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AMBIENTE

Agenda ambientalista: ‘l’eccellenza ambientale’ può salvarci dalla crisi

di Alessandra Marra

Tra le proposte delle associazioni al Sottosegretario Delrio: difesa del suolo, mobilità sostenibile, energia, lotta al dissesto idrogeologico

Vedi Aggiornamento del 25/10/2017
29/12/2014 – Per uscire dalla crisi e creare nuovi posti di lavoro è necessario promuovere l’eccellenza ambientale che ha già creato in Italia 3 milioni di green jobs; “la più grande opera pubblica di cui avrebbe bisogno il Paese è la manutenzione del territorio e la riqualificazione delle aree urbane”.
 
Questa è stata la tesi portata avanti da 16 associazioni ambientaliste riconosciute che l’11 dicembre scorso hanno presentato al Sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, l’Agenda ambientalista per la riconversione ecologica del Paese” affinché la dimensione ecologica sia maggiormente considerata nelle scelte di politica economica.
 
Tra le proposte contenute nell’Agenda Ambientalista:
1) la decarbonizzazione, attraverso una Strategia Energetica Nazionale,  per raggiungere entro il 2050 l’obiettivo del 100% rinnovabili;
2) abbandonare “l’insostenibile Programma sulle infrastrutture strategiche” in favore di Piano nazionale della mobilità che punti sul supermento dello squilibrio gomma/ferro e sull’adeguamento delle infrastrutture esistenti e procedere ad una profonda revisione delle procedure semplificate sulle grandi opere del Codice Appalti a tutela delle legalità e dei diritti dei cittadini;
3) l’approvazione celere di un testo unificato per il contenimento del consumo del suolo;
4) la definizione di una Strategia nazionale per le bonifiche dei siti inquinati, dotate di risorse economiche adeguate in accordo con le Regioni;
5) l’introduzione dell’indicatore Bes (benessere ecologico e sociale) accanto al Pil;
6) aumentare il bilancio annuale del Ministero dell’Ambiente ed entrare nel merito dei progetti per la mitigazione del rischio idrogeologico.
 
Come evidenzia il comunicato di Legambiente, le associazioni hanno chiesto al Governo di individuare “azioni innovative per garantire il benessere degli italiani e lo sviluppo del Paese dando valore alla ricchezza del suo capitale naturale (la più ricca biodiversità d’Europa) e superare il deficit ecologico che sta diventando un handicap per il rilancio dell’economia”.
 
Le associazioni hanno ricordato che ci sono 5 milioni i posti di lavoro che potrebbero essere creati in Europa conseguendo gli obiettivi dell’Unione Europea al 2020 su clima e energia e che già oggi sono 14,6 milioni i posti di lavoro assicurati dalla biodiversità e dai servizi ecosistemici.
 
Nel Rapporto GreenItaly 2014, di Unioncamere e dalla Fondazione Symbola, si legge che in Italia per la green economy si devono 101 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 10,2% dell’economia nazionale e che i cosiddetti green jobs sono più di 3 milioni.
 
Graziano Delrio ha ascoltato le proposte, rispetto alle quali seguiranno incontri con i ministri competenti come il Ministro dell’Ambiente, e ha evidenziato come nell’Accordo di partenariato sui fondi strutturali europei siano presenti obiettivi legati ai temi ecologici e ambientali.
 
Il Sottosegretario ha considerato “utile l’azione di stimolo delle associazioni” e “di interesse del governo proseguire il confronto in maniera operativa”.


 
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