Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Subappalto, i giudici italiani si allineano all’UE: no al limite del 30%-40%
NORMATIVA Subappalto, i giudici italiani si allineano all’UE: no al limite del 30%-40%
NORMATIVA

Piano Casa, assegnati 468 milioni di euro per il recupero degli alloggi

di Paola Mammarella

Risorse ripartite tra le Regioni in base al numero di sfratti e immobili da riqualificare, Lombardia in testa

Vedi Aggiornamento del 03/12/2015
Commenti 9278
19/12/2014 – Passi avanti per il recupero degli alloggi di edilizia sociale. Il Ministero delle infrastrutture ha predisposto il decreto per l’attuazione di alcune misure del Piano Casa (DL 47/2014) voluto dal Governo Renzi.
 
Il testo, che sta per ricevere l’ok definitivo, ripartisce tra le Regioni 468 milioni di euro per il recupero e la razionalizzazione degli alloggi sociali.
 
Il programma di recupero si articola in due filoni. Il primo comprende interventi di lieve entità. Si tratta di lavori di importo fino a 15 mila euro, pensati per rendere subito disponibili gli alloggi sfitti attraverso interventi di manutenzione e efficientamento. A questo gruppo sono stati destinati 67,9 milioni di euro.
 
Il secondo filone comprende interventi di ripristino e manutenzione straordinaria fino a 50 mila euro. Rientrano in questo gruppo i lavori per l’efficientamento energetico degli edifici che portino ad una riduzione almeno del 30% dei consumi registrati nell’ultimo biennio, la messa i sicurezza delle parti strutturali e l’adeguamento antisismico, la rimozione di materiali nocivi come piombo e amianto, il superamento delle barriere architettoniche, la manutenzione delle parti comuni e delle pertinenze, il frazionamento e l’accorpamento degli alloggi in considerazione delle diverse esigenze abitative. Questi lavori potranno contare su 400 milioni di euro.
 
La ripartizione delle risorse tra le Regioni è stata pensata in base al numero di sfratti e degli alloggi di risulta da rimettere a nuovo. In entrambi i casi, è stata la Lombardia ad aggiudicarsi la quota maggiore di finanziamenti, con più di 15 milioni per gli interventi di lieve entità e circa 70 milioni per i ripristini e le manutenzioni.
 
Le proposte di intervento devono essere predisposte dagli Istituti autonomi case popolari (IACP) o da altri enti con funzioni analoghe e dai comuni ad alta tensione abitativa.
 
Gli interventi di devono garantire una rapida assegnazione degli alloggi, la riduzione dei costi di conduzione, la trasformazione degli immobili in base alla nuove esigenze abitative e l’adeguamento antisismico.
 
Le Regioni hanno il compito di verificare l’ammissibilità degli interventi ai finanziamenti e di trasmettere gli elenchi dei lavori approvati al Ministero delle Infrastrutture entro 90 giorni dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. Alle Regioni spetta inoltre il monitoraggio dei tempi di realizzazione degli interventi per evitare la revoca dei finanziamenti.



 

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui