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Bologna: la nuova casa della storica 'profumeria olfattiva'
CASE & INTERNI

Bologna: la nuova casa della storica 'profumeria olfattiva'

di Cecilia Di Marzo

Lamiera di ottone punzonata per esaltare la preziosità dei prodotti

14/01/2015 - La profumeria olfattiva storica di Bologna, caratterizzata da uno splendido arredo stile english dal particolare color carta da zucchero, si trasferisce in un ambiente più grande composto da due sale contigue e su piani diversi. Gli architetti Sara Bergami e Luca Bertacchi hanno lavorato riposizionando il mobile storico all'interno del primo ambiente enfatizzando le linee di taglio e gli interventi di adattamento alle nuove dimensioni attraverso elementi rivestiti in lamiera di ottone punzonata; questo approccio ha permesso di recuperare, nei confronti dei clienti, l'immagine forte del negozio originale creando l'occasione di evidenziare il passaggio alla sala successiva attraverso un portale, anch'esso in ottone, che accentua la preziosità dei profumi e dei vari prodotti e bijoux esposti. 

L'atto di attraversare questo elemento, salendo i due gradini che determinano il salto di quota tra i due spazi, porta il cliente a percepire in maniera forte il passaggio verso la parte più nuova del locale, generando un cono ottico a prospettiva centrale che, fin dalla vetrina d'ingresso, focalizza l'occhio verso la profondità dell'ambiente, intento dei progettisti affinché il pubblico fosse portato ad avanzare e visitare tutto l'ambiente commerciale; al centro di quest'ultima sala è stato creato a tale scopo il secondo cuore del locale, un lettino in ferro con dettagli in madreperla, customizzato affinché diventasse elemento espositivo e piano d'appoggio, illuminato da un lampadario essenziale anch'esso grande protagonista della scena. 

La zona cassa disimpegna le due sale e si trova immediatamente dopo il portale. Nella seconda sala si concentra il cuore dell'intervento di arredo contemporaneo, una serie di teche alternate bianche e in legno di castagno che si possono posizionare ovunque lungo il sistema di pannelli in legno laccato e traforati al laser: una matrice standard di fori, accompagnata da altri per decorazione, permette infatti di fissare gli elementi espositivi in qualunque punto decorando tutta la superficie verticale del locale e lasciando massima libertà di allestimento; le teche bianche in particolare sono caratterizzate da una decorazione sui fianchi sempre diversa, risultato dell'applicazione degli scarti della punzonatura delle lamiere ottonate. 
Questo rivestimento, di cui si evidenziano i bordi smussati nella parte superiore verso il soffitto che conferisce gentilezza ai pannelli, è stato pensato dagli architetti come trait d'union tra l'immagine storica e contemporanea. Lo si ritrova difatti a completamento della parte superiore del mobile storico nella prima sala e come sfondo delle due vetrine espositive all'ingresso.

 

 

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