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NORMATIVA

Stabilità 2015: tasse a forfait per le Partite Iva con redditi bassi

di Paola Mammarella

Imposta unica del 15% per i professionisti che registrano ricavi da 15 mila a 40 mila euro ed esclusione dagli studi di settore

Vedi Aggiornamento del 06/02/2015
Commenti 56512
17/10/2014 – Tassazione forfettaria per i liberi professionisti con partita Iva che guadagnano poco. È uno degli obiettivi contenuti nella bozza di Legge di Stabilità 2015.
 
La misura riguarderà chi guadagna fino a 15 mila euro lordi l’anno, con ricavi da 15 mila a 40 mila euro, e in un certo senso modificherà l’attuale regime dei minimi. 

Al momento, infatti, gli under 35 con ricavi fino a 30 mila euro pagano un’imposta al 5%. Col nuovo sistema ai ricavi verrà applicata un’imposta al 15%, ma non ci saranno più limiti di età. L’unico modo per uscire dal regime agevolato sarà sforare i limiti di reddito o le altre condizioni, come i tetti di spesa.
 
Oltre alle condizioni sui ricavi, il testo della bozza prevede infatti che possano accedere al sistema della tassazione forfetaria i professionisti, o gli esercenti attività di impresa, che nell’anno precedente hanno sostenuto spese fino a 5 mila euro lordi per lavoro accessorio e lavoratori assunti anche a progetto e che, al momento della chiusura dell’esercizio finanziario, hanno registrato un costo dei beni strumentali (tra cui non rientrano gli immobili usati per l’esercizio della professione) fino a 20 mila euro.
 
Chi entra nel regime forfetario è escluso dagli studi di settore e può destinare fino al 49% del proprio reddito per eventuali collaboratori.
 
Non  possono accedere alle agevolazioni i residenti in Paesi che non assicurano un adeguato scambio di informazioni fiscali, le persone che si avvalgono di regimi speciali ai fini Iva o di regimi forfetari di determinazione del reddito e i professionisti che partecipano contemporaneamente a società di persone, associazioni e srl.

Le nuove regole saranno valide dal primo gennaio 2015, ma usufruirne sarà una scelta del professionista. I vecchi minimi, cioè quelli con ricavi fino a 30 mila euro, che pagano l'imposta al 5%, non passeranno automaticamente al nuovo sstema, ma resteranno nel vecchio regime fino al compimento del trentacinquesimo anno di età o allo scadere del quinquennio agevolato.
 
Come affermato dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri del 15 ottobre che ha approvato la Legge di Stabilità 2015, "anzichè spendere centinaia di euro di commercialista o decine di euro per altre spese, ci sarà un regime forfettario". In tutto saranno circa 900 mila gli italiani che potranno beneficiare degli sgravi fiscali, che implicheranno risparmi per 800 milioni di euro.

 

 

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Altri commenti
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GIADA

FREGATURA PER TUTTI GLI ARTIGIANI CHE IN UN ANNO NON SOLO NON DEVONO SUPERARE 20.000,00 EURO PER POTER ACCEDERE A QUESTO NUOVO REGIME, MA PUR RIENTRANDO IN TALE SISTEMA DEVONO PAGARE IL 15% ANKE DELL'IRAP COSA CHE IN QUESTO MOMENTO ESSENDO CONTRIBUENTI RESIDUALI NON PAGANO.POI

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Michael

Bisogna fare un po' di conti e valutare caso per caso per scoprire se realmente il nuovo regime sia un vantaggio. A mio avviso, non essendoci una ritenuta d'acconto, era già una "fregatura" l'imposta sostitutiva al 5%, figuriamoci quella al 15%! Non sarebbe stato più logico ammettere che, per redditi così bassi, è inutile possedere una partita IVA?

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Franco

l'unico vantaggio è la non applicazione degli studi di settore

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Franco

Attenzione ai trappoloni, l'imposta forfettaria del 15% è un'imposta sostitutiva per la quale non si godono di tutte le detrazioni che spettano per l'irpef ordinaria, quindi in alcuni casi si finisce per pagare di più di quanto si pagherebbe applicando l'imposta ordinaria

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MICHELE

FINALMENTE qualcuno si é degnato di considerare che ESISTONO anche i piccoli LAVORATORI autonomi! CHE AD OGGI HANNO PAGATO anche peri gradi LADRONI che non fanno un c...... e guadagnano centinaia di migliaia di Euro l'anno. Cmq come dice il proverbio "NON E' MAI TROPPO TARDI". Se sarà vero, per equità e giustizia sociale, il "Grazie" non lo merita NESSUNO se non coloro che pagano anche per gli altri.

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Michele

FINALMENTE