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AMBIENTE

Incompiute, architetti romani: imperativo portarle a compimento

Al Lazio il triste primato con ben 82 opere non finite

Vedi Aggiornamento del 17/02/2016
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20/01/2015 - Case popolari, interventi di risanamento idrogeologico, scuole, interi Piani di zona, oltre ai casi più noti come le Vele di Calatrava. L’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia prende atto che la Regione Lazio, tra tutte le regioni d’Italia ha il triste primato delle opere incompiute, ben 82.
 
Questo dato è stato richiamato dal viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Riccardo Nencini, durante il convegno “Opere incompiute: quale futuro?” che si è svolto alla Città dello sport (dove sorgono appunto le Vele di Calatrava) di Tor Vergata.
 
L’Ordine ritiene vergognoso e inaccettabile un primato del genere, e auspica che gli organi pubblici deputati al controllo agiscano nelle sedi opportune per definire situazioni che inevitabilmente ricadono sui cittadini e sulla qualità diffusa del territorio. Le opere pubbliche incompiute significano mancanza di controlli, mala gestione, sperpero di denaro pubblico, spreco di territorio.
 
L’Ordine degli Architetti di Roma ritiene fondamentale avviare una nuova stagione volta a superare la metodologia che ha portato anche a questi risultati, e mette a disposizione degli organi deputati alla gestione e al controllo, le competenze dei suoi iscritti per costituire gruppi di lavoro e commissioni, che individuino le responsabilità oggettive e personali di chi ha consentito quello che è stato denunciato ma anche le soluzioni per rilanciare e recuperare gli 82 interventi il cui stato attuale ha, inevitabilmente, profonde ripercussioni sul territorio laziale.
 
“Auspichiamo - dichiara il Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Roma e provincia - che la classe politica comprenda che la qualità diffusa del territorio è patrimonio condiviso ed è oggi imperativo portare a compimento le opere incompiute per ridare a Roma e al suo hinterland decoro e slancio”.
 
“Il recupero di queste 82 opere, ove possibile, poi consentirebbe l’ottimizzazione del costruito, riducendo così anche il consumo del territorio. Tema, quest’ultimo, condiviso da molti, ma attuato da pochi. Bisogna passare dalle parole ai fatti concreti, e noi siamo a disposizione per fare questo salto”.
 
Fonte: Ufficio stampa Ordine APPC di Roma e provincia
 

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