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NORMATIVA Superbonus, non passano la proroga al 2023 e l’estensione a professionisti e imprese
PROFESSIONE

Rtp porta i problemi dei progettisti sul tavolo del Ministro della Giustizia

di Rossella Calabrese

Convocati gruppi di lavoro su Società tra Professionisti, ordinamenti professionali e Ordini provinciali

Vedi Aggiornamento del 02/11/2015
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04/11/2014 - Società tra Professionisti (STP), ordinamenti professionali, riorganizzazione degli Ordini in seguito all’abolizione delle province, sistema di elezione dei consigli territoriali.
 
Sono questi i temi di quattro tavoli di lavoro che il Ministero della Giustizia aprirà a breve, su sollecitazione della Rete delle Professioni Tecniche (RPT) che, in un incontro tenutosi qualche giorno fa, ha presentato al Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, un documento con i temi che i professionisti tecnici italiani considerano più urgenti.
 
Uno dei temi ‘caldi’ per i professionisti tecnici italiani è quello delle Società tra Professionisti (STP). “Le professioni aderenti alla Rete - ha detto Leopoldo Freyrie, Presidente degli Architetti - sono sempre state convinte sostenitrici delle STP. Soprattutto perché rappresentano l’unica opportunità che hanno i giovani di competere con le società di capitali.
 
“In generale, a oltre un anno dall’entrata in vigore del DM 34/2013, le disposizioni che regolano la costituzione delle STP appaiono inadeguate. Non a caso ne sono nate poco più di 300. Diverse sono le questioni irrisolte, come quella relativa alle società tra professionisti multidisciplinari. Inoltre, è indispensabile che i soggetti attivi nel mercato con altre forme societarie siano sottoposti agli stessi adempimenti delle STP. In caso contrario, continuerebbe a restare inceppato il meccanismo di concorrenza” - ha concluso Freyrie.
 
Molto atteso dai professionisti tecnici è il Testo Unico degli ordinamenti professionali. “In larga parte le professioni dell’area tecnica - ha affermato Gian Vito Graziano, Presidente dei Geologi - hanno ordinamenti che risalgono agli anni ’20 e ’30. Ciò rende molto complicata, considerando le norme abrogate, la composizione del quadro normativo. Per questo riteniamo improcrastinabile l’emanazione del Testo Unico”.
 
Un intervento del Governo che ha un impatto sull’organizzazione dei professionisti è l’abolizione delle province che, secondo Lorenzo Benanti, Presidente dei Periti agrari, “comporta la necessità di definire ex-novo l’ambito territoriale ottimale per le istituzioni ordinistiche. A questo proposito è necessario definire criteri specifici che tengano conto del bacino degli iscritti, dei costi economici di gestione, dei collegamenti con gli organi di giustizia. Su questo la Rete chiede al più presto un provvedimento da parte del Governo”.
 
La RTP ha sottoposto al Ministro Orlando una serie di problematiche inerenti le elezioni dei consigli territoriali, regolate dal Dpr 169/2005. Le richieste sono state illustrate da Giampiero Giovanetti, Presidente dei Periti industriali. Tra queste: prevedere un termine massimo, oltre a quello minimo, per indire le elezioni; ritenere valide  le schede votate concorrere ai fini del calcolo del quorum della votazione successiva a quella nella quale non si sia raggiunto il quorum; utilizzare la PEC per la trasmissione delle schede elettorali; ridurre il numero dei componenti dei consigli territoriali; estendere l’applicazione del Dpr 169/2005 a quelle professioni (Geometri, Periti agrari e Periti industriali) che rispondono ad un Dlgs del 1944”.
 
Ma nel corso dell’incontro sono stati discussi altri temi di grande interesse per i professionisti tecnici. Tra i più sentiti c’è quello dell’assicurazione professionale obbligatoria. “Tale obbligo - ha precisato Andrea Sisti, Presidente degli Agronomi - è stato introdotto in un contesto normativo lacunoso che ha reso l’adempimento assai problematico. All’obbligo per il professionista di stipulare un’assicurazione non corrisponde un obbligo analogo da parte delle compagnie assicurative. Queste, se lo ritengono poco conveniente, possono rifiutarsi di farlo”.
 
“C’è poi tutta una serie di problematiche relative alla validità della garanzia e alle cause di esclusione”. Per la Rete è necessario un Regolamento di attuazione che determini chiaramente le caratteristiche della polizza e le modalità di adempimento. La RTP chiede, ad esempio, forme collettive di polizza “che consentirebbero di proteggere meglio il singolo professionista”.
 
Sulla questione degli standard professionali è intervenuto Armando Zingales, Presidente dei Chimici. “L’obbligo per il professionista di pattuire il compenso col cliente al momento dell’incarico, previa presentazione di un preventivo, riduce l’asimmetria informativa tra professionista e committente. Tale asimmetria sarebbe ulteriormente ridotta se il cliente potesse conoscere il processo standard che caratterizza la prestazione. A questo proposito, la Rete chiede un intervento che armonizzi la disciplina e affidi agli Ordini il compito di definire i suddetti standard”.
 
È stata affrontata, inoltre, la questione dei codici deontologici. “I Consigli nazionali - ha spiegato Carla Brienza, Presidente dei Tecnologi alimentari - hanno provveduto all’aggiornamento dei codici delle rispettive professioni. Tuttavia, non tutti gli ordinamenti affidano ai Consigli nazionali la potestà esclusiva e vincolante in materia di revisione e aggiornamento, lasciando agli Ordini e Collegi territoriali un’autonomia di recepimento che rischia di creare disomogeneità nell’applicazione e nella definizione della norma deontologica. La Rete, dunque, chiede di attribuire formalmente ai Consigli nazionali la potestà esclusiva sul tema, con efficacia vincolante nei confronti degli Ordini e Collegi territoriali”.
 
Infine, una questione che si trascina da tempo è quella relativa al compensi dei periti e dei consulenti tecnici nominati dal giudice (CTU). “La legge prevede che i compensi dei consulenti tecnici siano aggiornati sulla base dell’aumento del costo della vita - ha ricordato Maurizio Savoncelli, Presidente dei Geometri. Dal 2002, però, tale adeguamento non è mai stato praticato. “Gli Uffici del Ministero della Giustizia hanno già fatto un grande lavoro sul testo del provvedimento. Ci auguriamo che con l’impegno preso dal Ministro Orlando si riesca a chiudere finalmente il percorso avviato”.
 
“L’incontro - ha affermato Armando Zambrano, Coordinatore della RPT - ci ha offerto l’occasione per ribadire al Ministro Orlando che, sebbene la riforma delle professioni regolamentate abbia avuto un approccio a tratti ideologico, noi della Rete abbiamo sempre condiviso gli aspetti principali del disegno riformatore. Persino di quelli che hanno comportato oneri gravosi e aggiuntivi per i professionisti. Noi, insomma, a differenza di altri, non abbiamo eretto barricate”.
 
“Al contrario - ha proseguito Zambrano - nel sostenere il processo riformatore, riteniamo che siano necessari ulteriori interventi normativi, sia di ‘contorno’ sia specifici delle singole professioni.  Riteniamo che i professionisti debbano adeguare il proprio ordinamento ad una società e una economia aperte, lasciando inalterata la qualità delle loro prestazioni a tutela della sicurezza dei cittadini. Tutela resa oggi difficile dall’attuale quadro normativo, non sempre coerente. A questo proposito, abbiamo illustrato al Ministro Orlando le questioni ancora aperte che meritano un intervento chiaro e urgente”.
 



 

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