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URBANISTICA

In Toscana stop al consumo di suolo per nuove edificazioni

di Alessandra Marra

La nuova legge sul governo del territorio punta sulla riqualificazione dell'esistente

Vedi Aggiornamento del 28/12/2018
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24/11/2014 – Contrasto al consumo di nuovo suolo, riqualificazione dell’esistente, tutela del territorio agricolo da trasformazioni edilizie e pianificazione di area vasta.
 
Ecco le principali novità della Legge regionale 65/2014 in materia di governo del territorio, pubblicata il 12  novembre sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana. 
 
Tra gli altri punti salienti elencati in un comunicato della Regione: correttezza delle procedure ed efficacia delle norme di legge (Conferenza paritetica), informazione e partecipazione, monitoraggio dell'esperienza applicativa delle legge e valutazione della sua efficacia, patrimonio territoriale, prevenzione e mitigazione dei rischi idrogeologico e sismico, qualità del territorio rurale, riordino lessicale, tempi della pianificazione certi e tutela paesaggistica.
 
Una legge completa ed efficace, continua il comunicato,che parte dalla constatazione dell’incapacità di molte leggi sul governo del territorio di contrastare l’impiego di ulteriore territorio agricolo per fini edificatori.
 
Per raggiungere l’obiettivo stringente di contrastare e ridurre allo stretto necessario il consumo di suolo, la nuova legge definisce in modo puntuale il territorio urbanizzato, differenziando le procedure per intervenire all'interno di questo da quelle per la trasformazione in aree esterne; per promuoverne il riuso e la riqualificazione, sono state introdotte semplificazioni per le procedure urbanistiche.
 
Nelle aree esterne al territorio urbanizzato semplicemente non sono consentite nuove edificazioni residenziali. Vengono limitati gli impieghi di suolo per destinazioni diverse da quella residenziale ma sono in ogni caso assoggettati al parere obbligatorio della "conferenza di copianificazione d'area vasta", chiamata a verificare puntualmente che non sussistano alternative di riutilizzazione o riorganizzazione di insediamenti e infrastrutture esistenti.
 
La nuova legge in pratica divide il territorio in due parti, una parte urbanizzata e un parte non urbanizzata e non concede nessuna deroga per l’edilizia residenziale al di fuori dal perimetro urbanizzato.  
 
Presenti anche norme per il ripristino e la mitigazione dei rischi idraulici in caso di eventi alluvionali o franosi. Inoltre la norma consente di affidare gli appalti fino a 5,2 milioni di euro (la soglia europea) con procedura negoziata oppure con gara aperta ma con tempi dimezzati. Snellisce quindi le procedure legate alla conferenza dei servizi in modo da abbreviare i tempi di approvazione del progetto.
 
Per quel che concerne le politiche abitative la legge dispone che la pianificazione territoriale e urbanistica concorra alla formazione delle politiche per la casa, riconoscendo gli alloggi sociali come standard urbanistico, da assicurare mediante cessione di aree, di unità immobiliari o di oneri aggiuntivi a destinazione vincolata.
 
Infatti in un tweet il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi scrive: “In toscana non costruiamo nuove case popolari, compriamo quelle invendute. Non consumiamo suolo e sono già pronte.” E’ evidente quindi la volontà di coniugare in modo equilibrato la necessità abitativa con l’esigenza di fermare il consumo di suolo.


 

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