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NORMATIVA

Appalti pubblici, in Parlamento le linee guida del nuovo Codice

di Rossella Calabrese

Nella legge delega per il recepimento delle direttive europee: divieto di overdesign, riordino delle Soa, riduzione degli oneri per le imprese

Vedi Aggiornamento del 13/02/2015
05/11/2014 - Sta per iniziare il suo iter in Parlamento il disegno di legge per l’attuazione delle Direttive europee in materia di appalti pubblici.
 
Pochi giorni fa, infatti, il Presidente della Repubblica ha autorizzato la presentazione alle Camere del disegno di legge delega che attuerà le seguenti direttive:
 
- Direttiva 2014/24/UE del 26 febbraio 2014 sugli appalti pubblici (che abroga la direttiva 2004/18/CE);
- Direttiva 2014/25/UE del 26 febbraio 2014 sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali (che abroga la direttiva 2004/17/CE);
- Direttiva 2014/23/UE del 26 febbraio 2014 sull’aggiudicazione dei contratti di concessione.
 
Il disegno di legge delega individua i criteri che il Governo dovrà seguire nella stesura dei decreti attuativi.
 
Le nuove norme sugli appalti non potranno introdurre livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive comunitarie, né in materia di sicurezza né di trasparenza (divieto di overdesign). L’eventuale richiesta di adempimenti aggiuntivi dovrà essere valutata in funzione dell’effettiva necessità, della sostenibilità economica e dell’impatto sui tempi di realizzazione dell’opera.
 
Dovrà essere redatto un unico testo normativo, il Codice degli appalti e delle concessioni pubbliche, che racchiuda e semplifichi tutte le disposizioni vigenti in tali materie. I decreti attuativi della legge delega dovranno promuovere soluzioni innovative in materia di insediamenti nazionali produttivi strategici e di rispetto dei vincoli idrogeologici.

Il nuovo Codice dovrà ridurre gli oneri documentali a carico dei partecipanti alle gare e snellire le procedure di verifica da parte delle stazioni appaltanti. È richiesta anche la riduzione delle stazioni appaltanti e la razionalizzazione delle loro attività. Dovrà essere ampliato l’uso delle forme di partenariato pubblico-privato.
 
Si dovrà procedere al riordino delle qualificazioni Soa, sulla base di criteri di omogeneità e trasparenza. E ancora, il nuovo Codice dovrà razionalizzare i metodi di risoluzione delle controversie alternativi al rimedio giurisdizionale, anche in materia di esecuzione dei contratti.
 
Dovranno essere migliorate le condizioni di accesso al mercato per le piccole e medie imprese e per le imprese di nuova costituzione. Sul fronte della trasparenza, le nuove norme sugli appalti dovranno rendere trasparente la partecipazione delle lobby ai processi decisionali finalizzati all’aggiudicazione di appalti e concessioni pubbliche.
 
Sul testo si esprimeranno le categorie di soggetti pubblici e privati destinatari delle norme, le Regioni, il Consiglio di Stato e le competenti Commissioni di Camera e Senato. Il nuovo Codice dovrà essere emanato entro il 18 aprile 2016.
 
 

 
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