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COMPUTO

IMU per i terreni agricoli: esenzioni solo sopra i 600 metri

di Alessandra Marra

Il 16 dicembre 2014 la scadenza dell'imposta per i soggetti obbligati al versamento

Vedi Aggiornamento del 27/02/2015
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03/12/2014 – Solo i terreni agricoli sopra i 601 metri e quelli posseduti da coltivatori diretti potranno usufruire dell’esenzione dell’IMU, per tutti gli altri bisognerà versare il contributo.
 
Questo è quanto previsto dal DM 28 novembre 2014 che ha rimodulato l’applicazione dell’esenzione dall’IMU, in attuazione di quanto previsto dall’art. 22, comma 2, del DL 66/2014 (convertito nella Legge 89/2014) per garantire ai Comuni maggiori entrate.
 
I soggetti obbligati per l'anno 2014 dovranno effettuare il versamento dell’IMU, secondo il decreto, in un’unica rata entro il 16 dicembre 2014.
 
In tal modo il Governo spera di ottenere un gettito complessivo non inferiore a 350 milioni di euro a decorrere dal 2014.
 
L’esenzione infatti riguarderà una stretta fetta di categorie:
1) i terreni agricoli dei comuni ubicati a un’altitudine di 601 metri e oltre, individuati sulla base dell’“Elenco comuni italiani” sul sito dell'ISTAT;
2) i terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, dei comuni ubicati a un’altitudine compresa fra 281 metri e 600 metri, individuati sulla base del medesimo elenco.
 
Controlla l'altitudine del tuo Comune

In una nota l’ANCI (Associazione nazionale comuni italiani) ha espresso le proprie perplessità e ha chiesto urgentemente al governo di riconsiderare gli effetti della revisione sulle esenzioni Imu operata a seguito dell’articolo 22 del Dl 66/2014.
 
“Per effetto di questa norma e dopo la pubblicazione delle stime avvenuta nei giorni scorsi, infatti, i Comuni interessati subiranno una decurtazione certa di 350 milioni di euro del Fondo di solidarietà comunale, senza avere però la reale possibilità di recuperare per tempo quei fondi attraverso il pagamento dell’Imu da parte dei proprietari dei terreni agricoli. La cifra e’ stata definita considerando una stima sui maggiori introiti che i Comuni dovrebbero incassare proprio a fronte della revisione delle esenzioni Imu”.
 
“Ma, sottolinea l’ANCI, e’ stata anche definita con grave ritardo, a ridosso della chiusura dell’anno, e basandosi su criteri per la determinazione delle stime quanto mai incerti. Tutto ciò provoca una serie di effetti sui bilanci dei Comuni che potrebbero risultare insostenibili: infatti, i 350 milioni saranno subito decurtati, mentre il recupero di quelle cifre attraverso i pagamenti Imu ed entro la fine dell’anno risulta quanto mai improbabile, a causa dei tempi strettissimi per l'informazione dovuta ai contribuenti non più esenti”.
 
“Più in generale”, conclude la nota, “e’ del tutto inverosimile che il gettito venga pagato con la necessaria completezza alla scadenza del saldo Imu del prossimo 16 dicembre. Gli oltre 4 mila Comuni coinvolti, in cui risiedono 28 milioni di abitanti, si ritroverebbero così con un ulteriore taglio di risorse (per 700 enti maggiore del 5% del totale delle entrate), non coperto da un corrispondente maggior gettito Imu”.


 

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