Carrello 0
NORMATIVA

Periferie degradate, un Piano da 200 milioni di euro in tre anni

di Alessandra Marra

Nella Legge di Stabilità 2015 il nuovo 'Piano Città' per la rigenerazione delle aree urbane degradate

Vedi Aggiornamento del 13/02/2017
16/12/2014 – 200 milioni di euro in tre anni: 50 milioni di euro per il 2015 e 75 milioni di euro per ogni anno dal 2016 al 2017. Queste le cifre che il Governo intende stanziare, con un emendamento alla Legge di Stabilità 2015, per il ‘Piano Nazionale per la riqualificazione e rigenerazione delle aree urbane degradate’.
 
Il Piano era stato preannunciato qualche giorno fa dal Premier Matteo Renzi per avviare il ‘rammendo delle periferie’ che aveva visto l'impegno dall’architetto e senatore a vita Renzo Piano. 
 
L’emendamento presentato, oltre a definire le risorse stanziate per il Piano, ne definisce anche i criteri di attuazione.
 
Entro il 30 settembre 2015 i Comuni dovranno elaborare e trasmettere (secondo le modalità specificate in seguito da un apposito bando) i  progetti di riqualificazione e rigenerazione urbana costituiti da un insieme coordinato d’interventi al fine di contrastare e ridurre i fenomeni di tensione abitativa e degrado sociale.
 
A tal fine sarà predisposto, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, un Nucleo tecnico per la riqualificazione e rigenerazione delle aree degradate composto da rappresentanti della Presidenza del Consiglio, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero dell’ Economia e delle Finanze, Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero dell’Istruzione, Ministero dell’Interno e rappresentanti regionali; a tale Nucleo non sarà corrisposto alcun rimborso o indennità.
 
I Comuni che intenderanno presentare progetti di riqualificazione delle aree periferiche dovranno fornire, secondo quanto esposto nell’emendamento, la seguente documentazione:
1) relazione degli interventi con tavole illustrative ed elaborati tecnici;
2) documentazione comprovante lo stato di progettazione e il cronoprogramma attuativo;
3) quadro tecnico-economico e piano economico contenente le risorse economiche pubbliche e quelle cofinanziate;
4) schede relative agli interventi privati con definizione delle risorse impiegate e le modalità di affidamento lavori.
 
I criteri di valutazione dei progetti da parte del Nucleo saranno i seguenti: 
capacità di ridurre il disagio abitativo e il degrado sociale;
miglioramento del decoro urbano, in particolar modo per ciò che concerne il riuso e la rigenerazione dell’edificato;
la tempestività cantierabilità dell’intervento;
il coinvolgimento di capitali privati oltre che pubblici.
 
Il Nucleo selezionerà i progetti e li inserirà nel Piano stipulando convenzioni o accordi di programma con i Comuni promotori degli interventi; l’insieme delle convenzioni e degli accordi costituirà il paino che dovrà essere approvato entro il 31 dicembre 2015. 
 
Ogni  intervento sarà sottoposto a monitoraggio e controllo, sulla regolare esecuzione, dal Collegio di Vigilanza, costituito dal Sindaco, che avrà la facoltà di revocare il finanziamento in caso di inadempienze.
 
Questo emendamento, se passerà, andrà ad abrogare il precedente ‘Piano Città’, istituito dal DL Sviluppo 83/2012, con finalità e criteri simili al ‘Piano Nazionale per la riqualificazione e rigenerazione delle aree urbane degradate'.
 
 
 
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui
Altri commenti
thumb profile
Gianpaolo

200milioni di euro in tre anni è una goccia in mezzo al mare. Ci vorrebbero 200miliardi di euro per far qualcosa. Siamo davvero al ridicolo! (...l'europa...)


x Sondaggi Edilportale
BIM: professionisti italiani, siete pronti? Partecipa