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Legge di Stabilità 2015, a rischio taglio le pensioni dei professionisti

di Paola Mammarella

Potrebbe aumentare dal 20 al 26% il prelievo fiscale sui rendimenti finanziari delle casse di previdenza

Vedi Aggiornamento del 20/03/2015
20/10/2014 - Con la Legge di Stabilità 2015 i professionisti che andranno in pensione nei prossimi anni potrebbero avere meno di ciò che si aspettano. Con il testo approvato dal Consiglio dei ministri si potrebbe infatti subire un taglio delle pensioni future. È la denuncia lanciata da Andrea Camporese, presidente dell’Adepp, associazione che riunisce le casse previdenziali dei professionisti.
 
La bozza approvata nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri prevede di innalzare dal 20% al 26% il prelievo fiscale sui rendimenti finanziari delle Casse di previdenza.
 
Ma non solo, perché passerebbero dall’11% al 20% anche le imposte sul secondo pilastro. Si tratta delle pensioni integrative, articolate in fondi pensione istituiti da banche, assicurazioni, Sgr e Sim.
 
Secondo Andrea Camporese, la scelta del Governo smentirebbe quanto più volte dichiarato pubblicamente dal Ministro Padoan, che si era reso disponibile a rivedere la tassazione per arrivare ad una “omogenizzazione fiscale” in linea con quanto auspicato dall’Unione Europea.
 
La decisione, continua Camporese in una nota diramata dopo aver appreso i contenuti della legge, avrebbe conseguenze pesanti per l’intero sistema della previdenza privata, tanto da far rivedere l’intenzione degli enti dei professionisti di impegnare i risparmi in un fondo investimenti nell’economia reale del Paese. Al momento è infatti in discussione la possibilità di impegnare parte del monte risparmi delle Casse di previdenza in un fondo da 3 o 5 miliardi per investimenti in Pmi, infrastrutture, green economy e altri comparti strategici a condizione che ci sia una situazione fiscale più favorevole.
 
In questo modo, sostiene Camporese, 2 milioni di professionisti e centinaia di migliaia di dipendenti degli studi professionali sarebbero condannati a un futuro di prestazioni ridotte, mentre i versamenti previdenziali all’Inps risultano non tassati. Si andrebbe così in totale controtendenza rispetto alla linea seguita dagli altri Paesi della Ue, alle indicazioni Ocse e alle risoluzioni della Commissione europea.
 
Il nuovo sistema di tassazione, conclude il presidente Adepp, sarebbe “una palese, grave, insanabile ingiustizia nei confronti di chi produce il 15% del Pil”, che non potrebbe essere giustificata da scopi emergenziali.
 
Dure critiche sono arrivate anche da Paola Muratorio, presidente di Inarcassa, Cassa di previdenza per gli ingegneri ed architetti liberi professionisti, che ha giudicato “penalizzante” l’attuale impostazione della legge di stabilità e ha affermato di restare in attesa di risposte dall’Esecutivo.
 

 

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