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Upcycled architecture: il riuso creativo e sostenibile
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Upcycled architecture: il riuso creativo e sostenibile

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Il recupero dei container usati da riutilizzare nel progetto

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04/11/2014 - Il recupero dei container usati da riutilizzare come elementi funzionali e integrati nel progetto, è una pratica non molto diffusa ma altamente sostenibile. Modulo architettonico per singoli edifici o per spazi commerciali, con inedite declinazione da interni, il container è entrato nell’immaginario contemporaneo della scena architettonica del retail ma non solo, come esempio paradigmatico della grande tendenza del riuso nell’accezione di nuova destinazione d’uso di un oggetto nato con una funzione e risorto a nuova vita.

Un caso esemplare di recycled shipping container è il flagship store di Freitag a Zurigo. Costruito nel 2006, nuovo emblema di Zurigo, è un edificio-torre di 17 container arrugginiti e riciclati. Progettato dallo studio di architetti Spilmann-Echsle, non sorge lungo una lussuosa via dello shopping, ma in un’area semiperiferica stretta fra una rampa che conduce all’autostrada e un viadotto ferroviario, fra capannoni industriali, centri sociali e un inceneritore.

I moduli-container sono impilati e collegati a secco, tramite elementi di fissaggio utilizzati nell’industria navale, anche se alcuni elementi sono stati modificati; la pavimentazione è realizzata in legno, dello spessore di circa 30 mm, che riveste la base del container. Come isolante sono stati utilizzati elementi in vetro riciclato.

Fedele allo spirito di Freitag – azienda che produce borse riutilizzando teloni dismessi dei camion e una linea di abbigliamento in fibre vegetali – come brand simbolo dei nuovi stili di mobilità sostenibili urbani, il flagship è di fatto un interessante caso di corporate architecture che incarna ed esprime, con una coincidenza netta e chiara, l’identità e i valori del marchio diventando uno strumento di marketing oltre che un landmark del paesaggio. 

Lo spazio interno è semplice e lineare. La luce naturale penetra attraverso quattro grandi vetrate che sostituiscono le pareti corte di quattro container, diventando così dei punti di vista privilegiati sul trafficato paesaggio autostradale e, allo stesso tempo, squarci attraverso cui chi passa in auto scorge per un attimo il viavai dei clienti all’interno di questo strano monumento al container. 

Una scala di ferro di tipologia industriale sale attraverso la struttura fino ad una piattaforma panoramica in cima alla torre, che offre una vista spettacolare sulla città, sul lago e le montagne circostanti. Gli arredi sono ridotti al minimo: espositori bianchi disegnati appositamente da Spillmann ed Echsle nello spazio di accoglienza che mostrano le confezioni in cartone delle migliaia Individual Recycled Bags in vendita. 

Boxpark si può a tutti gli effetti definire il primo pop-up mall al mondo. Una piccola rivoluzione nel mondo del retail. Costituito da container adeguatamente recuperati e rinnovati, ha aperto i battenti alla fine del 2011 e rimarrà aperto fino al 2015. È situato nei paraggi di Shoreditch High Street, uno dei quartieri più creativi di Londra. I container ospitano una cinquantina di esercizi commerciali che spaziano da negozi di moda a caffè, da ristoranti a gallerie d’arte. Nei container, infatti, trovano spazio sia brand emergenti che possono, così, testare la loro idea sul mercato, sia brand affermati che lanciano nuovi prodotti e servizi o serie limitate one-shot con cui attrarre nuovi consumatori. 
Con la sua estetica leggera e a basso impatto, sia dal punto di vista strutturale che economico, Boxpark riqualifica di fatto un’area urbana post-industriale. E lo fa, non solo, senza ingenti investimenti economici e strutture permanenti – come i tradizionali shopping mall – ma anche creando un incubatore di start-up, di nuove realtà creative, un luogo che funge da acceleratore di energia innovativa nonché hub di eventi,  concerti e di nuove community. 

Ideati da Inhouse Brand Architects per la nuova sede dell’agenzia di comunicazione 99c – Ninety9 Cents – che occupa gli ultimi tre piani di un nuovo business centre nella zona est Cape Town, i nuovi uffici accolgono chi entra in container rosso fuoco che campeggia nell’atrio ed è adibito a sala d’attesa.

La presenza del container è coerente con il progetto complessivo degli spazi, all’insegna di soluzioni innovative che includono il riuso di materiali e la ricerca di estetiche che rimandano alla matrice culturale ed espressiva della semplicità e della sostenibilità, declinate espressivamente nei colori, nelle luci, nelle postazioni di lavoro, negli arredi ‘verdi’ e nel layout degli spazi aperti dei tremila metri quadri su cui si sviluppa la nuova sede. 

Un progetto esemplare di un nuovo modo di concepire gli spazi di lavoro, interni che rispecchiano la natura creativa di un’agenzia attenta al benessere di chi ci lavora, e un container che diventa simbolo di una visione sul futuro e sull’innovazione capace di valorizzare passato e presente.

Fonte: Blink - blinkproject.it

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