Add Impression
Network
Pubblica i tuoi prodotti
Fattura elettronica, InarSind: è una ‘beffa’ per i professionisti

Fattura elettronica, InarSind: è una ‘beffa’ per i professionisti

Privati costretti a scaricare (o comprare) un software per sopperire alle carenze della PA

Vedi Aggiornamento del 24/04/2015
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 24/04/2015
25/09/2014 - L’obbligo della fattura elettronica impone ai professionisti di utilizzare un formato ‘elettronico-strutturato’, cioè di scaricare (o comprare) un software e di fornire alla PA una notevole dose di informazione aggiuntive. La denuncia arriva da InarSind, il Sindacato degli ingegneri e architetti liberi professionisti.
 
in una nota a firma del presidente Salvo Garofalo, InarSind ricorda che il 6 giugno 2014 è scattato l’obbligo della fattura elettronica verso la Pubblica Amministrazione. “Gli esperti di turno - spiega il Sindacato - hanno illustrato gli enormi vantaggi che ne seguiranno tra cui ‘agevolare anche l’attivazione dei pagamenti’ (sic) come se i ritardi dipendessero dal cartaceo”.
 
Ma - mette in guardia InarSind - “l’obbligo richiesto per fatturare alla PA non prevede solo il passaggio dal cartaceo al digitale, magari inviato via Posta Elettronica Certificata (PEC), ma impone l’adozione di un formato ‘elettronico-strutturato’, cioè scritto in un XML secondo la sintassi del ‘Tracciato_FatturaPA’ con firma digitale, programma da scaricare o meglio, se si vuole qualcosa di semplice e professionale, da acquistare, e una notevole dose di informazione aggiuntive da indicare, oltre all’obbligo di conservare i documenti per tempi ancora più lunghi”.
 
In pratica - afferma il Sindacato - lo Stato chiede ai lavoratori autonomi e alle imprese di supplire alle proprie carenze, comunicando informazioni utili per gestire la spesa pubblica. “Ma pensiamo veramente - si chiede InarSind - che, con simili imposizioni ai privati, la PA funzionerà meglio e che i lavoratori autonomi saranno, così, stimolati a modernizzarsi? Se così fosse dovremmo assistere ad una drastica riduzione del numero di dipendenti pubblici e della relativa spesa”.
 
Secondo InarSind , la fattura elettronica è, invece, un ulteriore gravame fatto per giustificare l’elefantiaca burocrazia pubblica, a danno dei lavoratori autonomi, già ampiamente massacrati. “Chi riceve un sicuro stipendio dallo Stato può anche dilettarsi con questo linguaggio. Chi invece è libero professionista, imprenditore e vive del proprio lavoro vede solo peggiorare ulteriormente la propria situazione”.
 
“Ben venga la digitalizzazione - prosegue la nota -, non saranno certo i professionisti ad opporsi ai cambiamenti che la tecnologia può portare, anzi usualmente ne sono i primi sostenitori, purché siano strumento di reale trasparenza e di risparmio di tempo e risorse, sia per il pubblico che per il privato. Non ulteriore fardello. Ad oggi i tentativi di utilizzo della ‘fattura elettronica’ hanno solo dimostrato che la procedura va nella direzione diametralmente opposta alle tanto declamate ‘semplificazioni’”.
 
 

 
Add Impression Add Impression
Imposta la nazione di spedizione

La scelta della nazione consente la corretta visualizzazione dei prezzi e dei costi di spedizione