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Proclamati i vincitori del concorso "Trattati da Re" promosso da Fila

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Venaria Reale
Venaria Reale
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Venaria Reale
Venaria Reale
Venaria Reale
Venaria Reale
Venaria Reale
Piazza Candiani
Piazza Candiani
Piazza Candiani
Cappella S.Severo
Cappella S.Severo
Cappella S.Severo
Cappella S.Severo
Cappella S.Severo

25/11/2014 - Proclamati i vincitori della 6°edizione di “TRATTATI DA RE”, il concorso nazionale riservato ai Maestri Trattatori e Trattatori, che premia i migliori interventi realizzati con i sistemi di Fila Surface Care Solutions.

Ad aggiudicarsi il primo premio sono stati i fratelli Bergantin con il trattamento della Reggia di Venaria Reale a Torino. Medaglia d’argento per Roberto Rossetto che ha eseguito il trattamento di Piazza Candiani a Mestre; terzo posto per la Cappella di San Severo a Napoli, con il trattamento curato da Vincenzo Casolaro.

Al concorso hanno partecipato 23 progetti da tutta Italia, interventi in edifici pubblici e privati ambientati in ogni tipologia di contesto: edilizia residenziale di recente costruzione, contesti storici come castelli, ville, palazzi. I lavori sono stati valutati da una giuria composta da rappresentanti dell’editoria tecnica e dai Presidenti delle tre associazioni di categoria più importanti del settore: il Presidente di Assoposa Paolo Colombo, il Presidente di Confindustria Ceramica Vittorio Borelli e il Presidente di Confindustria Marmomacchine Stefano Ghirardi.

Anche in questa edizione il Concorso Trattàti da Re ha valorizzato edifici italiani che sono conosciuti, per il loro pregio, in tutto il mondo – afferma il Presidente Fila Beniamino Pettenon. Grazie all’elevato livello tecnico delle realizzazioni sono state rivitalizzate opere che appartengono al patrimonio artistico e culturale del nostro Paese e siamo orgogliosi di aver fatto la nostra parte: è un successo che coinvolge tutta l’azienda, perché è il frutto della qualità dei prodotti Fila ma anche dell’impegno coordinato dei nostri Trattatori e del laboratorio tecnico”.

Nelle precedenti edizioni il Concorso ha incoronato, tra gli altri, progetti come il Castello di Murisengo (Alessandria), il Centro Congressi Arezzo Fiere, l’ ex Convento dei Neveri a Bariano (Bergamo), l’Hotel Colzani a Cassago Brianza (Lecco), il Palafuksas di Torino, l’Abbazia di San Gallo a Moggio Udinese (Udine), il Palazzo Venusio di Matera, la Palazzina di Caccia di Stupinigi, il Teatro Petruzzelli di Bari.

classificato: F.LLI BREGANTIN EDY E VITTORIO per l’intervento nella Reggia di Venaria Reale (Torino)
classificato e menzione speciale: ROBERTO ROSSETTO per l’intervento di Piazza Candiani a Mestre (Venezia)
classificato e menzione speciale: VINCENZO CASOLARO per l’intervento nella Cappella di San Severo a Napoli
Menzione speciale: FABRIZIO ZANGARA per l’intervento all’Università di Trento

1° - REGGIA DI VENARIA REALE (TORINO)
"Il cantiere di restauro più grande d’Europa”

La Reggia di Venaria Reale è una delle residenze Sabaude, un capolavoro di architettura e paesaggio dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1997.

Progettata dall' architetto Amedeo di Castellamonte su commissione del duca Carlo Emanuele II che intendeva farne la base per le battute di caccia nelle valli torinesi, Venaria Reale fu ampliata e modificata negli anni e divenne una caserma militare quasi per due secoli. Dopo un periodo di completo abbandono, la Regione Piemonte ha avviato un lungo e complesso progetto di restauro che si è concluso nel 2007 con l’apertura dell’edificio al pubblico.

Con 80.000 mq di edificio monumentale e 60 ettari di giardini, Venaria Reale vanta alcune delle più alte espressioni del barocco universale che vengono visitate ogni anno da un milione di visitatori.

Questo afflusso straordinario ha però usurato le superfici interne che risultavano fortemente rovinate: l’intervento dei maestri trattatori fratelli Bergantin, durato circa due anni, serviva a riportare in vita i pavimenti in parquet di legno antico della “Sala delle Arti” (1.500 mq), i pavimenti in cotto fatto a mano nel “Salone di Diana” e nel “Castelvecchio” (3.000 mq) e i pavimenti in cocciopesto nell’anticamera dei Valletti a Piedi detta “Sala dei Fagioli” (800 mq).

