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PROFESSIONE

Professionisti: ‘il POS è un balzello inaccettabile di 150 euro all’anno’

di Rossella Calabrese

I tecnici: ‘torniamo al primo decreto: obbligo solo per chi fattura più di 200 mila euro, esclusi i pagamenti effettuati all’esterno degli studi’

Vedi Aggiornamento del 23/11/2018
Commenti 10252
10/10/2014 - I professionisti tecnici hanno manifestato tutte le loro perplessità in merito all’obbligo di installare il POS negli studi e hanno proposto di tornare alle regole messe a punto dal Ministero dello Sviluppo economico nel dicembre 2013.
 
L’occasione per tornare a discutere di questo obbligo, che grava su professionisti e imprese, è stata l’audizione della Rete delle Professioni Tecniche (RPT) presso le Commissioni Finanze e Attività produttive della Camera dei Deputati, impegnate nella revisione della disciplina relativa all’obbligo di accettare pagamenti con carte di debito e alle misure a sostegno del commercio elettronico.
 
La RPT ha fatto presente che gli interventi normativi del 2011-2012 hanno rivoluzionato il sistema delle professioni ordinistiche, introducendo una serie di oneri per i professionisti: l’obbligo della formazione continua e dell’assicurazione professionale, l’abrogazione dei minimi tariffari, l’istituzione di organi di disciplina autonomi da quelli amministrativi: Tutte novità - rileva la RPT - che pongono il sistema italiano delle professioni all’avanguardia, ma che determinano costi elevati, di cui i professionisti si fanno carico senza alcun sostegno pubblico.
 
“Tutto ciò - ha affermato Lorenzo Benanti, Presidente del Consiglio Nazionale dei Periti agrari - avviene in una congiuntura economica che è la più difficile degli ultimi 70 anni. I redditi professionali hanno subito una drastica contrazione, superiore mediamente al 30%. In questo contesto lo Stato continua a trattare i professionisti come ‘figli di un dio minore’”.
 
“Se da un lato - ha detto ancora Benanti - è stato introdotto l’obbligo di formazione continua, dall’altro lo Stato non consente al professionista la totale deduzione delle relative spese. Come se non bastasse, i dipendenti degli studi professionali sono stati esclusi dalla Cassa integrazione guadagni in deroga (Cigd). Aggiungere un ulteriore balzello di 150 euro all’anno per il solo mantenimento del POS suona come una beffa inaccettabile”.
 
Secondo la RPT, inoltre, il mancato utilizzo dei pagamenti elettronici nel nostro Paese sarebbe più legato ad un fattore culturale che ad una carenza di servizi POS. “È presumibile - secondo i professionisti - che l’introduzione dell’obbligo di accettare questo tipo di pagamenti inciderà minimamente sulla diffusione dell’utilizzo dello strumento stesso. A fronte di un basso risultato si assisterà, invece, ad un incremento dei costi per l’esercizio dell’attività professionale”.
 
“Oltretutto, considerando i limiti di pagamento effettuabili attraverso le carte di debito e il dato medio per singola transazione, non superiore ai 70 euro, l’utilizzo di questo strumento ha una portata limitata soprattutto per quanto concerne l’attività dei professionisti tecnici” - ha concluso la RPT.
 
Ma quanto costa il POS? Stando ai calcoli del Ministero dello Sviluppo Economico, dotarsi del POS costerà da 25 a 180 euro all’anno. Secondo la Cgia Mestre, invece, un professionista o un’impresa con un ricavo annuo pari a 100 mila euro dovrebbe sostenere una spesa di circa 1200 euro all’anno, tra canone mensile, canone annuale e percentuale di commissione sull’incasso.
 
Cifre comunque alte che la RPT propone di ridurre modificando i criteri di applicazione dell’obbligo di POS. “Il 13 dicembre 2013 - ha affermato Armando Zambrano, Coordinatore della RPT e Presidente CNI - il Ministero dello Sviluppo Economico aveva elaborato uno schema di decreto che rispondeva appieno alle istanze manifestate dalla RPT”.
 
“Lo schema escludeva, ad esempio, dall’obbligo i pagamenti effettuati all’esterno degli studi professionali - ha ricordato Zambrano. Inoltre, si consideravano solo le transazioni con consumatori o utenti e si poneva un limite oltre al quale scattava l’obbligo: 300 mila euro per i primi sei mesi di entrata in vigore del decreto, 200 mila euro una volta decorsi i sei mesi” (leggi tutto).
 
“Tale impostazione, condivisibile, è stata completamente disattesa dal DM 24 gennaio 2014. La RPT - ha concluso Zambrano - chiede semplicemente il ripristino delle condizioni di applicazione dell’obbligo previste dallo schema di decreto del 13 dicembre 2013”.
 
Ricordiamo che l’obbligo del POS per pagamenti superiori a 30 euro è entrato in vigore il 30 giugno 2014, come previsto dal Decreto Sviluppo Bis (DL 179/2012), convertito nella Legge 221/2012, e dal DM 24 gennaio 2014. Ma chi non si dota di POS non sarà soggetto ad alcuna sanzione perché le norme sul POS non creano un obbligo giuridico, ma un onere che pesa sul professionista solo se il cliente chiede di pagare il servizio con moneta elettronica.



 

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Altri commenti
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Pippis

Si svegliano ora? o meglio: continuano a "deplorare" come stanno facendo da 18 mesi ad oggi? E l'obbligo di fare formazione a pagamento chi l'ha imposta caro Zambrano? Per noi ingegneri siete voi dello CNI che avete imposto di non limitare l'aggiornamento a seminari e convegni (usualmente gratuiti) ed avete imposto l'obbligo di corsi a con test finale e per di più organizzati dagli ordini: ovviamente a pagamento: i corsi gratuiti li fanno solo i produttori di alcuni prodotti per edilizia (intonaci, cappotti, isolanti, macchine per impianti, linee vita etc) che si ripagano con la pubblicità al prodotto, ma questo ovviamente è guardato con sdegno e non viene computato nelle ore di aggiornamento: se Kerakoll mi spiega come si fa un cappotto fatto bene non è aggiornamento, se l'ordine di nonsodove organizza un seminarietto del cavolo dove parla un collega che ha progettato 2 cappotti in vita sua allora quello sì è aggiornamento. Tutti sanno che nei mesi scorsi non venivano riconosciuti come aggiornamento professionale i CORSI DEL POLITECNICO DI MILANO!! (non dell'università Kristal di Tirana che "laurea" i cogli0ni figli di papà pieni di soldi come il Trota)... e stiamo parlando delal migliore scuola di ingegneria di Italia ....

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GIUSEPPE

I CORSI DI FORMAZIONDE PER L'AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE A 200 EURO L'UNO NON SONO UN BALZELLO PRESIDENTE VISTO CHE LI ELARGISCONO GLI ORDINI STESSI!!!! CI STATE ROVINANDO CNI IN TESTA!!!!


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