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LAVORI PUBBLICI Sblocca Cantieri, ecco il secondo elenco di 44 opere prioritarie da 13 miliardi
AMBIENTE

Dissesto idrogeologico e scuole, online tutti i cantieri aperti

di Rossella Calabrese

Ma a Genova l’alluvione di stanotte ha provocato una vittima e ingenti danni. I geologi: ‘cosa è stato fatto in 3 anni? Quale è stata la pianificazione?’

Vedi Aggiornamento del 18/11/2014
Commenti 10560
10/10/2014 - È stata presentata ieri mattina a Palazzo Chigi la campagna di comunicazione #italiasicura contro il dissesto idrogeologico, per le infrastrutture idriche e per l’edilizia scolastica, ed è stato messo online il sito italiasicura.governo.it che fornirà tutte le informazioni su cantieri, opere, iniziative per la difesa dell’ambiente e la riqualificazione delle scuole.
 
Quella presentata dal Sottosegretario Graziano Delrio, dai due coordinatori delle strutture di missione Erasmo D’Angelis e Laura Galimberti e dal testimonial Mario Tozzi, è la prima campagna istituzionale a cura della Presidenza del Consiglio sulla sicurezza del territorio, l’inquinamento e l’edilizia scolastica, che indica il cambio radicale di approccio al due grandi questioni aperte da sempre: l’Italia che frana e si allaga troppo facilmente e le condizioni di moltissime scuole italiane.
 
Emergenze che hanno spinto il premier Matteo Renzi ad attivare a Palazzo Chigi le due task force del Governo, che negli scorsi mesi hanno effettuato una ricognizione delle risorse finanziarie disponibili e predisposto il Piano contro il dissesto idrogeologico e il ‘Piano Scuola’.
 
Il nuovo portale è diviso in tre sezioni principali: #dissesto, #acquepulite e #scuole, ognuna delle quali consente di verificare, attraverso mappe e cartografie, lo stato della prevenzione, gli eventi con danni e vittime, le opere di messa in sicurezza e riqualificazione nei tre settori.
 
Con questo strumento il Governo punta a coinvolgere tutti i cittadini nella conoscenza del rischio nei territori in cui vivono, per aumentare la consapevolezza e ridurre l’esposizione ai pericoli. Sul sito, cliccando sulla mappa d’Italia georeferenziata, si trovano gli stati di avanzamento delle opere di riparazione’ finanziate da Stato e Regioni.
 
Prosegue intanto la pubblicazione su Flickr delle gallerie fotografiche dei cantieri avviati grazie a programma di interventi di edilizia scolastica #scuolenuove, e dei selfie dei tecnici e degli operai impegnati negli interventi contro il dissesto idrogeologico.
 
Oltre che sul sito italiasicura.governo.it e su Flickr, la campagna di comunicazione sarà realizzata attraverso spot tv, radio, on line e sui social network, sui monitor delle stazioni ferroviarie, aeroporti, aree servizio autostradali, sulle principali piattaforme dei partner dell’iniziativa.
 
“Il sito - ha spiegato Laura Galimberti, coordinatrice #italiasicura per l’edilizia scolastica - oggi rende visibili gli interventi dei 404 Comuni che hanno aperto nuovi cantieri di edilizia scolastica, grazie a uno sblocco del patto di stabilità, ma progressivamente comunicherà l’avanzamento di tutti gli interventi già avviati con finanziamenti statali per la sicurezza, l’adeguamento antisismico, l’efficientamento energetico grazie alla collaborazione del Ministero dell’Istruzione e degli altri Ministeri coinvolti; i cittadini potranno verificare l’impegno di tutto il Governo su questo tema”.
 
“Finalmente voltiamo pagina - ha spiegato Erasmo D’Angelis, coordinatore di #italiasicura - e lo dobbiamo innanzitutto alle oltre 4.000 vittime di frane e alluvioni negli ultimi 50 anni. Stiamo mettendo fine a ritardi imbarazzanti ed abbiamo recuperato e stiamo riprogrammando la spesa di circa 4 miliardi di euro, 2,3 contro il dissesto e 1,6 per disinquinare fiumi e mare, grazie al decreto Sblocca Italia. Entro la fine del 2014 apriranno altri 650 cantieri per opere di sicurezza per 800 milioni di euro”.
 
Purtroppo però, nella stessa giornata di ieri, Genova è stata colpita da una violenta alluvione che ha causato la morte di un uomo di 57 anni. Poco dopo le 23.00, il Bisagno, un torrente che attraversa il capoluogo, è straripato, seguito subito dopo dagli altri due corsi d’acqua, il Fereggiano e lo Sturla. Il centro città è stato sommerso da una impressionante massa di acqua, che ha causato danni per milioni di euro, facendo rivivere ai genovesi la tragedia del 2011, in cui morirono 6 persone. Nella zona più vicina al Fereggiano, automobili e cassonetti sono stati trascinati via dall’acqua.
 
Le reazioni
“Cosa è stato fatto in 3 anni a Genova? Quale è stata la pianificazione? Sono stati fatti interventi non strutturali come i piani di protezione civile?”. Così Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi. “Continua ad esserci, in Italia un problema di prevenzione - ha proseguito Graziano. Bisogna realizzare opere di messa in sicurezza tenendo conto del contesto per ottenere risultati compatibili con il territorio”.
 
“La città di Genova è la seconda città più pericolosa d’Europa per dissesto idrogeologico - ha affermato Carlo Malgarotto, presidente dell’Ordine dei Geologi della Liguria - e dunque il territorio va gestito in maniera sostenibile. Si potrebbe ad esempio trattenere le acque a monte cercando di diluirle durante il percorso. Non possiamo spostare mezza Liguria ma possiamo fare prevenzione con interventi sostenibili”.

“È uno scandalo nella tragedia sapere che vi sono risorse disponibili che potrebbero - anzi, dovrebbero - essere già state utilizzate almeno per tentare di porre rimedio, con interventi di manutenzione e messa in sicurezza, al saccheggio del territorio perpetrato in questi anni”. Questo il commento del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.
 
“Si fermino, allora, i vaneggiamenti di quanti, in questi giorni, vorrebbero riportare di attualità il Ponte sullo Stretto e si torni con i piedi per terra: non sulle grandi opere bisogna puntare, ma sulla minuta, costante e quotidiana protezione del territorio e delle città” ha concluso il Cnappc.
 
 

 

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Altri commenti
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Rizzo

Giusto chiedersi cosa e' stato fatto dopo l'ultima alluvione.......ma a Genova il disastro e' il risultato di uno sviluppo urbanistico di diversi decenni. Dove erano i geologi e gli idraulici quando si facevano le relazioni per tombare i fiumi in modo molto discutibile? Porvi rimedio comporterà tempi lunghi e opere consistenti che richiederanno, anche senza inceppi burocratici, almeno un decennio. Giusto considerare la possibilità di bacini di compensazione a monte. E che c'entra il governo in carica con tali e giganteschi problemi? Quanto alla burocrazia e ai tempi per iniziare i lavori di messa in sicurezza...ci sono troppe sedi deliberanti e parere da acquisire. Occorrerebbe ridurli ad una sola sede decisionale, ammettendo però la partecipazione aperta ai bandi...solo così si può far prima evitando corruttele.