Particolarmente interessante è stato il trattamento della verniciatura del parquet che si presentava danneggiata irrimediabilmente dal calpestio. Inizialmente, come unica soluzione, si pensava ad una levigatura della superficie; i maestri trattatori Fila, invece, hanno proposto un intervento alternativo utilizzando prodotti naturali e reversibili: prima hanno sgrassato la superficie con il detergente decerante Fila SOLV, poi hanno steso diversi strati di cera pigmentata (Fila PRO130, Fila PARQUET NATURE, Fila NATURWAX) facendo raggiungere ai pavimenti la lucentezza e il colore originali di un tempo. Questo procedimento è stato particolarmente apprezzato dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali che ha deciso di valorizzarlo inserendolo come regola nelle normative interne di manutenzione straordinaria.

“Nel nostro lavoro ci sono emozioni che difficilmente si possono dimenticare e che diventano fondamentali nei momenti di stanchezza e difficoltà – hanno dichiarato i fratelli Bergantin al termine del loro intervento. Aver riportato in vita un patrimonio della storia come Venaria Reale è stata un’esperienza straordinaria ed emozionante, siamo orgogliosi di essere stati protagonisti del cantiere di restauro più grande d’Europa”.

2° - PIAZZA CANDIANI A MESTRE (VENEZIA) 
Uno degli esempi più suggestivi di public art in Italia”

Piazza Candiani a Mestre è uno degli esempi più originali e suggestivi di public art in Italia. Realizzata dal Maestro Luigi Gardenal, la piazza è composta da 680.000 tessere e 33 tonalità di colore tra marmi, graniti e smalti veneziani che donano una vibrazione cromatica alla grande superficie di mosaico.

Nata da un confronto costruttivo tra privati e Pubblica Amministrazione, Piazza Candiani è il fulcro di un grande progetto di riqualificazione urbana, sociale ed economica che coinvolge un’ampia area pedonale al centro di Mestre che risultava penalizzata dalla rarefazione dell’offerta commerciale e dall’acuirsi del disagio sociale degli ultimi anni.


Dopo essere state posate, le tessere in marmo, granito e smalto veneziano risultavano sporche e rovinate dai residui di posa, dalle condizioni metereologiche e dal calpestio: in soli 15 giorni di lavoro era necessario riportare la pavimentazione alla bellezza originale dei materiali che la compongono.

Il maestro trattatore Roberto Rossetto ha lavato i 1.6000 mq di superficie utilizzando il detergente sgrassante Fila PS87 con una monospazzola e successivamente risciacquato il pavimento con il detergente neutro Fila CLEANER. La superficie è stata poi protetta con il protettivo ravvivante Fila STONE PLUS, steso grazie ad un vello spandicera. Il trattamento è stato premiato per la professionalità tecnica espressa dal trattatore in un intervento di difficile esecuzione, che ha richiesto esperienza e abilità in un contesto di rilevanza urbana e architettonica, valorizzando i colori e i materiali della pavimentazione.

3° - CAPPELLA DI SAN SEVERO (NAPOLI) 
Creatività barocca, bellezza e mistero nel cuore di Napoli”

Gioiello del patrimonio artistico internazionale, la Cappella di San Severo sorge nel 1500 nel cuore di Napoli antica. Creatività barocca e orgoglio dinastico, bellezza e mistero s'intrecciano creando qui un'atmosfera unica, quasi fuori dal tempo.

La Cappella di San Severo è uno dei monumenti più visitati di tutta la città partenopea, anche grazie alla misteriosa storia che avvolge il committente e ideatore dell'apparato artistico settecentesco di questa magnifica opera: il Principe Raimondo di Sangro (VII Principe di San Severo), grande studioso e appassionato di alchimia, esoterismo e magia. Tra capolavori come il celebre Cristo Velato, meraviglie del virtuosismo come il Disinganno ed enigmatiche presenze come le Macchine anatomiche, la Cappella Sansevero rappresenta uno dei più singolari monumenti che l'ingegno umano abbia mai concepito.

Il maestro trattatore Vincenzo Casolaro ha eseguito un intervento per “ridonare vita” ai 250 mq di pavimentazione in cotto di fine ‘700 che risultava molto sporca a causa del continuo calpestio dei visitatori a cui si erano aggiunte, nel tempo, incrostazioni di carbonati cristallizzati. La pavimentazione, inoltre, presentava una greca di cotto smaltato che in alcune parti risultava usurata e sfaldata che ha imposto un trattamento delicato e svolto a mano.

Il lavaggio iniziale è stato eseguito con il detergente sgrassante Fila PS87, a cui è seguito un secondo lavaggio con Fila DEK, necessario per rimuovere lo sporco residuo.

Per riprendere le sigillature è stato applicato il protettivo Fila ES82 ; il pavimento è stato poi finito con un passaggio di cere in pasta color cuoio: Fila MATT e Fila NATUREWAX.

Per ultimare il lavoro e riportare la superficie alla sua bellezza originaria, il trattarore Vincenzo Casolaro ha impiegato 4 notti e un giorno di lavoro, particolarmente impegnativi per la delicatezza e il prestigio del sito trattato. Ma con molta attenzione e tanto “olio di gomito”, la Cappella di San Severo è tornata a risplendere.
 

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