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Confedertecnica chiede un piano anticrisi per i professionisti

di Rossella Calabrese

Il Presidente Lo Castro: il Governo Renzi ci convochi come parte sociale

Vedi Aggiornamento del 21/04/2015
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23/01/2015 - Essere convocati dal Governo per collaborare alla definizione di un piano anticrisi in favore dei professionisti tecnici italiani.
 
Questo chiede, attraverso Edilportale, Confedertecnica, la Confederazione sindacale italiana delle libere professioni tecniche, costituita dai Sindacati nazionali che rappresentano i tecnici liberi professionisti, volontariamente associati per la difesa dei diritti e dei comuni interessi professionali, economici, sociali e morali.
 
“La sigla sindacale che rappresenta tutti i professionisti tecnici - spiega il Presidente della Confederazione, Calogero Lo Castro - durante quest’anno di Governo di Matteo Renzi, non è mai stata convocata”.

La continua contrazione delle commesse pubbliche e private sta producendo una drammatica riduzione del lavoro per tutti i professionisti tecnici italiani. In molti casi i redditi dei professionisti si sono dimezzati, impedendo agli studi professionali di crescere e di assumere a loro volta nuovi collaboratori. È urgente l’adozione di un piano anticrisi che il Governo ha il dovere di affrontare subito, altra ragione per la quale chiediamo di essere convocati come parte sociale”. 

Ma l’ultima audizione di Confedertecnica presso Palazzo Chigi risale a due anni fa. “Purtroppo - afferma Lo Castro - dobbiamo constatare che questo Governo ha più a cuore chi rappresenta le banche, oppure la grande industria e quindi noi rappresentanti dei lavoratori delle professioni tecniche, insieme ad altri rappresentanti di categorie produttive non siamo mai stati invitati”.
 
Al Governo Confedertecnica chiederebbe di mettere in atto misure di tutela per le libere professioni tecniche e di far partire un nuovo progetto di riforma delle professioni, non più rinviabile. Ma anche di attuare la riforma della Pubblica Amministrazione, momento fondante per l’avvio di un diverso modello di crescita del Paese e particolarmente atteso dal settore delle libere professioni del comparto tecnico.
 
“Le libere professioni tecniche - spiega Lo Castro - sono tutt’ora sottoposte a norme che ne impediscono l’esercizio del ruolo ad esse spettante, in un contesto condizionato dagli Ordini Professionali, anacronistici testimoni di un mondo burocratico-istituzionale, e dalla Cassa di Previdenza, ma anche dalla poca coerenza di comportamento delle Istituzioni, dai Sindacati della ‘triplice’, dalle rappresentanze degli Enti Locali e dei dipendenti della P.A.”.
 
Ma Confedertecnica concorda con gli Ordini professionali su tre azioni urgenti: aprire il mercato dei lavori pubblici ai giovani professionisti e ai piccoli studi;  favorire il concorso di progettazione; rilanciare il fondo di rotazione per l’affidamento dei servizi di architettura e ingegneria ai liberi professionisti, “salvo verificare e monitorare anche da parte dei sindacati delle professioni tecniche che tutto ciò venga attuato nel pieno rispetto delle regole” - aggiunge Lo Castro.
 
Inoltre, Confedertecnica si batte per ridurre i ribassi eccessivi negli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria con la procedura del prezzo più basso, al fine di garantire maggiore qualità delle prestazioni professionali. “Non sempre il prezzo più basso è indice di qualità - spiega Lo Castro - noi riteniamo che si debba tener conto della qualità e professionalità”.
 
Si parla da tempo del Piano straordinario per l’edilizia scolastica, del Piano Carceri, della ricostruzione de L’Aquila. “Speriamo che il 2015 sia l’anno della svolta per l’edilizia - dice il Presidente di Confedertecnica -. Il Governo non può non saperlo: se non si riprende il comparto dei professionisti tecnici, non si riprenderà il Paese. E qui ci sono ancora troppe cose ferme, a partire dalle commesse pubbliche più importanti”.
 
In tema di regole, Confedertecnica si dichiara favorevole a rilanciare il project financing, quale strumento per coinvolgere i privati in un processo condiviso di rigenerazione urbana sostenibile, “ma con trasparenza, riduzione di regole inique, e con un procedimento aperto a tutti”, ed è pronta a contribuire alla stesura del nuovo Codice dei Contratti, conil contributo fattivo di chi opera quotidianamente nel settore. E di chi scommette sul proprio lavoro per far ripartire il sistema-Paese” - conclude Lo Castro.
 
 

 

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