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Qualità dell’architettura, riparte l’iter della legge
PROFESSIONE Qualità dell’architettura, riparte l’iter della legge
NORMATIVA

L’ecobonus 65% sarà prorogato anche per gli interventi antisismici

di Rossella Calabrese

La Commissione Ambiente della Camera conferma l’agevolazione fiscale per tutto il 2015

Vedi Aggiornamento del 08/09/2015
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07/11/2014 - È stato approvato dalla Commissione Ambiente della Camera un emendamento al ddl di Stabilità 2015 che conferma anche per tutto il 2015 l’utilizzo dell’ecobonus del 65% per gli interventi di messa in sicurezza antisismica attualmente non previsto dalla manovra.
 
Lo fa sapere il presidente della Commissione, Ermete Realacci.
 
“Per uscire dalla crisi - dice Realacci -, è determinante il rilancio dell’edilizia di qualità, legata al risparmio energetico, alla sicurezza, alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e a progetti di qualificazione delle città, come dimostrano i risultati del credito di imposta e dell’ecobonus degli anni recenti”.
 
“Su questo fronte - continua Realacci - è poi necessario un coordinamento molto più forte tra ministeri e istituzioni coinvolti. In particolare sulla questione del risparmio energetico sarebbe molto utile l’istituzione di una Struttura di missione ad hoc presso la Presidenza del Consiglio, in analogia a quanto fatto per il contrasto al dissesto idrogeologico e la depurazione delle acque.
 
Realacci annuncia, infine, anche che verranno presentati alla Commissione Bilancio altri emendamenti che tendono ad estendere lo strumento della detrazione fiscale alla bonifica dall’amianto.
 
Soddisfatto per l’approvazione dell’emendamento il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Per il presidente Leopoldo Freyrie, si tratta di una norma che “salverà molte vite umane e che rappresenta senza dubbio alcuno una battaglia di civiltà”, e che rilancerà “un settore in forte crisi come quello dell’edilizia, per il quale gli ecobonus possono rappresentare  un volano e rilanciare un comparto che fra tutti è quello che più di altri ha pagato e paga gli effetti della recessione”.
 
L’estensione dell’ecobonus 65% agli interventi di miglioramento antisismico era stata preannunciata ieri dall’UNICMI, l’Unione delle Industrie delle Costruzioni Metalliche, dell’Involucro e dei serramenti, e ISI, Ingegneria Sismica Italiana, che avevano chiesto alla Commissione Ambiente di presentare l’emendamento.
 
Le due associazioni chiedevano però che fosse assicurato “uno spazio temporale di almeno un triennio ai cittadini, agli amministratori di condominio e alle industrie, per accedere ai bonus sismica”, e ricordavano che lo stesso DL ecobonus (Legge 90/2013) prevede che, per gli interventi di miglioramento e adeguamento antisismico, si adottino “incentivi selettivi e di carattere strutturale”, cioè su un periodo temporale di ampio respiro, non certo di un anno, proprio per intensificare in maniera decisiva la politica di prevenzione contro il rischio sismico.
 
UNICMI e ISI sottolineavano infatti che, da un punto di vista tecnico, per accedere agli incentivi per interventi di natura antisismica, i passaggi sono più complessi di quelli richiesti per altri interventi edilizi agevolati da bonus, ovvero:
- determinazione della ‘classificazione sismica’ nello stato attuale del fabbricato;
- progettazione degli interventi antisismici;
- determinazione della nuova ‘classificazione sismica’ che tenga conto degli interventi antisismici progettati;
- realizzazione degli interventi antisismici.
 
La proroga della detrazione 65% per gli interventi di miglioramento antisismico era stata chiesta nei giorni scorsi da UNICMI e ISI al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi, dopo aver constatato che il disegno di legge di Stabilità 2015, nella prima bozza, conferma per un anno i bonus del 65% per la riqualificazione energetica e del 50% per le ristrutturazioni e l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, ma non quello per la messa in sicurezza sismica.
 
Un’agevolazione che finora è rimasta praticamente inutilizzata - spiegavano UNICMI e ISI - a causa della mancanza di una circolare applicativa, che quindi non ha dato alcun beneficio sia in termini di sicurezza dai rischi sismici di una quota rilevante del patrimonio immobiliare italiano, sia di ricadute economiche per le imprese produttrici di dispositivi antisismici, alle prese con la più grave crisi delle costruzioni dal dopoguerra ad oggi.
 

 

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