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Superbonus 110%, la riqualificazione globale non può essere un intervento trainato
RISPARMIO ENERGETICO Superbonus 110%, la riqualificazione globale non può essere un intervento trainato
PROFESSIONE

Partite Iva: ingegneri contrari al nuovo regime fiscale dei minimi

di Rossella Calabrese

Zambrano, CNI: colpiti i professionisti a basso reddito, già in grave difficoltà. Critiche anche da InarSind

Vedi Aggiornamento del 10/03/2015
Commenti 18822
05/12/2014 - Se il Senato non interverrà con nuove modifiche, dal 2015 la soglia di reddito che determina l’applicazione del regime fiscale dei minimi per i professionisti scenderà dagli attuali 30mila a 15mila euro.
 
Il testo della Legge di Stabilità 2015 approvato lo scorso 30 novembre dalla Camera prevede infatti, per i professionisti con ricavi fino a 15 mila euro, un’imposta forfettaria al 15% (a fronte dell’attuale 5%), senza limiti né di età né temporali (oggi si può usufruire della minore tassazione per 5 anni e fino al 35° anno di età).
 
Contrario ai ‘nuovi minimi’ il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, secondo il quale, con le nuove condizioni “si riduce drasticamente la possibilità per molti professionisti a basso reddito e fortemente provati dalla crisi di usufruire di un regime fiscale agevolato, contravvenendo allo spirito stesso con cui queste misure erano state pensate.
 
Inoltre, secondo alcune simulazioni del Centro Studi del CNI, in determinate situazioni il nuovo regime dei minimi risulta non avere alcuna convenienza rispetto a quello ordinario.
 
“Modificare il regime dei minimi - afferma Armando Zambrano, Presidente del CNI - è un segno del totale distacco tra classe politica e mondo del lavoro. Nel momento in cui il sistema delle professioni registra un drammatico calo dei ricavi, soprattutto tra i professionisti più giovani e meglio formati, si tagliano alcune agevolazioni fiscali proprio a chi è in difficoltà”.
 
“Ingegneri e professionisti - prosegue Zambrano - vedono ridursi drasticamente un’agevolazione fiscale che ha un’incidenza minima sul bilancio dello Stato. Al tempo stesso, il Governo stanzia risorse per rifinanziare il bonus di 80 euro per i dipendenti pubblici, prevede un taglio dell’Irap alle imprese, oltre alle agevolazioni per il contributo dei minimi per artigiani e commercianti”.
 
“Il CNI - conclude Zambrano - esprime tutto il proprio dissenso rispetto a questo provvedimento, ora in esame al Senato. Ancora una volta cercheremo di fare sentire la nostra voce. Il lavoro professionale è una parte importante dell’economia di questo Paese e deve essere incentivato, non mortificato”.
 
Per la CGIA di Mestre “il provvedimento snatura interamente lo spirito iniziale della legge, il cui obiettivo era quello sostenere l’imprenditoria giovanile, nonché tutte quelle categorie particolarmente penalizzate dalla crisi e che non hanno altro modo di lavorare se non quello di aprirsi la Partita Iva”.

Alla protesta contro i ‘nuovi minimi’ si associa InarSind, il Sindacato degli Ingegneri e Architetti Liberi Professionisti. “Il Governo ha deciso di dichiarare guerra ai professionisti, e in particolare ai giovani che si affacciano al mondo del lavoro garantendo professionalità e servizi, ma che faticano a campare. Se la Legge di Stabilità non cambia, per loro sarà impossibile lavorare” - dichiara il Presidente Salvo Garofalo
 
Secondo InarSind, quella del Governo “è una scelta ottusa perché fino a oggi le Partite Iva agevolate hanno garantito a chi lavora in settori difficili, colpiti dalla crisi, di restare a galla. Così facendo migliaia di ragazzi, e chi si affaccia al mondo del lavoro magari dopo un licenziamento, saranno espulsi dal mercato o ricacciati nel nero”.
 
“L’imponibile di 15mila euro e l’aliquota al 15% porteranno anche i giovani professionisti alla povertà assoluta, il tutto mentre si danno 80 euro ai dipendenti e si rendono opzionali i contributi fissi per artigiani e commercianti. In pratica il Governo ha deciso di fare cassa sulle spalle dei professionisti e in particolare dei giovani. InarSind si batterà affinché il Senato cambi la Legge di Stabilità e preveda agevolazioni per le professioni e per i giovani” - conclude Garofalo.

  

 

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Altri commenti
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Filippo Rossi

Egregio Gabriele, sono ingegnere, libero professinista singolo: non HO mai avuto un collega come "schiavetto" di studio sottopagato a 500 euro né ad alcuna altra cifra, ma francamente mi lamento e MOLTO di questo andazzo, che continua a penalizzare la categoria. Il problema è che parecchia gente, specie nei postio di potere, la pensa come lei, ovvero che TUTTI gli inggneri sono ricchi e strapagati e sfruttano il lavoro di schiavi. Ecco,m apra gli occhi, e provi a pensare che la maggioranza degli ingegneri fa parte delal categoria delgi schiavi sottopagati, e che i ricchi titolari di grossi studi sono meno del 5% del totale. allo ra servirebbero lòeggi e regole che tutelano il restante 95% di sigraziati come me, che si fanno il mazzo 12 ore al giorno e non arrivano a 1500 euro netti al mese, pur a fronte di responsabilità enormi e carichi di lavoro da schiavo nero nelel piantagioni di cotone. LEI DOVREBBE VERGOGNARSI, al PARI DEL GOVERNO, di accusare una intere categoria, altro che. E sa ha coraggipo provi a replicare!!

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gifi

LE SOLITE PAROLE VUOTE TANTO PER PARLARE, ANDATE TUTTI A LAVORARE A PARTIRE DAL CNI

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gabriele

parole e solo parole degli ing, iniziate a farvi un bell'esame voi ! fino a prima della eravate ben contenti di avere gli studi pieni di gente a 500 euro al mese e ora vi fate problemi sul precariato??? andiamo non siete credibili e giustamente il governo non vi dà retta.... il problema non è la tariffa al 15 per cento ma l'immensità di professionisti che ci sono in giro... troppi per 60 milioni di abitanti


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