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NORMATIVA

Tasi, sui capannoni possibili aumenti fino a 400 euro

di Paola Mammarella

Cgia Mestre: rispetto al 2013, quest’anno il prelievo potrebbe aumentare di 1,6 miliardi di euro

Vedi Aggiornamento del 11/06/2015
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03/09/2014 – Il prelievo fiscale su negozi e capannoni potrebbe aumentare in modo sensibile. Lo ipotizza la Cgia Mestre in attesa che, entro il 10 settembre, quasi 5900 Comuni deliberino l’aliquota della Tasi.
 
Secondo le stime della Cgia Mestre, l’aumento potrebbe essere di 140 euro, pari al 17,1% rispetto al 2013, sui negozi e di quasi 400 euro sui capannoni, cioè l’11,4% in più rispetto all’anno scorso.
 
Ciò significa, spiega la Cgia Mestre, che il carico fiscale aggiuntivo sugli immobili commerciali e produttivi potrebbe arrivare a 1,6 miliardi di euro.
 
Gli aumenti stimati sembrano maggiori se confrontati con i livelli del 2011, anno in cui è stata pagata l’Ici per l’ultima volta.
 
La Cgia Mestre è giunta a questi risultati ipotizzando che i Comuni decidano di aumentare le aliquote Imu-Tasi sino alla soglia massima prevista per legge dell’11,4 per mille, come già accaduto nella maggior parte dei capoluoghi che hanno deliberato.
 
Ricordiamo infatti che Imu (Imposta municipale unica) e Tasi (Tassa sui servizi comunali) sono due delle parti che, insieme alla Tari (Tributo per la raccolta dei rifiuti) compongono la IUC (Imposta unica comunale) che ha fatto la sua comparsa nel 2014. La somma di Imu e Tasi non può superare l’11,4 per mille.
 
Analizzando le delibere dei Comuni capoluogo di provincia che hanno approvato le aliquote Imu e Tasi sui fabbricati ad uso produttivo e sui negozi, la Cgia Mestre ha rilevato che, rispetto all’aliquota base del 7,6 per mille, l’Imu ha superato il 9 per mille. Per la Tasi, molti Comuni hanno applicato l’aliquota massima che ha consentito di raggiungere l’aliquota massima (Imu più Tasi) dell’11,4 per mille.
 
Secondo Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia Mestre, l’incremento della tassazione a livello locale è stato eccessivo. In generale, i Sindaci hanno cercato di non penalizzare le abitazioni principali a discapito delle seconde e terze case e degli immobili ad uso strumentale. Un ulteriore aumento del carico fiscale sugli immobili produttivi e commerciali potrebbe mettere fuori mercato molte aziende.
 
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