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NORMATIVA

Imu Agricola: incertezza sulla scadenza del 26 gennaio

di Alessandra Marra

In vigore un'altra sospensiva del Tar del Lazio. Chiesto l'intervento tempestivo del Governo

Vedi Aggiornamento del 24/02/2015
22/01/2015 – Il Tar del Lazio ha deciso di rimandare a una prossima udienza la discussione sui criteri di esenzione dell’Imu agricola oggetto dei ricorsi di alcuni Comuni e di alcune Anci regionali.

La sospensiva nei confronti del DM 28 novembre 2014 è decaduta e così, a cinque giorni dalla scadenza del pagamento del 26 gennaio per l'imposta relativa al 2014, i contribuenti del mondo agricolo dovranno pagare il tributo.

Ricordiamo che nelle scorse settimane gli enti locali avevano fatto ricorso al Tar del Lazio, per contestare la nuova classificazione (definita iniqua) che obbligava al pagamento dell’imposta municipale anche per i terreni destinati all’agricoltura in base a criteri altimetrici, ottenendo come risultato la sospensiva del decreto fino alla sentenza.

La sospensiva è rimasta in vigore fino a ieri, giornata in cui il tribunale avrebbe dovuto emettere una sentenza definitiva sul provvedimento ma la sentenza ha di fatto riattivato il decreto, ristabilendo i criteri altimetrici.

Sarebbe però in atto un’altra sospensiva in quanto sullo stesso tema il Tar Lazio si e’ pronunciato con un’ulteriore decreto cautelare emanato in data 14 gennaio 2015, con riferimento ad un altro ricorso promosso da alcuni Comuni siciliani, che ha effetto fino alla trattazione in Camera di Consiglio, fissata per il 4 febbraio 2015, data successiva al termine per il pagamento dell’IMU sui terreni agricoli montani fissato al 26 gennaio 2015.
 
Da qui il caos e l’incertezza normativa che immobilizza i contribuenti e le varie associazioni che chiedono a gran voce l’intervento tempestivo del Governo.

La richiesta fatta al Governo da più parti è di prorogare la scadenza del pagamento della tassa in attesa di una revisione dei criteri di esenzione per terreni agricoli delle zone montane.
 
Il Governo infatti negli scorsi giorni ha confermato l’intenzione di rivedere i parametri con i quali distribuire l’esenzione dall’imposta, ma solo a partire dal 2015, lasciando invariata la situazione per il 2014.
 
Agrinsieme, che rappresenta le aziende e le cooperative agroalimentari, esprime il proprio sconcerto per la decisione del TAR del Lazio che fa rivivere i criteri altimetrici per il pagamento dell’imposta entro il prossimo 26 gennaio creando il caos per i versamenti che evidentemente non potranno essere realizzati in un lasso di tempo così ristretto. 
 
“Il silenzio assordante del Governo, che nel Consiglio dei ministri del 20 gennaio 2015 non ha preso alcuna decisione sull’argomento”, commenta il Coordinamento di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari , “dimostra ancora di più l’indifferenza verso le legittime aspettative delle imprese  agricole, per una revisione di un tributo che è considerato dalla stessa politica e dall’ANCI iniquo e vessatorio”. 
 
Anche Agrinsieme chiede ai responsabili politici e ai ministri competenti la proroga della scadenza del pagamento in attesa di una riconsiderazione complessiva dei criteri di esenzione per i terreni agricoli delle zone montane.
 
Il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo  ha dichiarato: “Ora occorre fare al più presto chiarezza sull’Imu agricola, a partire della data di scadenza che non è più chiaramente sostenibile.E’ indispensabile mantenere l’impegno a rivedere anche per il 2014 le evidenti incongruenze nei criteri individuati per la delimitazione dei terreni agricoli in base all’altitudine in cui si trova la sede del comune, nel rispetto della fondamentale scelta di mantenere l’esenzione dell’imposta a favore dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali”.



 

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