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Superbonus 110%, i tecnici chiedono sanatoria degli abusi per facilitarne l’attuazione
NORMATIVA Superbonus 110%, i tecnici chiedono sanatoria degli abusi per facilitarne l’attuazione
NORMATIVA

Decreto Spalma Incentivi ancora senza norme attuative

di Rossella Calabrese

assoRinnovabili: ‘il grave ritardo è un ulteriore schiaffo al fotovoltaico italiano’

Vedi Aggiornamento del 25/02/2015
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14/10/2014 - Era atteso entro il 1° ottobre 2014, ma ad oggi non si ha ancora notizia del decreto attuativo che avrebbe dovuto disciplinare le percentuali di rimodulazione dell’incentivo, previste dall’“opzione b”, una delle tre contenute nella contestata norma “Spalma Incentivi”.
 
La denuncia arriva da assoRinnovabili, l’associazione dei produttori, dell’industria e dei servizi per le energie rinnovabili. 
 
“Oltre al danno, la beffa - afferma Agostino Re Rebaudengo, Presidente di assoRinnovabili: oggi chi ha un impianto fotovoltaico di potenza superiore a 200 kW in Italia non solo si è visto decurtare l’incentivo retroattivamente, ma si trova pure nella condizione di non poter scegliere la modalità con cui gli sarà ridotta la tariffa, perché la disciplina attuativa di una delle tre opzioni non esiste ancora.
 
La norma “Spalma Incentivi”, ricordiamo, è contenuta nel Decreto Competitività (DL 91/2014 convertito nella Legge 116/2014) e rimodula, da gennaio 2015, i bonus di cui stanno beneficiando gli investitori che hanno installato impianti fotovoltaici di potenza nominale superiore a 200 kW.
 
I proprietari degli impianti hanno tre alternative:
a) erogazione per 24 anni della tariffa, ricalcolata secondo percentuali di riduzione indicate nell’allegato 2 al Decreto Competitività;
b) incentivo erogato in 20 anni e rimodulato secondo modalità da individuare entro il 1° ottobre 2014 con DM dello Sviluppo Economico;
c) tariffa erogata in 20 anni e ridotta, per il periodo residuo di incentivazione, di una percentuale proporzionale alla potenza dell’impianto.
 
Gli operatori devono comunicare la propria scelta al GSE entro il 30 novembre 2014. In caso contrario verrà applicata automaticamente la terza opzione (leggi tutto).

E ad oggi siamo “a meno di 50 giorni dal termine del 30 novembre 2014” - aggiunge Re Rebaudengo. “L’operatore si trova così, di fatto, vincolato alla scadenza, ma nell’impossibilità di effettuare una scelta consapevole, fintanto che il Ministero non adotterà il decreto”.
 
Una situazione insostenibile ed inaccettabile per assoRinnovabili che ha scritto una lettera al Ministero dello Sviluppo Economico per sollecitare l’uscita di tale decreto, esigendo una proroga del termine del 30 novembre di almeno tanti giorni quanti saranno quelli di ritardo accumulato dalla mancata adozione del provvedimento, cosi da tutelare i produttori, garantendo un tempo sufficiente per valutare quale opzione sia la più idonea (o meglio la meno pregiudizievole) per ciascun impianto.
 
“Riducendo i tempi - prosegue la nota di assoRinnovabili -, il Ministero sembra non voler tener conto della complessità della scelta cui va incontro l’operatore: oltre alla valutazione dell’impatto economico e finanziario delle singole opzioni, infatti, la scelta finale del produttore dovrà poi essere condivisa e approvata dagli organi decisionali dei principali istituti bancari”.
 
“Come se non bastasse - aggiunge l’associazione -, a ciò si aggiunge il totale silenzio del Ministero dell’Economia e delle Finanze sul decreto che dovrebbe disciplinare l’accesso ai finanziamenti bancari garantiti dalla Cassa Depositi e Prestiti, che permetterebbero agli operatori di mitigare gli effetti del taglio”.
 
assoRinnovabili conferma quindi la volontà di intraprendere azioni legali contro la norma “Spalma Incentivi”, al fine di dimostrare l’incostituzionalità del provvedimento e garantire il principio di certezza del diritto e di affidamento delle imprese verso lo Stato. Per questo motivo, in attesa che si sblocchi l’impasse, l’associazione manterrà ancora aperta la possibilità per gli operatori di unirsi all’azione legale contro lo “Spalma Incentivi”, che vede già l’adesione di centinaia di imprese.

 

 

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