Per quanto riguarda i porti, è allo studio la riduzione del numero delle Autorità portuali, la revisione della loro autonomia finanziaria e gestionale, l’adozione di un piano strategico della portualità e il rilancio della nautica e della portualità turistica.
 
Il pacchetto conterrà la delega per la riforma del Codice degli Appalti, semplificazioni per il project financing e per l’impiego di capitali provati nelle opere pubbliche, centrali di committenza specializzate per i contratti di partenariato pubblico-privato. 

In preparazione un nuovo iter accelerato per la cessione e la valorizzazione di grandi immobili del demanio, attraverso percorsi concertati con i Comuni. Sono previste, infine, semplificazioni per la posa in opera delle reti a banda ultralarga e agevolazioni fiscali ai privati che investiranno nella realizzazione di autostrade tecnologiche.
 
 

 

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