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NORMATIVA

Da luglio 2015 obbligo di banda larga per edifici nuovi e ristrutturati

di Rossella Calabrese
Commenti 28352

Approvato alla Camera un emendamento allo Sblocca Italia presentato dalla relatrice Chiara Braga

Vedi Aggiornamento del 26/04/2018
Commenti 28352
17/10/2014 - Dal 1° luglio 2015 chi vorrà costruire o ristrutturare un edificio dovrà predisporlo alla connessione ad alta velocità in fibra ottica a banda ultralarga.
 
Lo prevede un emendamento alla legge di conversione del decreto Sblocca Italia (DL 133/2014), presentato dalla relatrice Chiara Braga in commissione Ambiente della Camera, e approvato nella seduta notturna tra il 15 e il 16 ottobre.
 
Nel dettaglio, l’emendamento stabilisce che tutte le nuove costruzioni e le ristrutturazioni che richiedano il permesso di costruire (ex articolo 10, comma 1, lettera c), del Dpr 380/2001), per le quali le domande di autorizzazione edilizia siano presentate dopo il 1° luglio 2015, dovranno essere equipaggiati di un’infrastruttura fisica multiservizio passiva interna all’edificio costituita da adeguati spazi installativi e da impianti di comunicazione ad alta velocità in fibra ottica fino ai punti terminali di rete.
 
Per infrastruttura fisica multiservizio interna all’edificio si intendono tutte le installazioni presenti all’interno degli edifici contenenti reti di accesso cablate in fibra ottica con terminazione fissa o senza fili che permettono di fornire l’accesso ai servizi a banda ultralarga e di connettere il punto di accesso dell’edificio con il punto terminale di rete.
 
Sempre dal 1o luglio 2015, tutti i nuovi edifici e quelli sottoposti a ristrutturazione profonda che richieda il permesso di costruire ex articolo 10 del Dpr 380/2001, dovranno essere equipaggiati di un punto di accesso.
 
Per punto di accesso deve intendersi il punto fisico situato all’interno o all’esterno dell’edificio ed accessibile alle imprese che sono autorizzate a fornire reti pubbliche di comunicazione, che consente la connessione con l’infrastruttura interna all’edificio predisposta per i servizi di accesso in fibra ottica a banda ultralarga.
 
Gli edifici conformi a questi obblighi potranno esporre la targa ‘predisposto alla banda larga’, un’etichetta volontaria e non vincolante che potrà essere utilizzata ai fini della cessione, dell’affitto o della vendita dell’immobile.
 
L’etichetta potrà essere rilasciata da un tecnico abilitato ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera b) del DM 37 del 22 gennaio 2008, e secondo quanto previsto dalle Guide CEI 306-2 e 64-100/1,2,3.
 
 

 
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Altri commenti
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ArkinGeos

Governo Renzi pensi prima a portare e/o a migliorare le infrastrutture fatiscenti esistenti anziché esigere predisposizione di "loculi" o targhette varie....la casa si inizia dalle fondamenta e non dal tetto!

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Diegods20

Facciamo un gioco intelligente: cominciate a installare in tutta Italia la banda larga e vedrai, caro legislatore, che senza legge (genialata!) compariranno in ogni fabbricato i punti di connessione. Scommettiamo?

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Ing. Luigi P.

Sul piano puramente teorico la trovo una cosa giusta .... mentre sul piano pratico una gran cavolata, per i seguenti motivi: 1) Non in tutti i posti d'Italia, anzi se consideriamo l'intero territorio i posti sono davvero esigui, non esiste la rete esterna al fabbricato che sia capace di soddisfare i requisiti di quella passiva installata per legge; 2) in questo momento di crisi, in cui già case non se ne costruiscono perchè non si vendono, mettiamo sulle spalle del costruttore un'altra spesa, che molto probabilmente non verrà ripagata dal futuro acquirente (visto che l'offerta è già ampia di case costruite recentemente, a prezzi + che modici, figuriamoci se la speculazione per chi compra non sarà un crescendo); 3) queste cose imposte per legge poi finiscono sempre per ridursi ad una montagna di carte insignificante, giusto per accontentare i burocrati, e non in un vero servizio per l'utente finale.


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