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NORMATIVA

Incentivi alla rottamazione e alla permuta di case energivore

di Rossella Calabrese

Nello Sblocca Italia bonus fiscale per chi acquista case e le affitta a canone concordato. Arriva il ‘permesso di costruire convenzionato’

Vedi Aggiornamento del 07/12/2015
02/09/2014 - In attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto Sblocca Italia, che chiarirà definitivamente quali sono le misure approvate dal Governo e quali quelle rinviate o bocciate, proseguiamo con l’analisi della versione del decreto entrata in Consiglio dei Ministri.
 
In tema di rilancio dell’edilizia, oltre alle misure di semplificazione per le ristrutturazioni volute dal Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, la bozza di decreto contiene altre norme volte a rivitalizzare il mercato degli affitti e a semplificare le procedure edilizie riducendo gli oneri per cittadini e imprese.
 
A livello fiscale, una proposta interessante è la rottamazione e permuta di immobili a bassa prestazione energetica. Chi vende abitazioni (non di lusso) energivore a società che le ristrutturino facendole diventare più virtuose (classe energetica A o B), pagherà imposta di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa. Lo stesso beneficio vale in caso di permuta di case non di lusso per l’acquisto da imprese di costruzione di fabbricati nuovi o ristrutturati.
 
A chi acquista gli immobili oggetto dell’agevolazione per la rottamazione, spetta una detrazione Irpef del 50% delle spese sostenute per l’acquisto, fino ad un massimo di 150.000 euro, da ripartire in dieci anni. Se l’acquisto riguarda un immobile facente parte di nuova costruzione di classe energetica A, risultante dalla demolizione di un fabbricato preesistente, la detrazione sale al 65%, fino ad un tetto di spesa di 200.000 euro.

La bozza di decreto propone anche un bonus per chi acquista case nuove o ristrutturate e le affitta a canone concordato per almeno 8 anni: per l’acquisto effettuato dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017, è riconosciuta all’acquirente, persona fisica non esercente attività commerciale, cooperativa edilizia o soggetto privato del terzo settore, una deduzione dall’Irpef del 20% del prezzo di acquisto fino ad un massimo di 300mila euro, da ripartire in otto rate annuali. Su questa misura il Governo è ancora a caccia delle coperture finanziarie.
 
In tema di procedure edilizie ed urbanistiche, lo Sblocca Italia prevede una serie di modifiche al Testo Unico dell’Edilizia (Dpr 380/2001).
 
Viene introdotto il concetto di “mutamento d’uso urbanisticamente rilevante” ovvero un cambio dell’utilizzo dell’immobile rispetto a quello originario, senza opere edilizie, tale da comportare l’assegnazione dell’immobile ad una diversa categoria funzionale tra le seguenti: residenziale e turistico-ricettiva; produttiva e direzionale; commerciale; rurale. Lo Sblocca Italia prevede che il mutamento della destinazione d’uso all’interno della stessa categoria funzionale è sempre consentito.
 
Altra novità è il “permesso di costruire convenzionato”, il cui rilascio è possibile qualora le esigenze di urbanizzazione possano essere soddisfatte, sotto il controllo del Comune, con una modalità semplificata. La convenzione dovrà specificare gli obblighi del soggetto attuatore, cioè: la cessione di aree con l’utilizzo di diritti edificatori, la realizzazione di opere di urbanizzazione, le caratteristiche morfologiche degli interventi, la realizzazione di interventi di edilizia residenziale sociale. L’attuazione degli interventi previsti nelle convenzioni può avvenire per stralci funzionali e per fasi e tempi distinti.
 
Inoltre, nel calcolo degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria e del costo di costruzione, il decreto propone di differenziare gli interventi al fine di incentivare, in particolare nelle aree a maggiore densità del costruito, quelli di ristrutturazione edilizia anziché quelli di nuova costruzione.
 
Il nuovo articolo “Interventi di conservazione” prevede che lo strumento urbanistico individui gli edifici esistenti non più compatibili con gli indirizzi della pianificazione. Per essi il Comune può favorire, in alternativa all'esproprio, la riqualificazione delle aree attraverso forme di compensazione. Nelle more dell’attuazione del piano, il proprietario può eseguire tutti gli interventi conservativi dell’edificio.
 
La bozza propone anche la possibilità di un permesso di costruire in deroga alle destinazioni d’uso per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di ristrutturazione urbanistica, attuati in aree industriali dismesse, dichiarati di interesse pubblico.
 
Per gli interventi di trasformazione urbana complessi, lo Sblocca Italia propone di calcolare il contributo per il rilascio del permesso di costruire solo in base al costo di costruzione. Le opere di urbanizzazione, invece, sarebbero direttamente messe in carico all’operatore privato che ne resterebbe proprietario.
 


 
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Altri commenti
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pippis1981

Come al solito si spinge sulla conservazione di edifici penosi, incentivando la "ristrutturazione" anziché un più sano BUTTARE GIU' e ricostruire edifici che siano anzitutto sismicamente e strutturalmente sicuri e poi energeticamente validi. E' inutile cercare di "risanare" edifici vecchi, magari nati da abusi successivi, superfetazioni scoordinate e naturalmente da condoni che hanno solo ratificato lo stato di fatto ma non hanno neppure verificato se c'era un allaccio degno di questo nome ad una fogna (eppoi quando piove e i fossetti scaricano il bottino a mare - vedi Versilia tutti gli anni ogni volta che piove - si lamenta l'inquinamento del mare che rovina la stagione turistica)

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Vittorio foschi

A Cesenatico (FC) nella Variante generale del 2013, da me progettata, il permesso di costruire convenzionato e' già' stato inserito ed e' vigente, mi compiaccio per la solidarietà'. , ma tale strumento che sostituisce i piccoli PUA era già' possibile con la legislazione previgente!!! Nulla di nuovo!


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