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Superbonus 110%, la caldaia a condensazione permette il ‘salto di classe’?
NORMATIVA Superbonus 110%, la caldaia a condensazione permette il ‘salto di classe’?
PROFESSIONE

Cnappc: ‘l’Italia non è (più) un Paese per architetti’

di Rossella Calabrese

“Redditi medi da ‘incapienti’; se continua così, prima della fine del 2015, saremo costretti a chiudere gli studi”

Vedi Aggiornamento del 12/02/2016
Commenti 56790
17/09/2014 - “Con lo Sblocca Italia, molto ridotto, il Governo Renzi - come peraltro accade tutti i giorni agli architetti italiani - ha sbattuto contro il muro della burocrazia conservatrice che ha mortificato e modificato il progetto di introdurre misure concrete per porre rimedio alla condizione delle città, del mercato dell’edilizia, degli architetti e degli altri professionisti del settore. Il Decreto contiene, infatti, solo norme che sarebbero adatte ad un Paese normale in tempi normali: per l’Italia di oggi ci voleva ben altro”.
 
È duro il commento del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, sul Decreto Sblocca Italia (DL 133/2014).
 
Secondo gli Architetti italiani, “il vero spread che divide l’Italia dal resto d’Europa è l’incolmabile distanza tra la cieca e autoreferenziale giurisprudenza legislativa e la drammatica realtà della nostra vita quotidiana”.
 
Aver rimandato, nello Sblocca Italia, il Regolamento Edilizio Nazionale, non aver posto limiti temporali alla possibilità della P.A. di revocare un permesso o di cambiare le proprie decisioni, non aver modificato i requisiti di accesso alle gare per i progetti pubblici (che oggi escludono il 99% degli architetti a favore di poche grandi società capitalizzate), non aver varato un vero progetto di rigenerazione urbana sostenibile che mettesse mano agli 8 milioni di edifici italiani che possono cadere alla prima scossa, anche lieve, di terremoto, rappresenta - per il Cnappc - “la pietra tombale per un settore, quello dell’edilizia, che ha già perso metà del suo fatturato”.
 
Il Consiglio nazionale riprende i dati dell’“Osservatorio 2014 sullo Stato della professione di architetto in Italia” - realizzato dal Cresme e dal Cnappc, e che sarà presentato nelle prossime settimane: gli architetti italiani hanno ormai un reddito medio annuo sotto i 17 mila euro che, al netto di tasse e previdenza, vale la metà; al Sud, scende a 11 mila, mentre quello dei trentenni, mediamente, non raggiunge i 500 euro mensili reali. Dati che “dimostrano, con la forza dei numeri, l’incapacità della politica di comprendere la drammaticità della situazione”.
 
“L’Italia non è (più) un Paese per architetti - denuncia il Cnappc -: redditi medi da ‘incapienti’, senza peraltro avere alcuna garanzia ‘sindacale’ né cassa integrazione né bonus statali; debiti con le banche per quasi la metà dei progettisti italiani che nessuno paga, considerato che i giorni necessari per ottenere un pagamento da parte della Pubblica Amministrazione sono oltre 218, quelli da parte delle imprese 172 e, dei privati, 98”.
 
“Chiediamo alle Istituzioni - ed in particolare al Capo dello Stato ed al Presidente del Consiglio - se l’Italia, patria dell’architettura, sia disponibile a fare a meno di noi architetti, visto che non sopravviveremo un altro anno (nel 2013 il calo del fatturato è stato del 33% circa) e dovremo chiudere i nostri studi, grandi e piccoli” - si legge nella nota.
 
“Ma chiediamo anche - prosegue il Cnappc - se il Paese possa fare a meno del made in Italy che noi abbiamo inventato con le nostre idee e i nostri progetti, e come si potrà fare per rigenerare le città, riprogettare i territori, salvare i monumenti del Bel Paese quando l’assenza di visione e la burocrazia ottusa avranno finito di distruggere l’architettura italiana”.
 
