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Obbligo di POS per i professionisti, allo studio aiuti fiscali e sanzioni

di Rossella Calabrese

Sottosegretario Enrico Zanetti: ‘il Governo sta valutando l’introduzione di un credito d’imposta, ma anche di sanzioni per gli inadempienti’

Vedi Aggiornamento del 10/03/2015
Commenti 18726
07/11/2014 - Il tavolo di lavoro sull’obbligo di POS, istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico, sta valutando l’introduzione di un credito d’imposta per agevolare i professionisti soggetti all’obbligo, ma anche di sanzioni o interdizioni in caso di inadempienza.
 
Lo ha annunciato il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Enrico Zanetti, rispondendo all’interrogazione del deputato Giovanni Paglia in Commissione Finanze della Camera.
 
Zanetti ha, in primo luogo, ricordato che l’obbligo per esercenti e professionisti di dotarsi di POS, è finalizzato a ridurre l’uso del denaro contante e dei relativi costi legati alla minore tracciabilità delle operazioni, e a ridurre il rischio di elusione della normativa fiscale e antiriciclaggio.
 
Ricordiamo che l’obbligo del POS per pagamenti superiori a 30 euro è in vigore dal 30 giugno 2014, come previsto dal Decreto Sviluppo Bis (DL 179/2012 convertito nella Legge 221/2012). Il Decreto POS (DM 24 gennaio 2014) ha disciplinato nel dettaglio l’applicazione dei pagamenti mediante carte di debito, mentre il DM 14 febbraio 2014 ha regolamentate le commissioni applicate alle transazioni effettuate mediante carte di pagamento.
 
Dopo l’entrata in vigore dell’obbligo - ha spiegato Zanetti - il Ministero dello Sviluppo economico ha istituito un tavolo di confronto sul tema della diffusione delle transazioni con carte di pagamento, con la Banca d’Italia e il Ministero dell’Economia e delle finanze.

Dalle prime due riunioni è emerso che un professionista o un’impresa che si dota del POS può spendere da un minimo di 25-60 euro ad un massimo di 120-180 euro annui a seconda delle apparecchiature scelte. Ma attualmente il mercato - ha aggiunto il sottosegretario - offre soluzioni su misura e, in alcuni casi, il POS gratuito in abbinamento ad altri servizi.
 
“Il tavolo di lavoro - ha promesso Zanetti - proseguirà i suoi approfondimenti monitorando gli effetti del decreto sul mercato, sia in termini di volumi sia di prezzi”. Seguiranno altri incontri, anche con i professionisti, “per condividere i risultati di questo monitoraggio e per favorire una più ampia diffusione dei pagamenti elettronici nel nostro Paese e una corretta ripartizione dei costi e dei benefici tra tutti i soggetti interessati”.
 
Per quanto riguarda la proposta dell’onorevole Paglia, relativa a forme di defiscalizzazione per abbattere i costi fissi del POS, Zanetti ha detto che “è allo studio un'ipotesi di proposta normativa agevolativa che potrebbe essere strutturata attraverso il meccanismo del credito d’imposta (a regime)”. “Ogni valutazione al riguardo - ha aggiunto - è comunque subordinata al reperimento di idonei mezzi di copertura finanziaria degli oneri, la cui entità dipenderebbe anche dall’intensità dell’agevolazione”.

Il tavolo - ha annunciato il rappresentante del Governo - “potrà essere anche l’occasione per valutare la possibile introduzione di sanzioni o interdizioni in caso di inadempienza”.
 
Su questo tema, Zanetti è ritornato ieri con una nota, puntualizzando che “non è affatto detto che vengano stabilite sanzioni per chi non si dota del Pos. Il tavolo tecnico sta valutando vari aspetti tra cui logicamente anche questo, ma ci sarà poi una decisione politica”.

“Per quanto riguarda il sottoscritto - ha aggiunto - ribadisco con chiarezza la netta contrarietà all'eventuale applicazione di sanzioni per chi non utilizza il Pos. Questo Paese sta morendo nel paradosso di obblighi e sanzioni che aumentano l'illegalità invece di contrastarla, perché si continua a delegare l'etica individuale agli apparati dello Stato invece che stimolarne l'attuazione da parte dei cittadini anche con campagne di sensibilizzazione ove opportuno".

 

 

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Altri commenti
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luigi

come fanno ad essere cosi imbecilli ,da quando esiste la tracciabilità è assegni non trasferibili e riduzione uso del contanti a 1000 è aumentato il debito è aumentata la disoccupazione ,la persona non ride più , ma come si puo essere cosi incompetenti. si deve ritornare liberi di fare quello che si vuole con i propri risparmi e vedrai i consumi come aumentano e diminuisce la burocrazia si potra nuovamente riattivare l'economia che voi politici l'avete distrutta.

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Nicola

Ricordiamoci inoltre che poi sono carte di DEBITO ( non sono carte di CREDITO .... ) con il massimale giornaliero quindi dei Bancomat che se per sbaglio ha fatto la spesa prima è già in ROSSO e quindi NON TI PAGA UGALMENTE ... e dicendoti in faccia "scusa ma ho fatto la spesa prima e ora non funziona più" quindi CORNUTO E MAZZIATO 2 volte :D :D Ma il bonifico bancario non è "tracciabile" boh ... quindi se il cliente che ha già pochi soldi in tasca vuole eludere un a parte la pagheranno con il nuovissimo POS appena tolto dalla scatola perché lo userai si e no 1 o 2 volte l'anno e l'altra te lo pagherà in contanti. :D :D

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Marco

Poveri imbecilli, non hanno ancora capito che i soldi in nero sono finiti, come pure i soldi in tutti gli altri colori; non c'è lavoro = non ci sono soldi. Vorrei vedere la foto e l'indirizzo di questi mentecatti stipendiati dalle banche.

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pippo

E allora ci riprovate? evidentemente vi siete accorti, maledetti politicanti, che da giugno a oggi il vostro bel POS non se lo è preso NESSUNo, e allora ci riprovate. MA NOI NON METTEREMO NEPPURE SE LE BANCHE CE LO REGALANO. ANZI, NEPPURE SE LE BANCHE DI DANNO 10 EURO AL MESE PER TENERE ILSOPRAMMOBILE IN STUDIO. A quando una legge che obblighi il cliente as pagarmi, e a paGARMI SUBITO, ANZICHé DOPO DUE/TRE ANNI?