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URBANISTICA

Dall'Inu un decalogo per coinvolgere i cittadini nelle decisioni pubbliche

di Alessandra Marra

Tra i principi della 'Carta della partecipazione': la cooperazione, l'informazione e l'equità

Vedi Aggiornamento del 19/05/2015
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11/12/2014 - Nei giorni scorsi l’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) ha sottoscritto insieme ad altre associazioni, la “Carta della Partecipazione” che definisce 10 principi per un processo partecipativo di qualità alle decisioni degli enti pubblici e privati.
 
Lo scopo della Carta della Partecipazione è di accrescere la cultura della partecipazione dei cittadini alle decisioni (un diritto affermato anche dalla Costituzione italiana e dalla normativa europea) e diffondere linguaggi e valori comuni. Per far questo i promotori si impegnano a favorire la creazione di una Rete della partecipazione in Italia tra soggetti operativi in ambito locale e nazionale, anche tramite lo scambio di informazioni e la realizzazione di buone pratiche.
 
Per far sì che il contributo dei cittadini sia effettivo e la partecipazione di qualità, tra i dieci principi vi sono il principio dell’informazione (le informazioni rilevanti devono essere a disposizione e devono essere comprensibili), dell’equità (tutte le opinioni vanno valorizzate), dell’armonia (si deve puntare a un accordo sul processo e sui suoi contenuti)  e della valutazione (la partecipazione va valutata con metodologia adeguata, i risultati devono essere pubblici).
 
Il decalogo contenuto nella carta vuole rendere la partecipazione dei cittadini una procedura continua per tutto l’iter decisionale, non solo a monte delle decisioni ma anche nelle fasi successive e più cruciali.
 
Donatella Venti, Coordinatore della Commissione Governance e Diritti dei cittadini dell’Inu, spiega così il senso dell’iniziativa: “La Carta della partecipazione nasce con modalità open source, aperta al maggior numero possibile di adesioni e periodicamente aggiornata. E’ stato infatti deciso che annualmente i promotori della Carta si incontreranno per valutarne l’aderenza a ciò che veramente serve per garantire la partecipazione. Inoltre i diversi soggetti che già la sottoscrivono (al momento associazioni) e quelli che vorranno in un futuro prossimo aderire (in primo luogo, ci auguriamo, enti locali ed Istituzioni pubbliche) si impegnano a mettere concretamente in atto i principi in essa contenuti attraverso la realizzazione di buone pratiche”.
 
Nel comunicato dell’Inu si evidenzia come la carta della partecipazione non intende essere uno dei soliti decaloghi che rimangono scolpiti nella pietra o il punto di arrivo di un'elaborazione teorica. Essa si propone piuttosto come uno strumento vivo e in evoluzione, aperto ai contributi che verranno dal concreto utilizzo e snodo di una rete che ne condivide gli obiettivi.
 
L’auspicio è che questa iniziativa possa contribuire a gettare anche le basi per più evoluti rapporti tra i cittadini e le amministrazioni pubbliche.
 
Il documento sarà presentato nei primi mesi del 2015 al Senato, all’Anci e prossimamente al Coordinamento Agende 21 locali.



 

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