Ed ancora: “si continuerà, per fare a meno di noi, a favorire l’abusivismo, il disastro ambientale, la bruttezza delle periferie, pronti anche a rinunciare ad oltre 60 mila giovani architetti che andranno all’estero senza tornare o cambieranno lavoro, uccidendo, così, per i cittadini italiani, la speranza di un habitat migliore per il futuro? E si continuerà a considerarci - a seconda delle convenienze del momento - ora una lobby di ricchi, ora ‘partite IVA’ e non lavoratori che tutti i giorni per 12 ore sgobbano per fare il loro dovere e aiutare l’Italia a crescere?”.
 
“Non abbiamo mai chiesto né chiediamo sussidi o favori. Pretendiamo, però - conclude il Consiglio Nazionale - il rispetto del nostro lavoro che viene, invece, quotidianamente vessato da una burocrazia ossessiva, da un mercato sregolato in cui i diritti sono solo quelli degli altri, da una concorrenza spietata delle società pubbliche, da regole per gli appalti che favoriscono i soliti pochi noti, da una fiscalità insensata, dal lasciarci indifesi di fronte alle banche, dall’emarginarci dalle politiche economiche; e per di più, chiudendo gli occhi, davanti agli abusi edilizi, ai centri storici che crollano, all’edilizia sommersa, alle vere lobby che razziano appalti a colpi di tangenti”.
 
 

 

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Altri commenti
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veniero moroni

Si può dare lavoro a tutti ricostruendo le città come si è sempre fatto all'italiana, Venezia, Firenze e la stessa Roma imperiale lo raccontano ancora oggi. Città pedonali senza automobili, verdi e autosufficienti per energia, insonorizzate e ecologiche, antisismiche e chiuse alle intemperie, città d'arte, mete turistiche e poli industriali e tecnologici, a misura d'uomo, esenti da incidenti con totale assistenza domiciliare, assolutamente economiche e con totale riciclo e depurazione. Città con posti di lavoro per tutta la popolazione e immediatamente edificabili senza costi per il pubblico e in grado di autofinanziare la propria costruzione un pezzo alla volta come un lago fino al completamento.

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Giuseppe C.

Scusatemi, per rispondere al sig. Stefano ... ma i ribassi chi li fa se non dei colleghi? Vogliamo dire che non abbiamo le palle per poter contrastare questo fenomeno e abbiamo bisogno di uno stato che ci tuteli? Ma non l'avete capito che è una battaglia fra poveri a discapito esclusivo della qualità e del servizio? ... e poi i nostri ordini professionali? Io sono stanco delle parole ... vorrei più fatti! Qui a fare troppo i filosofi stiamo finendo per affondare e vediamo gli altri topi che corrono avanti a noi per salvarsi!!! ... credo che sia necessario alzare un po' la voce semplicemente perchè credo che nessuno sappia che ESISTIAMO ... !!!

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Massimo

L' autorevolezza alla professione è stata minata da legislazioni folli e dal numero esorbitante di laureati (a volte con preparazione ed esperienza inadeguate). Bisogna assolutamente regolamentare le competenze di geometri, periti edili, ingegnere e architetti. A ognuno la sua parte di mercato : gli onorari debbono essere adeguati all'impegno e normati da tariffazione. Il mercato libero come il nostro va bene in caso di pochi tecnici su un territorio vasto e con grande richiesta di lavoro. Perchè un operaio deve ricevere un salario che non leda la sua dignità di persona, un magistrato deve avere una remunerazione tale da consentirgli la serenità di giudizio, mentre un Architetto deve stentare indegnamente e nello stesso tempo affrontare con perizia problemi di ordine tecnico e risolvere "equazioni" a più variabili e incognite che si chiamano progetti ?

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Nicola

Sono perfettamente d'accordo con quanto riportato nell'articolo. Mi domando però: in concreto quale sono le azioni intraprese dal Consiglio Nazionale ingegneri ed architetti a tutela dei loro iscritti liberi professionisti??

