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Rating di legalità, è boom di domande

di Paola Mammarella

Presentate 544 richieste e assegnati 277 punteggi. Interesse maggiore registrato al Nord Italia

Vedi Aggiornamento del 10/01/2017
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30/01/2015 - Imprese più sensibili alla legalità. Ad affermarlo è l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, che nell’ultimo periodo ha ricevuto un gran numero di richieste per l’attribuzione del rating di legalità.
 
Come riportato nei dati dell’Antitrust, nel 2013 le richieste sono state 142 e nel 2014 402, per un totale di 544 al 31 dicembre scorso. Si tratta, ha affermato il presidente, Giovanni Pitruzzella, di una forte crescita che premia le imprese in funzione della trasparenza e della libera concorrenza, ma anche in base all’attenzione alla legalità.  
 
Dall’entrata in vigore del Regolamento a tutto il 2014 sono stati attribuiti 271 Rating, pari al 50% delle richieste, contro 12 dinieghi. In 18 casi i punteggi sono stati confermati e in sei aumentati. Le richieste considerate non valutabili, perché il fatturato delle aziende non raggiungeva la soglia minima, sono 64 mentre sono 173 quelle in corso d’esame.
 
Le richieste provengono per il 43,3% dal Nord, il 22% del Centro e il 31,7% del Mezzogiorno (Sud e Isole). Il 62% è concentrato in cinque regioni, con in testa la Sicilia (14%), seguita dalla Lombardia (13,2), dal Veneto (13), dal Lazio (12,3) e dall’Emilia Romagna (10,3).
 
Circa l’80% delle imprese che hanno richiesto il Rating di legalità realizza un fatturato tra i 2 e i 50 milioni di euro all’anno. Sono meno del 3% invece quelle che hanno un volume d’affari superiore ai 300 milioni. Il 78% ha meno di 100 addetti contro un 3% che occupa più di mille persone.
Tra i richiedenti, il 25% opera in settori considerati sensibili, come edilizia, costruzioni, trasporto merci e persone e smaltimento dei rifiuti.
 
Il 55,19% delle richieste è stato presentato da società a responsabilità limitata e il 31,39 da società per azioni.
 
Ricordiamo che le imprese, su base volontaria, possono chiedere all’Antitrust l’attribuzione di un punteggio, da una a tre stellette, che attesti il loro rispetto della legalità e renda possibile l’accesso in via preferenziale ai finanziamenti pubblici e punteggi aggiuntivi nelle gare d’appalto. Le imprese devono avere la sede operativa in Italia, un fatturato minimo di due milioni di euro ed essere iscritte nel registro delle imprese da almeno due anni.



 

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