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NORMATIVA

Sblocca Italia, è giallo sul regolamento edilizio unico

di Paola Mammarella

Scomparso dal testo entrato in CdM. Ministro Maurizio Lupi: ‘confronto con la Ragioneria, ma potrebbe essere introdotto in un altro decreto’

Vedi Aggiornamento del 21/10/2014
04/09/2014 – Potrebbero slittare i tempi per l’adozione del regolamento edilizio unico. Le disposizioni, presenti nelle bozze del Decreto Sblocca Italia circolate il 27 il 28 agosto, sono state eliminate dal testo entrato in Consiglio dei Ministri il 29 agosto.
 
Scarica le bozze del Decreto Sblocca Italia
 
Il Ministro alle Infrastrutture e trasporti, Maurizio Lupi, ha spiegato che è in corso un confronto con la Ragioneria dello Stato e che non c’è un problema di merito ma solo formale. Ad ogni modo Lupi ha assicurato che ''se non potrà essere introdotto nello Sblocca Italia in fase di conversione arriverà con un altro provvedimento''.
 
Non si sa, inoltre, che fine faranno le iniziative per dare maggiore certezza ai lavori realizzati con segnalazione certificata di inizio attività (SCIA). Anche in questo caso è stato fatto un passo indietro rispetto ai testi diffusi nei giorni precedenti al Consiglio dei Ministri. erano stati inseriti nelle prime bozze, ma sono poi scomparsi da quelle successive.
 
Regolamento edilizio unico
Ricordiamo che il regolamento edilizio unico, uguale in tutti i comuni italiani, contiene la disciplina delle modalità costruttive, con particolare riguardo al rispetto delle normative tecnicoestetiche, igienico-sanitarie, di sicurezza e vivibilità degli immobili e delle loro pertinenze. Il regolamento disciplina i parametri edilizi applicabili sull’intero territorio comunale, le definizioni tecniche di riferimento per gli interventi urbanistico-edilizi, i requisiti igienico-sanitari, di sicurezza e di accessibilità in termini di eliminazione delle barriere architettoniche, la definizione degli elementi costitutivi o di corredo delle costruzioni, le modalità tecniche per il recupero del patrimonio edilizio esistente e riduzione del consumo del suolo, le misure tecniche per favorire il risparmio energetico, l’installazione di impianti da fonti rinnovabili, l’utilizzo di tecniche costruttive di bioedilizia e la qualità architettonica degli edifici.

La disposizione, chiesta più volte dagli operatori del settore, semplificherebbe la vita di professionisti e imprese, che hanno a che fare volta per volta con norme sempre diverse ed in contrasto tra loro.
 
SCIA
Le bozze circolate prima del Consiglio dei Ministri modificavano l’articolo 19 comma 3 della Legge 241/1990 eliminando la possibilità delle Amministrazioni di agire in autotutela ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies. Si tratta della possibilità di annullare un atto amministrativo per sopraggiunti motivi di interesse pubblico o per il cambiamento della situazione di fatto. Gli articoli contenenti queste norme sono però scomparsi dal testo entrato in CdM.
 
In altre parole, in base alla normativa al momento in vigore, dopo la presentazione della SCIA e l’inizio dei lavori le Amministrazioni possono agire non solo bloccando i lavori entro 60 giorni, ma anche revocando il provvedimento se, entro un termine ritenuto congruo, emergono interessi pubblici contrastanti.
 
Eliminando quest’ultima possibilità si intendeva dare maggiore certezza a chi è interessato a realizzare un intervento edilizio.
 
Per la conferma definitiva dei contenuti sarà ad ogni modo necessario attendere il testo inviato al Quirinale per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni.
 

 
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Altri commenti
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Aldo

Non se ne può più. Tanti enunciati, tanta confusione, mille editti e pochi fatti mentre servirebbe ricreare la certezza e la chiarezza delle regole. Poche ma buone! ... Quelle che servono davvero. Più regole ci sono, più cresce la confusione ma nella confusione qualcuno cresce. Noi no! La lunga mano del malaffare dilaga e diviene ogni giorno più potente. Povero Paese!

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Vittorio foschi

Un governo che avanza a suon di facilonerie, ma quali modelli unici che poi non diventano unici perché' ogni Regione fa il suo, si procede a rovescio prima si fanno i modelli e poi si farà' la riforma del Titolo,V per stabilire chi sono gli Enti del Governo del Territorio fra Stato Regioni Provincie(che ci sono ancora) e Comuni o Unioni di Comuni, così un Regolamento Unico si passa da più' regolamenti nello stesso Comune ad un Regolamento Unico (RUE) Nazionale e poi le regioni ne faranno uno a testa e le Provincie ed i Comuni??? Basta con le Favole gli Architetti vogliono chiarezza e vogliono che il Progetto torni in primo piano altrimenti l' Architettura Italiana e' finita e la crisi del Settore sprofonderà' in un baratro! Vittoriofoschiarchitetto

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Makkoland

C.V.D. .... sob !


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