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Luigi

dopo due anni di insensate sterili riforme (vedasi INARCASSA!) ed aumenti continui di tasse su tasse IVA su Tasse etc. La pressione fiscale per un architetto/ingegnere ( libero professionista) è mediamente del 69,00-70,00%.( si veda http://scenarieconomici.it/esclusivo-simulazione-della-pressione-fiscale-e-contributiva-reale-su-un-professionista-un-commerciante-ed-un-artigiano-tra-66-e-72) Smettetela di dire che l'IVA non è una tassa! Per i nostri clienti non lo è!Ovvero lo considerano "onorario"! Poco importa se la nostra prestazione include o meno IRPEF, CNAPAIA, IVA etc. Questo è il vero problema, accanto ad una terrosistica ed illiberare politica che reputa i liberi professionisti dei veri e propri delinquenti! Dovremmo seriamente contestare a partire dai noi stessi ovvero dai nostri ordini territoriali e da INARCASSA. E poi basta finti architetti/ingegneri come sono i nostri "colleghi" impiegati nelle pubbliche amministrazioni o nell'insegnamento che al 99% svolgono sottobanco la professione in un regime di concorrenza sleale! Non vado oltre sui ritardi di pagamento specie nelle opere pubbliche. Meditate gente! Meditate o agite?

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Luigi

dopo due anni di insensate sterili riforme (vedasi INARCASSA!) ed aumenti continui di tasse su tasse IVA su Tasse etc. La pressione fiscale per un architetto/ingegnere ( libero professionista) è mediamente del 69,00-70,00%.( si veda http://scenarieconomici.it/esclusivo-simulazione-della-pressione-fiscale-e-contributiva-reale-su-un-professionista-un-commerciante-ed-un-artigiano-tra-66-e-72) Smettetela di dire che l'IVA non è una tassa! Per i nostri clienti non lo è!Ovvero lo considerano "onorario"! Poco importa se la nostra prestazione include o meno IRPEF, CNAPAIA, IVA etc. Questo è il vero problema, accanto ad una terrosistica ed illiberare politica che reputa i liberi professionisti dei veri e propri delinquenti! Dovremmo seriamente contestare a partire dai noi stessi ovvero dai nostri ordini territoriali e da INARCASSA. E poi basta finti architetti/ingegneri come sono i nostri "colleghi" impiegati nelle pubbliche amministrazioni o nell'insegnamento che al 99% svolgono sottobanco la professione in un regime di concorrenza sleale! Non vado oltre sui ritardi di pagamento specie nelle opere pubbliche. Meditate gente! Meditate o agite?

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nicolo piro

Ben ci stà. Chi è causa del suo male, pianga sé stesso.

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Sergio

L'Italia non è più un paese. Emigrate, lasciate che come cani randagi continuino a sbranare gli avanzi di questa terra. Povera patria

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pippis

PEr gli appalti pubblici la madre di tutti i problemi è l'appalto integrato, la possibilità per le PA di chieder la redazione di progetti definitivi e persino esecutivio per partecipare alle gare (progetti ch enessuno ci paga! né le PA né le imprese cui siamo costretti a prostituirci per avere un po' di lavoro: "tu mi fai gratis il definitivo per gara, se non vinto sono c..zi tuoi, se vinco mi fai l'esecutivo a alla metà di quello che mi dà la Pa, al netto del ribasso che offro in gara, che sul tuo lavoro è almeno l'80", così se a noi progettisti va benem, facciamo gratis il definitivo, e l'esecutivo al 10% di quello che vale. e naturalmente non vediamo più una direzione lavori nemmeno col binocolo, perché il famigerato appalto integrato non consente di affidare al progettista la DL del suo lavoro. Così con le leggiattuali: - il preliminare lo fa (mala, la PA, - il definitivo lo fa (male e gratis), senza contraddittorio con la committenza, un progettista schiavo dell'impresa - l'esecutivo lo fa lo stesso progettista per il 10% di quello che vale - la direzione lavoro la fa un terzo, che non ha seguito lo sviluppoo del progetto In questo modo esce un lavoro penoso, il professionista muore di fame, ma la PA ha risparmiato 4 soldi sull'onorario del progettista...

