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AMBIENTE

Alluvioni: in arrivo lo ‘stato di emergenza’ per le aree colpite

di Rossella Calabrese

Sottosegretario Delrio: gli enti locali potranno derogare al Patto di stabilità, rinegoziare i mutui e accenderne di nuovi per 3 miliardi di euro

Vedi Aggiornamento del 06/07/2015
19/11/2014 - Nel primo Consiglio dei Ministri utile verrà dichiarato lo stato di emergenza per i territori maggiormente colpiti dalle alluvioni.
 
Lo ha annunciato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio che, insieme al Capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, ha incontrato sindaci, prefetti e presidenti di Regione delle zone alluvionate nelle province di Genova, Alessandria e Milano, per individuare le misure di emergenza e quelle a breve e lungo termine.
 
Delrio ha assicurato che gli enti locali potranno investire al di fuori del Patto di stabilità. “Il Patto non sarà un problema per i Comuni in emergenza” ha dichiarato Delrio, ricordando che nella Legge di Stabilità “il Governo si è impegnato ad abbattere del 70% il patto di stabilità, c’è un confronto in corso con i Comuni”.
 
Anche i mutui dei Comuni “potranno essere rinegoziati e si potranno accendere nuovi mutui per 3 miliardi di euro per tutti ma in particolare per queste situazioni in emergenza”. Non è possibile - ha aggiunto il Sottosegretario - “avere limitazioni nella somma urgenza sulla messa in sicurezza di scuole e di strade”.
 
Delrio ha ricordato il Piano nazionale contro il dissesto idrogeologico da 9 miliardi di euro, messo a punto dalla struttura di missione #italiasicura di Palazzo Chigi, coordinata da Erasmo D’Angelis, presentato la scorsa settimana. “Il Paese è ferito, ci sono 25 stati di emergenza. Dobbiamo recuperare 30 anni di ritardi” ha detto Delrio a Genova.
 
Il Piano - ricordiamo - conta su quasi 9 miliardi di euro: 5 provenienti dai fondi di sviluppo e coesione, 2 dal cofinanziamento delle Regioni o dai fondi europei a disposizione delle Regioni, e 2 miliardi recuperati dai fondi per la messa in sicurezza e non ancora spesi.
 
Le risorse serviranno ad aprire 654 cantieri entro il 2014, per un totale di 807 milioni di euro, e altri 659 nei primi mesi del 2015, per un valore di 1 miliardo e 96 milioni di euro. Sono invece 1.732 i cantieri già aperti, per un valore di 1,6 miliardi di euro.
 
Sul tema del dissesto idrogeologico interviene nuovamente il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori: “il primo passo per fermare il dissesto - afferma - è quello di tracciare un cerchio rosso intorno alle aree urbanizzate. Quello che sta fuori non deve essere più lottizzato, ma nemmeno abbandonato: il suolo agricolo e verde deve essere abitato e curato; lo spazio della città all’interno del cerchio rosso, deve essere, invece, rigenerato, perché anch’esso, come dimostrano le ‘atlantidi’ di questi giorni, è fragile e pericoloso”.
 
“Solo una politica di ampio respiro - continua il Cnappc - e l’istituzione di una Agenzia per la rigenerazione urbana sostenibile, che coordini e faciliti gli interventi, possono realizzare un progetto ed una legge per una urbanistica diversa, che riparta dalla realtà delle cose. Realtà che, purtroppo, è fatta di torrenti intubati che esondano, di periferie invivibili, di mobilità urbana al collasso, di ciclo dei rifiuti fuori controllo, di energia sprecata, così come di centri storici minori bellissimi e abbandonati, di edifici vuoti e di centinaia di migliaia di case abusive”.
 
 

 
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