Cassa integrazione, esclusi i dipendenti degli studi professionali
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PROFESSIONE
Cassa integrazione, esclusi i dipendenti degli studi professionali
Ingegneri: “professionisti trattati come figli di un dio minore”, chiesto incontro al Min. Lavoro
Vedi Aggiornamento
del 07/04/2015
Vedi Aggiornamento del 07/04/2015
01/10/2014 - La cassa integrazione guadagni in deroga non si applica ai dipendenti degli studi professionali. Lo ha ribadito il Ministero del Lavoro con la circolare 19/2014.
Il Ministero ha chiarito quanto già affermato con il DM 1 agosto 2014, in base al quale la Cig in deroga è riservata alle imprese di cui all’articolo 2082 del Codice Civile, cioè alle attività economiche organizzate per la produzione o lo scambio di beni e servizi.
La notizia ha lasciato sorpresi i professionisti italiani, che avevano riposto qualche speranza nell’apertura espressa dall’Inps nei giorni scorsi. L’istituto nazionale per la previdenza sociale aveva infatti previsto la possibilità di estendere anche al mondo delle professioni i benefici del fondo di solidarietà residuale.
Di fronte a questa novità c’è stata la dura presa di posizione del Consiglio nazionale degli ingegneri (CNI). Il presidente, Armando Zambrano, ha affermato che è necessaria una profonda revisione delle misure che sostengono quanti perdono il proprio posto di lavoro e che il sostegno non deve essere riservato solo ad una parte delle imprese, ma deve essere esteso a tutti i lavoratori ed accompagnato da politiche per il reinserimento.
Nella situazione attuale, lamenta però Zambrano, “l’interpretazione del Ministero del lavoro fornisce l’ennesima conferma di come i professionisti siano trattati in questo paese come “figli di un dio minore”. I professionisti affrontano da anni “senza rete” una congiuntura economica che ha portato i loro redditi a contrarsi di oltre il 30%. Inoltre, con la riforma degli ordinamenti professionali, il legislatore ci ha imposto nuovi e gravosi oneri derivanti dall’introduzione dell’obbligo dell’assicurazione professionale e della formazione continua”.
Secondo Zambrano, l’esclusione dei dipendenti che lavorano negli studi professionali, che dovrebbero essere considerati dipendenti uguali a tutti gli altri, comporta una disparità di trattamento nello stesso settore dell’ingegneria. Prendendo alla lettera le parole del Ministero, sottolinea Zambrano, sembrerebbe che i dipendenti delle società di ingegneria possano accedere alle misure di solidarietà, mentre questa chance sarebbe negata ai dipendenti degli studi, causando “una esclusione profondamente ingiusta”.
Il Consiglio nazionale degli ingegneri ha quindi chiesto un incontro urgente al Ministero del lavoro.
Il Ministero ha chiarito quanto già affermato con il DM 1 agosto 2014, in base al quale la Cig in deroga è riservata alle imprese di cui all’articolo 2082 del Codice Civile, cioè alle attività economiche organizzate per la produzione o lo scambio di beni e servizi.
La notizia ha lasciato sorpresi i professionisti italiani, che avevano riposto qualche speranza nell’apertura espressa dall’Inps nei giorni scorsi. L’istituto nazionale per la previdenza sociale aveva infatti previsto la possibilità di estendere anche al mondo delle professioni i benefici del fondo di solidarietà residuale.
Di fronte a questa novità c’è stata la dura presa di posizione del Consiglio nazionale degli ingegneri (CNI). Il presidente, Armando Zambrano, ha affermato che è necessaria una profonda revisione delle misure che sostengono quanti perdono il proprio posto di lavoro e che il sostegno non deve essere riservato solo ad una parte delle imprese, ma deve essere esteso a tutti i lavoratori ed accompagnato da politiche per il reinserimento.
Nella situazione attuale, lamenta però Zambrano, “l’interpretazione del Ministero del lavoro fornisce l’ennesima conferma di come i professionisti siano trattati in questo paese come “figli di un dio minore”. I professionisti affrontano da anni “senza rete” una congiuntura economica che ha portato i loro redditi a contrarsi di oltre il 30%. Inoltre, con la riforma degli ordinamenti professionali, il legislatore ci ha imposto nuovi e gravosi oneri derivanti dall’introduzione dell’obbligo dell’assicurazione professionale e della formazione continua”.
Secondo Zambrano, l’esclusione dei dipendenti che lavorano negli studi professionali, che dovrebbero essere considerati dipendenti uguali a tutti gli altri, comporta una disparità di trattamento nello stesso settore dell’ingegneria. Prendendo alla lettera le parole del Ministero, sottolinea Zambrano, sembrerebbe che i dipendenti delle società di ingegneria possano accedere alle misure di solidarietà, mentre questa chance sarebbe negata ai dipendenti degli studi, causando “una esclusione profondamente ingiusta”.
Il Consiglio nazionale degli ingegneri ha quindi chiesto un incontro urgente al Ministero del lavoro.
Norme correlate
Circolare 11/09/2014 n.19
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Articolo 4, comma 2, decreto legge 21 maggio 2013, n. 54, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 luglio 2013, n.85. Decreto interministeriale sui criteri di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga alla normativa vigente
Decreto Ministeriale 01/08/2014
Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali - Ammortizzatori in deroga, rifinanziamento per il 2014 e criteri di concessione
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