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Carla cALvino

Beh è bello che i nostri rappresentanti ci mettano giusto quei quattro-cinque anni (a essere buoni) per denunciare finalmente come stanno andando (realmente) le cose …. forse perché ormai è troppo tardi????

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Carlo

Secondo me bisogna ripristinare i minimi tariffari fissi per tutte le categorie tecniche, chiaramente aggiornandole e soprattutto senza tener conto di aspetti esterni (crisi, inflazione, recessione ecc....).

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Nicola

Il padre di Stefano ha colpito in pieno la problematica ed io rincarerei la dose, per migliorare la sicurezza la 494 poi la 81/08 impediscono di effettuare ribassi sugli apprestamenti per la sicurezza mentre colui che li deve pensare e progettare per prendere il lavoro defe fare ribassi del 70%, anche questo da la misura del valore di una professione: valore e garanzia su una rete di protezione per la sicurezza = 100% valore e garanzia sulla professionalità e capacità tecnica di colui che la progetta = 30%

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massimo fabbri www.lawf.it

scusate signori a parte l'articolo che è uno sfogo verso una situazione allucinante una domanda ma voi dove eravate: quando gli architetti facevano i geometri quando i geometri facevano l'architetti quando gli ingegneri facevano gli architetti quando gli architetti degli esami di gruppo facevano gli architetti quando gli architetti facevano gli immoobiliaristi quando gli architetti erano anche costruttori quando gli architetti di colore facevano i piani regolatori e voi architetti amici i progetti su terreni di amici qualche volta gli stessi terreni degli architetti dove eravate quando eravate trainati da studi tecnici di geometri boss e vi andava bene tutto senza sapere gli intrallazzi dove eravate quando gli architetti facevano le code per intrallazzi e situazioni dove l'architettura era solo il pretesto di fare arricchire qualcuno e qualche volta noi stessi. dove eravate quando gli architetti proponevano progetti ciclostilati da nord e sud dove eravate quando i vostri tirocinanti erano solo murati nello studio per aiutare qualcuno o qualche colore senza stima e vedere nel giovane il proseguimento del proprio insegnamento. potrei scrivere x delle ore ................quindi esame di coscienza................... troppi quindi giovani all'estero per imparare il mestiere conoscere......esperienza ......fare il vero architetto...................gli altri se se sono capaci lottare per il proprio saper fare e amore per la professione in collaborazione con altri come tentiamo di fare noi della lawf.........anche fuori da questo paese ma con una vera dignita e rispetto per il prossimo........un sistema che mi dispiace dirlo per me a tenuto in vita facendo il comodo dei più forti i politici che in fondo ci meritiamo.Massimo Fabbri 335 1287146

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Alessandro

Anche se svolgo la libera professione di geometra, categoria notoriamente spesso in antitesi con i Colleghi architetti, condivido in pieno l'articolo.

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stefano

Mio padre commenta: Vorrei porre l'attenzione su una questione che riguarda i liberi professionisti: sugli appalti pubblici e privati e' previsto che si possa fare dei ribassi sui lavori ma escludendo dagli importi il costo della mano d'opera che, secondo le leggi italiane, non può essere sottoposta a ribasso. Poi vedo invece, sempre sui medesimi appalti, che la progettazione (i cui importi sono gia' ridotti all'osso) può essere ribassata fino alla morte, con il pieno apprezzamento da parte di tutti per quelle societa' o professionisti che per vivere si umiliano pur di avere un po' di lavoro. Ma mi chiedo: per lo stato Italiano, i lavoratori non sono tutti uguali? La costituzione non pone sullo stesso livello TUTTI i lavoratori sia pubblici che privati, dipendenti o liberi professionisti? Penso francamente che se si vuole evitare la totale svalutazione professionale degli architetti e degli ingegneri occorra che si ponga un freno alla corsa del massimo ribasso, come d'altronde è stato fatto dalle leggi italiane in tema di gare di appalto.


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