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NORMATIVA

Bonus 20% per chi compra una casa: salta l’obbligo di affittarla

di Rossella Calabrese

L’ultima versione dello Sblocca Italia agevolerebbe però solo l’invenduto. La Commissione Bilancio chiede certezze sulle coperture finanziarie

Vedi Aggiornamento del 24/10/2014
22/10/2014 - La Commissione Ambiente della Camera ha modificato l’articolo 21 del decreto Sblocca Italia (DL 133/2014) relativo alla deduzione del 20% dall’Irpef delle spese di acquisto di una casa.
 
La formulazione originaria della norma prevedeva una deduzione dal reddito del 20%, fino ad un massimo di spesa di 300mila euro, delle spese sostenute tra il 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017, per l’acquisto di case nuove o la ristrutturazione di case esistenti in classe energetica A o B.
 
L’agevolazione era però concessa a condizione che la casa venisse affittata a canone concordato per almeno 8 anni.
 
La Commissione Ambiente della Camera ha cancellato l’obbligo di affittare l’immobile a canone concordato per almeno 8 anni e ha ricompreso nell’agevolazione anche gli immobili oggetto di interventi di restauro e risanamento conservativo.
 
Di contro però, l’agevolazione è stata limitata agli immobili invenduti alla data di entrata in vigore della legge di conversione dello Sblocca Italia.
 
Modifiche sostanziali, tanto da far modificare il titolo dell’articolo 21 da “Misure per l’incentivazione degli investimenti in abitazioni in locazione” in “Misure per l’incentivazione del mercato immobiliare”. L’emendamento ha dunque lo scopo di sostenere il mercato immobiliare, rendendo più facile la collocazione dell’invenduto da parte delle imprese.

Su queste correzioni si è espressa la Commissione Bilancio, rilevando che “qualora il beneficio dovesse intendersi esteso a tutti gli acquisti di immobili residenziali, anche non destinati alla locazione, o destinati a locazioni senza definizione di un periodo minimo, gli oneri finanziari quantificati dalla relazione tecnica originaria risulterebbero sottostimati e richiederebbero un’ulteriore copertura finanziaria”.
 
Anche le altre modifiche (estensione agli immobili oggetto di restauro e risanamento conservativo, estensione della deduzione agli interessi su mutui, inclusione degli immobili dati in usufrutto) potrebbero - secondo la Commissione Bilancio - far lievitare gli oneri a carico della finanza pubblica.
 
Tuttavia, la limitazione del bonus al solo invenduto “appare restringere l’ambito di applicazione e potrebbe quindi ridurre gli oneri stimati” - conclude la Commissione Bilancio – richiedendo un più approfondito studio della sostenibilità finanziaria della norma.

I nodi saranno sciolti nelle prossime ore, con la discussione del provvedimento in Aula alla Camera.
 
 

 
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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Aldo Ranzani

Forse si stanno accorgendo solo ora, che con una tassazione iniqua e sconsiderata hanno creato il blocco del settore e dell'economia. Con questo intervento si puo' sperare in una luce in fondo al tunnel (non quella che vedeva Monti, che con l'adozione di una tassa IMU fuori da ogni limite aveva a suo tempo le visioni). Per far ripartire l'economia occorre però una ulteriore riduzione delle imposte.


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