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NORMATIVA

Veneto, una circolare uniforma l’applicazione del Piano Casa

di Rossella Calabrese
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La Regione: ‘presentate finora circa 70 mila domande per investimenti pari a 3 miliardi di euro’

Vedi Aggiornamento del 07/12/2015
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04/11/2014 - La Giunta regionale del Veneto ha adottato in via definitiva la circolare esplicativa che fornisce indicazioni per superare eventuali dubbi interpretativi e rendere uniforme l’applicazione delle norme regionali (Lr 32/2013) che reiterano il Piano Casa.
 
Ne ha dato notizia il vicepresidente e assessore al territorio, Marino Zorzato, sottolineando che il provvedimento risponde agli impegni di chiarificazione presi con le autonomie locali, ma che lo stesso Piano Casa è comunque sempre rimasto pienamente operativo.
 
A tal proposito, la Regione ricorda che le domande presentate finora, relative all’applicazione in Veneto del Piano Casa, sono circa 70 mila, attivando investimenti pari a circa 3 miliardi di euro.
 
“L’ultima legge in materia - ha spiegato Zorzato - ha apportato alcune rilevanti modifiche alla Lr 14/2009 ma non ha introdotto nell’ordinamento giuridico un ‘nuovo piano casa’, prevedendo invece alcuni correttivi nel pieno rispetto delle vigenti disposizioni di tutela dell’ambiente e del paesaggio”.
 
“La circolare serve a sciogliere i dubbi e le osservazioni rispetto ad un testo di legge complesso - ha concluso Zorzato - che sono stati formulati all’indomani dell’approvazione della terza edizione del Piano Casa che finora ha prodotto nel Veneto solo benefici, sul piano economico e occupazionale, dando risposte concrete ai bisogni delle famiglie e delle aziende e migliorando in linea di massima la qualità del patrimonio edilizio esistente”.
 
Nella premessa viene evidenziato, tra l’altro, che gli edifici oggetto di intervento devono ovviamente essere stati realizzati in base a regolare titolo abilitativo, in quanto gli interventi edilizi consentiti dalla legge regionale non implicano alcuna forma di condono o sanatoria.
 
Il Piano Casa - si legge nella nota della Regione - punta a migliorare la qualità abitativa per preservare, mantenere, ricostituire e rivitalizzare il patrimonio edilizio esistente, nonché favorire l’utilizzo dell’edilizia sostenibile e delle fonti di energia rinnovabili; incentivare l’adeguamento sismico e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici esistenti; incentivare la demolizione e ricostruzione in area idonea di edifici esistenti che ricadono in aree dichiarate ad alta pericolosità idraulica; favorire la rimozione e lo smaltimento della copertura in cemento amianto di edifici esistenti.


La circolare ha ottenuto il parere della competente commissione consiliare e sarà trasmessa ai Comuni e alle Province sostituendo le precedenti.
 
 

 
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