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NORMATIVA

Appalti, via alla banca dati antimafia

di Paola Mammarella

Con le sue informazioni si potrà accertare che l’impresa non ha subito infiltrazioni e può partecipare alle gare

Vedi Aggiornamento del 25/03/2015
12/01/2015 – Prenderà vita  la prossima settimana la banca dati nazionale unica della documentazione antimafia. Entra infatti in vigore giovedì 22 gennaio il dpcm 193/2014, che regola il funzionamento della banca dati prevista dal Codice antimafia (D.lgs. 159/2011).
 
La banca dati raccoglierà le informazioni utili alle imprese per ottenere la documentazione antimafia e partecipare alle gare d’appalto e sarà composta da un archivio delle documentazioni antimafia e da un archivio degli accertamenti.
 
All’interno degli archivi saranno raccolte tutte le informazioni sull’impresa, come codice fiscale e ragione sociale, e quelle relative agli accertamenti sui rischi di infiltrazione mafiosa.
 
Per avere a disposizione un maggior numero di informazioni, sono inoltre previsti collegamenti telematici con altre banche dati: il Centro elaborazione dati che fa capo alle Prefetture, la direzione investigativa antimafia (DIA), l’osservatorio dei contrati pubblici, le Camere di commercio e il Ministero della Giustizia.
 
I lavori saranno articolati in una sezione centrale e altre sezioni provinciali.
 
Ricordiamo che le regole sulla documentazione antimafia sono state aggiornate a più riprese, quando il D.lgs. 218/2012 e il D.lgs 153/2014 hanno integrato il D. lgs 159/2011.
 
Le nuove regole erano però state slegate dall’attivazione della banca dati nazionale della documentazione antimafia. Prima che la banca dati diventasse operativa, la documentazione doveva infatti essere rilasciata integralmente dalle Prefetture attraverso il Ced Interforze.


 
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