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AMBIENTE

Taranto, nel decreto salva-Ilva misure per il rilancio della città

di Rossella Calabrese

Valorizzazione dei beni storici e culturali e riqualificazione della città vecchia e dell’Arsenale militare

Vedi Aggiornamento del 18/11/2016
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07/01/2015 - È stato pubblicato il 5 gennaio in Gazzetta Ufficiale il Decreto legge salva-Ilva, approvato dal Consiglio dei Ministri il 24 dicembre scorso.
 
Il provvedimento - ha spiegato Palazzo Chigi - intende imprimere una svolta negli interventi di bonifica, riqualificazione e rilancio della città e dell’area di Taranto, con particolare attenzione alle emergenze industriali, storiche e culturali, e contiene misure speciali per l’Ilva.
 
Per la città il decreto prevede misure di semplificazione e accelerazione per riqualificare e valorizzare le emergenze urbane, storiche e culturali, affidate ad un tavolo istituzionale istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
 
Gli interventi saranno definiti in un Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) - sottoscritto da un Tavolo permanente per l’Area di Taranto, che verrà istituito presso la Presidenza del Consiglio entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del DL - e saranno gestiti da una unica governance interistituzionale.
 
Ad integrazione del progetto per la riqualificazione urbana del quartiere Tamburi presentato per il ‘Piano nazionale per le Città’, il Comune di Taranto presenterà un Piano di interventi per il recupero, la riqualificazione e la valorizzazione della città vecchia di Taranto, che godrà di una semplificazione e accelerazione dei tempi di realizzazione.
 
È previsto, inoltre, un progetto di valorizzazione culturale e turistica dell’Arsenale militare marittimo di Taranto, una realtà storica e di rilevante importanza sociale, culturale ed economica, che occupa un’area di oltre 90 ettari. Il complesso arsenalizio di Taranto non è solo realtà produttiva, ma un importantissimo patrimonio storico e di archeologia industriale per il Paese, che il Governo intende tutelare e valorizzare, anche per la diffusione della cultura del mare.
 
Il Commissario straordinario per la bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, già all’opera, metterà a sistema misure per l’intera area di Taranto, dichiarata ad elevato rischio di crisi ambientale, attraverso un programma volto a garantire un adeguato livello di sicurezza per le persone e per l’ambiente, e a mitigare le criticità che ostacolano la competitività delle imprese del territorio tarantino.
 
Tutte le opere ed gli interventi infrastrutturali necessari per l’ampliamento e l’adeguamento del porto di Taranto, saranno gestiti dal Commissario straordinario del porto, già all’opera, affinché l’infrastruttura risponda agli standard competitivi dell’area mediterranea, con riflessi positivi per la celerità dei trasporti marittimi e per lo sviluppo competitivo dell’intero Paese.
 
Per quanto riguarda lo stabilimento siderurgico dell’Ilva, il decreto estende le procedure previste dall’amministrazione straordinaria per le imprese operanti nei servizi pubblici essenziali anche alle società che gestiscono almeno uno stabilimento industriale di interesse strategico nazionale. Lo scopo della misura è di garantire la prosecuzione dell’attività produttiva assicurando che le risorse aziendali siano prioritariamente destinate a tale scopo. L’amministrazione straordinaria fa cessare il commissariamento straordinario deliberato nel 2013.
 
Il decreto attribuisce al commissario straordinario i poteri necessari per attuare le prescrizioni di carattere ambientale previste dall’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Allo stesso commissario saranno destinate le somme sequestrate all’ILVA, che confluiranno in una contabilità speciale. La gestione dell’impresa sarà considerata attività di pubblica utilità e gli interventi previsti dal piano ambientale vengono dichiarati urgenti e indifferibili.

 

 

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