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PROFESSIONE

Redditi dei professionisti tecnici crollati del 39% tra il 2005 e il 2013

di Rossella Calabrese
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Quarto Rapporto Adepp: le professioniste donne hanno uno stipendio medio pari al 59% di quello dei colleghi uomini

Vedi Aggiornamento del 26/04/2018
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11/12/2014 - Tra il 2005 e il 2013 il reddito medio dei professionisti tecnici è diminuito in termini reali del 39,2%. Considerando gli effetti dell’inflazione, la diminuzione reale è pari al 22,9% nel periodo considerato, ponendo le professioni tecniche al primo posto tra quelle maggiormente colpite dalla crisi.
 
I dati arrivano dal quarto Report sulla previdenza privata realizzato dall’Adepp, l’Associazione degli Enti Previdenziali Privati, presentato oggi.
 
Considerando il complesso delle 19 Casse di previdenza, il numero degli iscritti nel 2013 è pari a 1 milione e 416.245, con una crescita del 15,67% rispetto al 2005. I tecnici (ingegneri, architetti, geologi, periti industriali, geometri, periti agrari, chimici, tecnologi alimentari, dottori agronomi e forestali) sono 355.958.
 
Crescono le professioniste: nel 2013 la componente femminile è cresciuta del 3,68% rispetto al 2012, a fronte dello 0,38% di quella maschile. Nonostante la crescita, le donne continuano a scontare un gap sfavorevole in termini di reddito: la donna professionista ha uno stipendio medio pari al 59% di quello medio del collega maschio.
 
I pensionati sono 51.722, in aumento del 2,38% nell’ultimo anno. “Le recenti riforme che stanno gradualmente ma costantemente incrementando l’importanza della componente contributiva personale nel computo della misura dei trattamenti pensionistici - rileva il Report - hanno incentivato la prosecuzione del versamento dei contributi anche dopo la pensione”. Si assiste quindi a una escalation dal 2005 al 2013 del 39,66%, con percentuali annue in salita che vanno da un minimo dell’1,65% nel 2005-2006 ad un massimo del 7,24% nel 2010-2011.
 
Sul fronte della previdenza, le prestazioni erogate dalle 19 Casse ammontano complessivamente a 529,21 milioni di euro nel 2013, una spesa in calo del 3,1% in termini reali e del 2,3% in termini nominali, quale riflesso di una forte stretta del credito.
 
Tra il 2012 e 2013 - evidenzia il Report - l’erogazione delle prestazioni al sostegno professionale (compresi mutui immobiliari e prestiti per l’avvio di attività) è crollata del 21,15%, passando dai 164,30 milioni di euro del 2012 ai 129,5 dell'anno scorso. Un calo dovuto principalmente - spiega Adepp - al crollo dei prestiti e mutui a tassi agevolati erogati in convenzione con le banche.
 
 

 
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